Comunali, la mappa del voto: tra “schemi civici”, campi larghi e alleanze spaccate da Salerno a Trani

I partiti scaldano i motori in vista della prossima tornata elettorale amministrativa. Dal modello senza simbolo del PD di De Luca in Campania, ai laboratori politici di Toscana e Marche, fino alle divisioni del centrosinistra in Puglia: ecco come si schierano le coalizioni.

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La geografia politica delle prossime elezioni comunali si preannuncia frammentata e ricca di sfumature locali. Da Nord a Sud, le coalizioni tradizionali si scompongono e si ricompongono, dando vita a sfide ad alto tasso strategico dove il “campo largo” tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle si presenta unito solo a macchia di leopardo, mentre il centrodestra tenta l’assalto alle roccaforti progressiste e blinda i propri territori.

Il “caso Salerno”: De Luca lancia la sfida civica senza il PD

Riflettori puntati su Salerno, dove Vincenzo De Luca, già sindaco della città ed ex governatore della Campania, scende nuovamente in campo. L’esponente politico ripropone lo schema civico che gli ha garantito il successo in passato: sei liste a suo sostegno, ma con una scelta forte, ovvero l’assenza del simbolo del Partito Democratico.

Il panorama salernitano si presenta particolarmente frammentato. Il principale sfidante di De Luca sarà l’avvocato Gherardo Maria Marenghi, candidato ufficiale del centrodestra unitario. Il campo progressista si presenta invece diviso: il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) hanno deciso di non convergere sul centrosinistra tradizionale, sostenendo la candidatura autonoma dell’avvocato Franco Massimo Lanocita. Si muove anche il centro con Armando Zambrano, sostenuto da un’area moderata composta da Azione, Noi popolari riformisti-Udc e la lista Salerno di tutti.

Lombardia: a Lecco e Mantova i progressisti cercano il bis

In Lombardia il centrosinistra gioca in difesa in due città chiave già amministrate. A Lecco, il sindaco uscente Mauro Gattinoni punta alla riconferma per il secondo mandato; a sbarrargli la strada il centrodestra schiera Filippo Boscagli (Fratelli d’Italia).

A Mantova, conclusa l’era dei due mandati del dem Mattia Palazzi, il testimone del centrosinistra passa all’assessore all’Ambiente uscente Andrea Murari. Il centrodestra risponde compatto con il moderato Raffaele Zancuoghi. Anche in territorio mantovano, però, l’alleanza giallorossa si spacca: il Movimento 5 Stelle ha scelto di correre da solo, sostenendo la candidatura di Mirko Gragnato.

Toscana: tra desideri di rivincita e il voto anticipato a Prato

La partita in Toscana assume un significato politico enorme per il centrosinistra, a caccia di riscatto in storiche roccaforti finite in mano al centrodestra nelle passate tornate. Arezzo: Terminato il ciclo di Alessandro Ghinelli, il centrodestra si affida a cinque liste a sostegno di Marcello Comanducci, imprenditore turistico ed ex assessore della giunta uscente. Il centrosinistra risponde con un nome di peso sul territorio: Vincenzo Ceccarelli (PD), forte dell’esperienza come presidente della Provincia e assessore regionale.

Pistoia: Dopo i due mandati di Alessandro Tomasi (FdI), approdato in consiglio regionale dopo la sfida contro il governatore Giani, il centrodestra tenta di mantenere la guida della città con l’ex vicesindaca Annamaria Celesti. Di contro, il centrosinistra schiera Giovanni Capecchi, forte della vittoria alle primarie dello scorso aprile e sostenuto da Avs e dall’intera area progressista.

Prato: Scenario diverso a Prato, dove si torna alle urne in anticipo dopo le dimissioni della sindaca Dem Ilaria Bugetti e il conseguente commissariamento del Comune. Qui il campo progressista ritrova la totale compattezza e rimette in pista Matteo Biffoni, ex sindaco per due mandati, rimasto finora fuori dai giochi della giunta regionale nonostante il record di preferenze. Il centrodestra tenta il colpaccio schierando Gianluca Banchelli, dirigente di Fratelli d’Italia e consulente aziendale.

Marche e Puglia: il centrodestra difende le roccaforti, M5S si isola a Trani

Nelle Marche la situazione si inverte: è il centrodestra a dover difendere il governo uscente dalle coalizioni d’assalto del centrosinistra. A Fermo la sfida è tra l’assessore uscente del centrodestra Alberto Maria Scarfini e Angelica Malvatani, sostenuta da un arco progressista larghissimo (PD, Avs, Italia Viva, M5S, Rifondazione e liste civiche). A Macerata, l’uscente Sandro Parcaroli (centrodestra) cercherà la riconferma contro Gianluca Tittarelli, candidato unico di una coalizione formata da PD, Avs, M5S, Casa Riformista e civiche.

Infine, lo sguardo si sposta in Puglia, terra storicamente significativa per i Cinque Stelle di Giuseppe Conte. A Trani si registra l’ennesima spaccatura del fronte progressista: i pentastellati correranno da soli con il proprio candidato Vito Branà, marcando netta la distanza dal resto del centrosinistra che sostiene compatto la candidatura di Marco Galiano.