Terremoto nella Lega: i vertici lombardi sollecitano le dimissioni di Salvini ma il leader punta su Pontida
Matteo Salvini
I dirigenti della Lega lombarda hanno chiesto formalmente a Matteo Salvini di rassegnare le dimissioni da segretario federale e di limitare il proprio ruolo al mandato ministeriale, aprendo uno scontro politico interno che il leader ha respinto fermamente durante un evento pubblico a Roma. La richiesta è emersa nel corso di un consiglio direttivo regionale lungo quattro ore e si fonda sul calo di credibilità elettorale riscontrato dai vertici territoriali. Salvini ha replicato dichiarando di voler continuare a guidare il movimento, escludendo cambi al vertice e confermando la pianificazione dei prossimi appuntamenti politici nazionali e internazionali.
Tensioni nel direttivo leghista
La contestazione aperta verso la gestione del Carroccio ha trovato espressione pubblica nelle dichiarazioni di Daniele Belotti, ex deputato leghista e storico presentatore del raduno di Pontida. “Per me Salvini deve fare un passo indietro e dimettersi. Fare il ministro e lasciare ad altri la gestione del partito”, ha dichiarato Belotti. La posizione rispecchia le istanze emerse nella riunione di partito, alla quale si attribuisce anche il sostegno del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e del capogruppo leghista al Senato, Massimiliano Romeo.
La base territoriale sollecita un’inversione di rotta nell’analisi dei consensi, segnalando uno stato di agitazione diffuso tra i rappresentanti degli enti locali. “L’impegno di Matteo non viene messo in discussione ma i voti dimostrano che la sua credibilità è venuta meno”, ha precisato Belotti, aggiungendo che all’interno della struttura politica occorre “fare un’analisi seria” senza “dire che va tutto bene”. Il disagio espresso dai vertici lombardi coinvolge anche i segretari cittadini, i sindaci e gli amministratori locali sul territorio.
La replica del segretario
Il segretario del Carroccio ha chiuso alle ipotesi di dimissioni o di riassetto dei vertici durante una visita al cantiere della nuova stazione ferroviaria al Pigneto, nella capitale. “Stiamo lavorando per rafforzare la squadra. Detto questo di tutto gli italiani hanno bisogno ad agosto o a dicembre fuorché di polemiche, di beghe all’interno dei partiti”, ha dichiarato Salvini. Il leader ha richiamato l’esito dell’ultimo appuntamento congressuale per confermare la piena operatività della propria carica.
L’organigramma e la linea politica della Lega restano vincolati alle decisioni prese dagli organi associativi durante l’assise federale. “Abbiamo fatto un congresso l’anno scorso che si è concluso all’unanimità per scelta dei militanti, dei dirigenti e quindi io sto lavorando anche oggi per rafforzare la squadra”, ha ribadito Salvini. Il segretario ha evidenziato il contributo dei 500 sindaci, dei governatori e dei parlamentari in carica come struttura fondamentale per portare avanti l’azione del partito.
Appuntamenti e alleanze esterne
La leadership intende confermare l’impostazione ideologica del movimento attraverso i prossimi appuntamenti di piazza e la rete di relazioni europee. Salvini ha annunciato l’organizzazione di “una Pontida italiana ma anche internazionale”, incentrata sui temi della sicurezza, della legalità, delle libertà individuali e della tutela della vita. L’iniziativa vedrà la partecipazione di delegazioni ed esponenti stranieri legati alle famiglie politiche della destra europea.
Sul fronte estero giungono attestati di supporto alla linea del segretario da parte degli alleati europei. Il fondatore del partito portoghese di estrema destra Chega, André Ventura, ha espresso il proprio sostegno via social media commentando le posizioni espresse sulla gestione dei flussi migratori. “Avanti Matteo Salvini, l’Europa non deve essere invasa”, ha scritto Ventura su X a commento delle dichiarazioni sulla tutela dei confini italiani.
Le difese parlamentari
A difesa della continuità istituzionale della segreteria è intervenuto il senatore Claudio Borghi, contestando la legittimità procedurale di una riapertura della fase congressuale. “Il segretario è stato eletto all’unanimità dal Congresso l’anno scorso. È stato eletto dopo che il Congresso della Lega Lombarda ha liberamente votato chi voleva dimostrando così la trasparenza dei processi elettivi interni del Partito”, ha ricordato il parlamentare.
L’impianto statutario del partito non prevede consultazioni ripetute su richiesta delle sezioni regionali. “Rivotare finché non esce un risultato che ci piace è una cosa che fa solo la UE, qui i voti si rispettano e ci si prepara per il futuro”, ha dichiarato Borghi rivolgendosi direttamente ai vertici della fronda lombarda. Non sono stati resi noti eventuali ordini del giorno formalizzati per i prossimi consigli federali.
