Grazie al decreto di clemenza, Nicole Minetti ottiene la sospensione definitiva della pena

Il Tribunale ha chiuso il procedimento a carico dell’ex consigliera regionale lombarda dichiarando il non luogo a deliberare sull’istanza di affidamento in prova ai servizi sociali, mettendo fine alla vicenda giudiziaria che la vedeva condannata in via definitiva a tre anni e undici mesi.

Nicole Minetti

Nicole Minetti

Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha chiuso questa mattina il procedimento esecutivo a carico dell’ex consigliera regionale lombarda, recependo il decreto di grazia concesso il 18 febbraio dal presidente della Repubblica per motivi familiari.

Decisione formale dopo verifiche suppletive

I giudici hanno pronunciato il “non luogo a deliberare” sull’istanza di affidamento in prova ai servizi sociali presentata dai difensori prima dell’intervento presidenziale.
 
La procura generale, rappresentata dalla sostituta Valeria Marino, si era espressa in apertura di udienza per la sospensione dell’esecuzione della pena. L’udienza è durata pochi minuti. Erano presenti gli avvocati Antonella Calcaterra e Pasquale Pantano. L’ordinanza recepisce formalmente l’atto di clemenza e dichiara decaduto il titolo esecutivo della condanna a tre anni e undici mesi, inflitta per il processo Ruby bis e per le spese irregolari al Pirellone.

Ragioni umanitarie e accertamenti successivi

La grazia è stata motivata dalla necessità di accudimento del figlio piccolo di Minetti, che richiede cure costanti. Dopo la concessione del provvedimento, una inchiesta del Fatto Quotidiano aveva sollecitato verifiche suppletive da parte della Procura generale di Milano.
 
L’ultimo elemento è arrivato il 5 giugno con la trasmissione al Ministero della Giustizia della dichiarazione giurata di una ex massaggiatrice della tenuta uruguaiana di Giuseppe Cipriani, compagno di Minetti. La donna ha ritrattato le accuse iniziali relative a presunti festini nella villa di Punta del Este. Il Quirinale ha preso atto delle conclusioni della Procura generale, confermando di non ravvisare motivi per una rivalutazione della clemenza.

Epilogo giudiziario e effetti della misura

Il pool difensivo, composto tra gli altri dagli avvocati Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi, ha definito la decisione “il giusto epilogo” delle indagini supplementari.
 
L’atto di clemenza sospende l’esecuzione della pena, che si estinguerà definitivamente se nei prossimi cinque anni non verranno commessi altri reati. Con questa ordinanza il Tribunale di sorveglianza pone termine formale a una delle ultime vicende giudiziarie legate alla stagione politica lombarda degli anni scorsi.