L’attesa è concentrata sull’esito di un confronto che vede contrapposte due principali liste di maggioranza: quella espressione del consiglio uscente, con il ticket Palermo-Maione, e quella del socio Plt, che ripropone l’ex amministratore delegato Lovaglio. Una competizione resa più incerta dal peso dei fondi e degli investitori istituzionali, titolari di oltre la metà del capitale.
L’affluenza è stimata attorno al 70%, ma il dato definitivo emergerà solo nelle ore immediatamente precedenti al voto. La lista del cda parte da una posizione di vantaggio, sostenuta anche dalla quota del 13,5% riconducibile al gruppo Caltagirone, e punta a superare la soglia del 30% del capitale complessivo per assicurarsi la maggioranza del consiglio.
Il peso dei grandi investitori
Il confronto resta aperto. A sostenere la lista alternativa concorrono attori di primo piano della finanza globale, tra cui Norges Bank e BlackRock, che appoggiano il fronte guidato da Tortora, titolare dell’1,2% del capitale.
Restano invece incerte le mosse di alcuni soci decisivi. Delfin, primo azionista con il 17,5%, non ha fornito indicazioni ufficiali: sul tavolo restano l’ipotesi di astensione o un possibile sostegno alla lista di minoranza. Analoga prudenza da parte di Banco Bpm, fermo al 3,7%.
Fuori dal perimetro della votazione il ministero del Tesoro, che ha scelto di non partecipare all’assemblea, replicando quanto già avvenuto nella precedente assise dedicata alle modifiche statutarie.
Nuove regole e possibili sorprese
La votazione introduce un elemento di novità. È la prima applicazione delle disposizioni previste dalla Legge Capitali, che incidono direttamente sul meccanismo di selezione del consiglio.
Dopo il voto sulle liste, infatti, si aprirà una seconda fase in cui tutti i soci, anche quelli inizialmente contrari o astenuti, potranno esprimersi sui singoli candidati. Un passaggio che può alterare gli equilibri e incidere in modo significativo sulla composizione finale del board.
I quindici seggi disponibili saranno distribuiti tra tre schieramenti, con un minimo garantito alle liste meno votate. Ma è proprio nella seconda votazione che potrebbero emergere scostamenti rilevanti rispetto agli assetti iniziali.
Le indicazioni dei proxy advisor
Le raccomandazioni dei proxy advisor introducono ulteriori elementi di complessità. Iss e Glass Lewis, pur sostenendo la lista del cda, hanno espresso riserve su diversi candidati di primo piano.
Iss ha suggerito di votare contro la riconferma del presidente Maione. Entrambi i consulenti hanno inoltre indicato contrarietà su alcuni nomi, tra cui Alessandro Caltagirone, Elena De Simone e Domenico Lombardi.
Anche Norges Bank ha reso note le proprie valutazioni nella seconda fase di voto sui singoli consiglieri, esprimendo parere negativo su più candidati, compresi Palermo e Passera.
La richiesta di revisione delle valutazioni
Sul fronte opposto, Plt ha chiesto formalmente ai proxy advisor di riconsiderare le proprie raccomandazioni alla luce degli sviluppi successivi al deposito delle liste.
In una comunicazione datata 12 aprile, si sottolinea come le modifiche intervenute – tra cui il riordino delle candidature e l’indicazione di Palermo come unico amministratore delegato – rappresentino “una sostanziale e imprevista alterazione del quadro fattuale e informativo su cui si basavano le raccomandazioni iniziali”. Un elemento che potrebbe incidere sulle ultime ore di confronto prima del voto, lasciando aperto ogni scenario sull’esito finale dell’assemblea.