140 miliardi di metri cubi di idrocarburi: Eni annuncia una nuova scoperta di gas naturale nell’offshore indonesiano

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L’esplorazione nel blocco Ganal consolida la presenza strategica di Eni nel Sud-Est asiatico, delineando un nuovo polo produttivo che integra risorse per 5 trilioni di piedi cubi di gas. La scoperta Geliga-1 si somma ai recenti successi di Geng North e Konta-1, accelerando i piani di sviluppo infrastrutturale nell’area. Il pozzo, perforato a una profondità d’acqua di 2.000 metri, ha intercettato una colonna a gas miocenica dalle proprietà petrofisiche definite “eccellenti”.

I rilievi preliminari non lasciano spazio a incertezze: i volumi in posto ammontano a 140 miliardi di metri cubi di gas. Tale risultato non è un evento isolato, ma l’esito di una campagna sistematica che negli ultimi sei mesi ha visto la perforazione di quattro pozzi con esito positivo. La strategia del Cane a Sei Zampe punta ora a una valutazione rapida della produttività per integrare il giacimento nei flussi di approvvigionamento globali.

Potenziamento infrastrutturale e nuovi poli produttivi

La prossimità geografica con la precedente scoperta di Geng North e il giacimento di Gula permette di ipotizzare la creazione di un terzo hub produttivo nel bacino del Kutei. Secondo le stime tecniche, l’azione combinata di Geliga e Gula potrebbe garantire una produzione aggiuntiva di 28 milioni di metri cubi di gas al giorno.

Il modello di riferimento rimane il progetto North Hub, basato su una nuova unità galleggiante di produzione e stoccaggio (FPSO) collegata all’impianto Gnl di Bontang. L’obiettivo è il “fast-track”: ridurre il time-to-market sfruttando le infrastrutture esistenti per minimizzare gli investimenti iniziali e massimizzare i rendimenti. In quest’ottica, sono già stati avviati gli studi per riattivare capacità di liquefazione supplementari presso il terminale di Bontang, estendendone l’orizzonte operativo oltre le previsioni attuali.

Assetto societario e prospettive finanziarie regionali

La scoperta di Geliga-1 incide direttamente sugli assetti finanziari del gruppo nel quadrante asiatico. Il blocco Ganal confluirà in Searah, la nuova entità a controllo congiunto tra Eni e Petronas il cui closing è previsto entro giugno 2026. Questa società gestirà un portafoglio di 19 blocchi tra Indonesia e Malesia, con l’obiettivo di sviluppare risorse per 3 miliardi di barili di olio equivalente.

Parallelamente, il ritrovamento incrementa il valore della cessione di una quota del 10% degli asset di Eni Indonesia a una terza parte, operazione che dovrebbe concludersi entro l’anno. La campagna esplorativa non si ferma: il calendario industriale prevede un nuovo pozzo nel 2026 e ulteriori due perforazioni nel 2027, a conferma di un impegno di lungo termine in uno dei bacini più prolifici del pianeta.