Schifani accelera sui termovalorizzatori siciliani tra energia, rifiuti e Tari

Rendering termovalorizzatore di Palermo

La Sicilia punta a chiudere la stagione delle discariche con due termovalorizzatori che il governo regionale definisce tra i più avanzati d’Europa. A Palazzo d’Orléans, a Palermo, il presidente della Regione Renato Schifani ha presentato i progetti definitivi degli impianti previsti nel capoluogo e a Catania, fissando il cronoprogramma che prevede l’affidamento dei lavori nel 2027 e l’entrata in funzione entro il 2028.

“Oggi tagliamo il traguardo di una tappa strategica nel percorso per la realizzazione di due termovalorizzatori che segneranno una svolta storica nella gestione dei rifiuti in Sicilia”, ha detto Schifani. “Presentiamo i due progetti definitivi degli impianti di Palermo e di Catania sui quali abbiamo puntato molto, chiedendo al governo nazionale di nominarci commissari straordinari per la loro realizzazione, in un momento in cui la Sicilia non aveva neppure il Piano rifiuti, che è lo strumento di base”.

Il governatore ha ricordato il confronto con Bruxelles, il supporto di Invitalia e il controllo dell’Anac sulle procedure. “Adesso abbiamo le carte in regola e possiamo andare avanti con il nostro cronoprogramma: prevediamo di affidare i lavori nella primavera del 2027 e di inaugurare i due impianti entro il 2028”, ha aggiunto.

Emissioni e rendimento

Secondo i progettisti, gli impianti avranno una capacità complessiva di smaltimento pari a 600 mila tonnellate annue e produrranno circa 469,6 GWh di energia elettrica, equivalenti al fabbisogno di 174 mila famiglie. L’energia sarà ottenuta esclusivamente dalla frazione non riciclabile dei rifiuti.

I tecnici incaricati del progetto hanno sostenuto che le emissioni saranno inferiori rispetto ai principali impianti europei e italiani. Il confronto è stato fatto con il termovalorizzatore di Copenaghen, considerato uno dei riferimenti internazionali del settore, con quello di Bolzano e con l’impianto in costruzione a Roma. Sul fronte delle diossine, la Regione sostiene che i nuovi impianti emetteranno il 97% in meno rispetto a Bolzano e il 96% in meno rispetto a Copenaghen.

Il piano regionale dei rifiuti, recentemente approvato dalla Commissione europea, prevede inoltre nove impianti di selezione e recupero, sette piattaforme dedicate alla raccolta differenziata, due biodigestori e quattro ampliamenti di discariche esistenti. L’obiettivo fissato dalla Regione è raggiungere il 65% di recupero di materia e ridurre al 10% il conferimento in discarica entro il 2030.

Riduzione dei costi

“Oltre a una gestione sostenibile dei rifiuti e quindi a un superamento del sistema delle discariche, l’esito finale al quale guardiamo è arrivare alla riduzione della Tari, dunque un vantaggio diretto per i cittadini”, ha dichiarato Schifani. “Quando ho iniziato questo percorso venivo visto un po’ come un alieno, perché in precedenza tutti quelli che avevano provato a realizzare i termovalorizzatori non ci erano riusciti”.

Il presidente della Regione ha fatto riferimento anche ai ricorsi amministrativi presentati durante l’iter autorizzativo e alle resistenze legate agli interessi economici del settore dello smaltimento. “Noi andiamo avanti e abbiamo raggiunto un punto di non ritorno. La macchina è partita e adesso si comincia a vedere la fine del tunnel”, ha affermato. “Posso dire che oggi è uno dei giorni più importanti della mia vita”.

La Regione stima un risparmio annuale di circa 100 milioni di euro grazie alla chiusura del ciclo dei rifiuti all’interno dell’Isola. Attualmente una parte consistente dell’indifferenziato viene trasferita al Nord Italia o all’estero, con costi che superano i 380 euro per tonnellata, circa tre volte la media nazionale.

Acqua ed inserimento urbano

Uno degli aspetti evidenziati durante la presentazione riguarda il consumo idrico. I progettisti hanno spiegato che gli impianti saranno alimentati esclusivamente attraverso sistemi di recupero e ricircolo interno delle acque, senza prelievi da falde o acquedotti pubblici. Per Catania verrà utilizzato l’effluente depurato di Pantano d’Arci, mentre a Palermo sarà impiegato il percolato proveniente dall’impianto limitrofo.

Sul piano architettonico, i due progetti seguiranno linee differenti. A Bellolampo, a Palermo, il termovalorizzatore sarà integrato nel paesaggio con facciate in corten e coperture percorribili, per ridurre l’impatto visivo sull’area circostante. A Catania, invece, l’impianto sorgerà in un contesto industriale e sarà concepito come uno spazio aperto al territorio, con verde pensile, specchi d’acqua e un centro visitatori ispirato al modello del Copenhill danese.

L’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha sottolineato che la Commissione europea ha valutato positivamente il piano regionale dei rifiuti, riconoscendone l’impianto innovativo sia sul fronte delle emissioni sia su quello della sostenibilità complessiva del sistema.