Festa a Città del Messico per il debutto iridato: Messico-Sudafrica 2-0 ma il finale si trasforma in una corrida
Novanta minuti ad altissima intensità agonistica inaugurano la rassegna iridata, regalando spettacolo e colpi di scena ai centomila spettatori sugli spalti. L’Azteca si conferma un catino infernale, capace di spingere la nazionale di casa verso un successo limpido nel punteggio ma decisamente ruvido nello sviluppo.
Il Messico aggredisce il match con il piglio della grande squadra, mettendo in mostra un pressing asfissiante che manderà subito in tilt i meccanismi di costruzione della retroguardia sudafricana. Un monologo interrotto soltanto dal nervosismo latente che, nella ripresa, trasformerà una partita di calcio in una vera e propria corrida.
Quiñones rompe il ghiaccio
Il copione tattico salta dopo appena nove minuti di gioco, incendiando l’entusiasmo dei tifosi sugli spalti. Il Sudafrica pasticcia clamorosamente in fase di disimpegno, subendo il recupero alto della spietata prima linea messicana: Quiñones è il più lesto ad avventarsi sulla sfera e a fulminare il portiere con un destro secco che vale l’uno a zero.
Sbloccato il punteggio, i padroni di casa giocano sul velluto, dominando il centrocampo e sfiorando a più riprese il raddoppio. La porta sudafricana trema ancora su una conclusione che si stampa sul palo, strozzando in gola l’urlo del gol a un Azteca già in modalità festa. Gli ospiti barcollano ma riescono a chiudere la prima frazione limitando i danni.
Rosso diretto e raddoppio
Il secondo tempo si apre con l’episodio che di fatto fa calare il sipario sulle speranze di rimonta della squadra africana. Al cinquantesimo minuto Sithole si fa infilare in velocità e stende l’attaccante messicano lanciato a rete: per il direttore di gara è fallo da ultimo uomo e cartellino rosso sacrosanto.
In superiorità numerica, il Messico rallenta il ritmo e fa girare la palla per vie orizzontali, stancando gli avversari prima di sferrare il colpo di grazia. L’affondo decisivo arriva al sessantottesimo minuto con un’azione manovrata da manuale, finalizzata dal colpo di testa imperioso di Raúl Jiménez che fa esplodere lo stadio per la rete del raddoppio.
Finale di pura follia
La partita è virtualmente chiusa, ma il nervosismo trasforma gli ultimi dieci minuti in un bollettino di guerra. All’ottantaduesimo minuto Zwane perde la testa a palla lontana rifilando una manata a un avversario; il VAR richiama l’arbitro che non può fare a meno di estrarre il secondo rosso per gli ospiti.
Sotto di due gol e in nove uomini, il Sudafrica sembra al tappeto, ma in pieno recupero la follia contagia anche la difesa messicana. Al novantaduesimo minuto Montes stende Mudau lanciato a rete in contropiede solitario: altro rosso diretto e parità numerica parzialmente ristabilita per gli ultimi secondi di gioco. Finisce due a zero per il Messico, che incassa i tre punti ma perde un pezzo importante in difesa per il prossimo turno.
