L’egemonia di Noale a Buriram consacra Bezzecchi e mette in crisi le gerarchie Ducati

La casa italiana dimostra una superiorità tecnica imbarazzante sul tracciato di Buriram, dove Raul Fernandez conquista il podio resistendo al dolore fisico e precedendo i compagni di marca.

Marco Bezzecchi

Marco Bezzecchi

Marco Bezzecchi ha trasformato il Gran Premio di Thailandia in un monologo tecnico e atletico. Al Chang International Circuit, il pilota dell’Aprilia Racing ha condotto la gara dal primo all’ultimo passaggio, infliggendo distacchi pesanti a Pedro Acosta e Raul Fernandez. Il successo di Buriram non è solo una vittoria individuale, ma il manifesto di una superiorità corazzata per la casa di Noale, capace di piazzare quattro moto nelle prime cinque posizioni.

Il ritmo insostenibile del leader

Il pilota romagnolo ha costruito il proprio successo su una partenza impeccabile. Guadagnata la testa del gruppo alla prima curva, Bezzecchi ha imposto una progressione cronometrica che ha sgretolato ogni tentativo di inseguimento. Il vantaggio è lievitato con regolarità: un secondo, poi due, fino a superare la barriera dei tre secondi e mezzo a dieci tornate dalla conclusione. In una condizione climatica estrema, caratterizzata da 35 gradi di temperatura e un’umidità del 40%, la gestione della RS-GP è stata priva di sbavature. Bezzecchi ha amministrato il margine senza mai sollecitare oltremodo gli pneumatici, trasformando l’ultima fase di gara in una passerella solitaria mentre alle sue spalle la lotta per il podio si faceva serrata.

La resistenza di Raul Fernandez

Mentre il battistrada si involava verso il traguardo, la battaglia per le posizioni di rincalzo ha premiato la consistenza di Pedro Acosta. Il giovane talento è riuscito a scavalcare Raul Fernandez nelle fasi finali, approfittando di un calo fisico del pilota dell’Aprilia Trackhouse. Fernandez, nonostante un acuto dolore alla spalla accusato durante il warm-up mattutino, ha difeso il terzo posto con tenacia, completando una parata per il marchio veneto che vede anche Jorge Martin e Ai Ogura rispettivamente in quarta e quinta posizione. Questo risultato corale certifica l’eccellenza del progetto tecnico di Noale, capace di adattarsi meglio della concorrenza alle sollecitazioni del tracciato thailandese.

Il crollo dei fratelli Marquez

Il finale di gara è stato segnato dal colpo di scena che ha rimosso Marc Marquez dalla lotta per il podio. A sei giri dalla bandiera a scacchi, lo spagnolo è stato vittima di una foratura alla gomma posteriore che lo ha costretto a un repentino rallentamento e al successivo ritiro. La domenica nera della famiglia Marquez è stata completata dalla caduta di Alex, che ha innescato il regime di bandiere gialle. In questo scenario di logoramento, Francesco Bagnaia è rimasto nell’ombra. Il campione del mondo in carica non è mai stato della partita, scivolando progressivamente nelle retrovie fino a un anonimo nono posto che solleva interrogativi sulla competitività della sua Ducati in condizioni di scarso grip.