La Sicilia volta pagina: Bruxelles approva il piano e sblocca i termovalorizzatori

Rendering termovalorizzatore di Palermo

Bruxelles ha dato parere favorevole al Piano regionale dei rifiuti della Sicilia. La comunicazione ufficiale è arrivata dalla direzione generale della politica regionale e urbana della Commissione europea. Per l’isola, si chiude una lunga fase di attesa e si apre un percorso operativo preciso: due termovalorizzatori, uno a Palermo e uno a Catania, con gare d’appalto entro la fine del 2026 e l’avvio dei cantieri fissato alla primavera del 2027.

Schifani commissario: il doppio ruolo

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha accolto la notizia nella sua doppia veste istituzionale: governatore e commissario straordinario per il completamento della rete impiantistica integrata per la gestione dei rifiuti. “Andiamo avanti spediti sul progetto dei termovalorizzatori per cambiare concretamente e sistematicamente la gestione dei rifiuti in Sicilia”, ha dichiarato. L’approvazione europea, ha aggiunto, “rappresenta un ulteriore passo avanti per mettere fine alla stagione del conferimento in discarica, gravosa per l’ambiente e onerosa per i cittadini e per i bilanci pubblici”.

Il riferimento alle discariche non è retorico. La Sicilia ha convissuto per decenni con un sistema impiantistico insufficiente, che ha alimentato emergenze cicliche, procedure di infrazione europee e costi di smaltimento tra i più alti del Paese. Il piano ora approvato punta a interrompere questa dipendenza strutturale.

Il percorso diplomatico: da Palermo a Bruxelles

Il via libera non è arrivato per vie burocratiche ordinarie. Lo scorso novembre, Schifani aveva incontrato a Bruxelles la commissaria europea per l’Ambiente, Jessika Roswall, per un confronto diretto sul nuovo Piano rifiuti. Un’azione di diplomazia istituzionale, mirata a sbloccare un dossier che la Sicilia attendeva da anni. Quel confronto ha evidentemente aperto la strada alla valutazione positiva.

Il piano approvato non si limita ai termovalorizzatori. Punta a completare il ciclo integrato della raccolta differenziata e del riuso, dotando la regione di un’infrastruttura coerente con gli standard europei. La logica è quella della gerarchia dei rifiuti: riduzione, riuso, riciclo, e solo in ultima istanza il trattamento termico del residuo non recuperabile.

I siti, i tempi, le scadenze

I due impianti sono già localizzati. A Palermo il termovalorizzatore sorgerà a Bellolampo, area già sede della principale discarica cittadina. A Catania, l’ubicazione scelta è all’interno dell’area industriale. I progetti di fattibilità tecnico-economica — i cosiddetti Pfte — saranno consegnati entro aprile. Le gare per la realizzazione degli impianti saranno pubblicate entro la fine del 2026. L’aggiudicazione e l’avvio effettivo dei lavori sono previsti per la primavera del 2027.

Si tratta di un calendario serrato. La sua tenuta dipenderà dalla capacità amministrativa di gestire procedure complesse — appalti pubblici, valutazioni di impatto ambientale, iter autorizzativi locali — senza i ritardi che storicamente hanno caratterizzato le grandi opere infrastrutturali nell’isola. In sostanza, l’approvazione europea è una condizione necessaria. Non sufficiente.