Sisma in Venezuela, bilancio sempre più drammatico: oltre 2.200 morti e più di 11 mila feriti. Un McDonald’s trasformato in ospedale

La presidente ad interim Rodríguez decreta il lutto mentre i vigili del fuoco italiani completano i soccorsi a La Guaira. Intanto quattro poliziotti finiscono in carcere per sciacallaggio tra le macerie.

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Il bilancio del violento doppio terremoto che ha colpito il Venezuela lo scorso 24 giugno è salito a 2.295 morti e 11.267 feriti. Lo ha reso noto oggi Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea nazionale, delineando un quadro di devastazione che vede la città costiera di La Guaira come epicentro della crisi umanitaria e istituzionale.

La portata della catastrofe ha spinto la presidente ad interim, Delcy Rodríguez, a proclamare sette giorni di lutto nazionale, mentre l’apparato giudiziario affronta i primi gravi episodi di sciacallaggio che coinvolgono le stesse forze dell’ordine incaricate dei soccorsi. Secondo i dati ufficiali forniti dalle autorità di Caracas, gli immobili colpiti dal cataclisma sono circa 850, dei quali 189 risultano interamente distrutti. La pressione sulle infrastrutture urbane ha costretto il governo a predisporre 50 campi di accoglienza alla periferia della capitale per assistere la popolazione rimasta senza casa, mentre sette obitori temporanei sono stati allestiti per accogliere i corpi.

I soccorsi internazionali a La Guaira

In questo scenario di emergenza strutturale, si è conclusa la missione del contingente dei vigili del fuoco italiani, giunto nel Paese per supportare le operazioni di salvataggio. Il team, composto da 41 specialisti, tra cui 25 unità Usar (Urban Search and Rescue), ha operato ininterrottamente per cinque giorni sulle macerie di Marina di La Guaira, alternando i turni ogni otto ore.

Tra gli ultimi interventi effettuati, i soccorritori hanno rinvenuto i corpi esanimi di una donna anziana e della nipote di tre anni, che la nonna aveva tentato di proteggere dal crollo dell’abitazione. Nella stessa area sono stati recuperati altri due dispersi. Lunedì mattina, una forte replica di magnitudo 5.1 ha interrotto definitivamente i tentativi di trarre in salvo una madre con i suoi figli, individuati nella notte precedente. Il primo contingente italiano, comprensivo di tecnici specializzati nell’assessment e nella comunicazione d’emergenza, rientrerà in Italia con un volo in partenza in serata.

Il supporto logistico dell’Unione Europea

La presenza italiana sul territorio prosegue attraverso l’azione del team Tast (Technical Assistance and Support Team) del Corpo nazionale. Questa componente tecnica manterrà le proprie attività operative a supporto degli esperti inviati nell’ambito del Meccanismo Europeo di Protezione Civile, con l’obiettivo di coordinare la distribuzione degli aiuti umanitari internazionali e gestire la rotazione delle squadre sul campo fino al termine delle necessità.

Parallelamente alla macchina degli aiuti esteri, la popolazione locale ha sviluppato soluzioni autonome per sopperire al collasso delle strutture sanitarie. Nella città di La Guaira, un gruppo di medici volontari e studenti universitari ha riconvertito un ristorante McDonald’s rimasto intatto in un ospedale da campo d’emergenza. L’iniziativa è nata dall’intuizione di uno studente di medicina di Caracas all’ultimo anno, il quale ha inizialmente utilizzato l’area esterna della struttura per prestare le prime cure mediche.

Un ospedale improvvisato nel fast food

La trasformazione del locale è avvenuta in seguito al soccorso prestato a un agente di polizia locale. Dopo aver stabilizzato il poliziotto, colto da un malore, lo studente ha ottenuto l’autorizzazione a trasferire l’ambulatorio all’interno dell’edificio. In base agli accordi, le forze di sicurezza garantiscono la protezione del presidio contro i frequenti tentativi di sciacallaggio e rapina che colpiscono la periferia.

I volontari hanno riorganizzato gli spazi interni: la ex sala da pranzo al primo piano ospita ora la sala operatoria, la farmacia occupa il bancone principale e i piani superiori fungono da dormitorio per il personale sanitario e i soccorritori internazionali. La struttura è dotata di scorte di analgesici, materiale chirurgico e ansiolitici, mentre nel parcheggio esterno vengono somministrati farmaci veterinari per gli animali domestici. La testata spagnola El País ha descritto il sito come un simbolo della precarietà e della capacità di adattamento locale.

Arresti per sciacallaggio tra i poliziotti

La tensione sociale è alimentata da episodi di criminalità che coinvolgono direttamente le istituzioni. Il ministero della Giustizia venezuelano ha confermato l’arresto e la destituzione di quattro agenti di polizia, filmati dai residenti del complesso Vallarta a La Guaira mentre si appropriavano di beni ed effetti personali tra le macerie. I video, divenuti virali sulle reti sociali, mostrano la folla contestare i funzionari, uno dei quali sorpreso con una cassetta metallica contenente valuta estera.

Il ministero ha diffuso le immagini del disarmo forzato degli indagati, dichiarando in una nota ufficiale: “Un gruppo di funzionari, venendo meno ai propri doveri e approfittando delle operazioni di soccorso e assistenza umanitaria, ha agito in modo indegno appropriandosi di beni di valore economico rinvenuti tra le macerie”. Nonostante il dispiegamento di pattuglie per il controllo del territorio, le testimonianze raccolte dall’agenzia France Presse indicano il persistere di furti nelle aree evacuate.

Sette giorni di cordoglio ufficiale

Sul piano politico e istituzionale, la presidenza ad interim ha risposto alla catastrofe proclamando il cordoglio formale attraverso i canali ufficiali. Delcy Rodríguez ha rilasciato una dichiarazione tramite il proprio canale Telegram per esprimere la vicinanza dello Stato alla popolazione: “In omaggio alla memoria delle vittime, ho deciso di decretare sette giorni di lutto nazionale, a partire dalle ore 18 di oggi”.

La direttrice dell’esecutivo provvisorio ha aggiunto che “l’anima del Venezuela è lacerata dalla perdita di vite umane causata dai devastanti terremoti”. Nel medesimo intervento, Rodríguez ha riaffermato l’impegno governativo a sostenere e proteggere le comunità colpite, concludendo: “In questi momenti di profonda tristezza, abbracciamo coloro che stanno soffrendo per questa tragedia. Oggi condividiamo il dolore delle famiglie che hanno perso i loro cari e offriamo le nostre preghiere per i feriti, i dispersi e le comunità colpite”.