A Wimbledon Sinner avanza: battuto Jan‑Lennard Struff, è semifinale

Jannik Sinner

Jannik Sinner

Il campione in carica Jannik Sinner si qualifica per la semifinale del torneo di Wimbledon, sconfiggendo sul Court 1 il tedesco Jan-Lennard Struff, numero 74 del ranking mondiale, con il punteggio di 7-5, 7-6, 6-3. Per il tennista italiano si tratta del terzo accesso complessivo al penultimo atto dello Slam londinese, il secondo consecutivo, ottenuto al termine di un incontro durato poco più di due ore e mezza.

La vittoria conferma lo stato di forma dell’atleta azzurro, capace di elevare la qualità del proprio gioco nei passaggi decisivi del match, supportato da una significativa regolarità nel rendimento al servizio. Il confronto sul campo erboso ha evidenziato la solidità mentale dell’altoatesino, abile nel gestire le fasi più complesse della partita. Nel primo parziale, dopo un avvio favorevole all’avversario, Sinner ha trovato le contromisure necessarie, strappando la battuta nel momento cruciale per chiudere sul 7-5.

La gestione dei momenti cruciali

La seconda frazione si è sviluppata sul filo dell’equilibrio, risolvendosi soltanto al tie-break. In questo frangente l’azzurro ha annullato le iniziative del rivale, consolidando un vantaggio psicologico che ha poi indirizzato definitivamente l’esito dell’incontro. Nel terzo set, mostrando una maggiore fluidità nei colpi e una condizione più rilassata, il numero uno del tabellone ha completato l’opera senza concedere opportunità di recupero.

Questa vittoria proietta l’italiano verso la sua decima semifinale in un torneo del Grande Slam, un traguardo che certifica la continuità delle sue prestazioni ai vertici del tennis internazionale. Il percorso sui campi dell’All England Club mette in luce l’efficacia del programma di preparazione tecnica e atletica concordato con lo staff dopo l’ultimo Major disputato a Parigi. Gli aggiustamenti tattici apportati per adattarsi rapidamente alla superficie erbosa hanno risposto alle necessità emerse durante le scorse settimane.

Il valore della continuità internazionale

Al termine della sfida, il giocatore ha analizzato la propria prestazione mettendo in rilievo le difficoltà superate durante le oltre due ore di gioco: “È stata molto dura con Struff, è difficile da affrontare e merita tutto quello che ha fatto in carica. Ha iniziato meglio di me, ero un po’ in difficoltà poi sono entrato in partita e ho servito meglio”.

La capacità di mantenere la concentrazione nei passaggi a vuoto ha rappresentato la chiave di volta del match, specialmente nel secondo parziale: “Sono rimasto lì mentalmente e sono contento di essere tornato in semifinale. Nel secondo set poteva finire in un altro modo, c’è una grande differenza nel vincere quel set e nel terzo ero più rilassato. Contento di avere chiuso in tre set, ma è stata dura”. L’attenzione si sposta ora sulla programmazione futura e sulla gestione dei carichi di lavoro, elementi fondamentali per preservare l’integrità fisica in vista degli impegni più probanti della stagione.

Lo sviluppo del percorso atletico

I dettagli relativi alla preparazione post-parigina evidenziano l’accuratezza del lavoro svolto dal team: “Abbiamo lavorato tanto dopo Parigi per capire cosa era successo, ci siamo preparati al meglio e oggi mi sentivo a mio agio. Spero non mi succeda più, ma se dovesse risuccedere dovremo cambiare qualcosa. Ora mi godo la semifinale”. La prospettiva immediata riguarda l’incontro in calendario venerdì, valido per l’accesso alla finale.

L’avversario uscirà dal quarto di finale che vede contrapposti il serbo Novak Djokovic e il canadese Felix Auger-Aliassime. L’eventuale sfida contro il pluricampione di Belgrado rappresenterebbe la riproposizione di storici passati incroci sui prati londinesi, mentre un match contro il nordamericano offrirebbe un confronto inedito per questa altezza del tabellone, definendo i futuri equilibri del penultimo atto dello Slam.