Famiglia nel bosco, i giudici dispongono il ritorno a casa dei tre fratelli dopo dieci mesi in comunità
Nathan Trevallion e Catherine Birmingham
Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha autorizzato il ricongiungimento dei tre fratelli Trevallion con i genitori, disponendo un percorso progressivo sotto il monitoraggio dei servizi sociali. I bambini, ospitati da oltre dieci mesi in una comunità educativa di Vasto, potranno tornare a Palmoli per rientri diurni immediati e, da ottobre, trascorrere con la famiglia i fine settimana con pernottamento.
Il decreto non fissa ancora la data dell’uscita definitiva dalla comunità. Il percorso dovrà quindi proseguire per tappe, con una verifica da parte dei servizi incaricati. La decisione era attesa da settimane, mentre si avvicina anche l’avvio del nuovo anno scolastico.
Il decreto modifica il precedente percorso
A spiegare i contenuti del provvedimento è l’avvocato Simone Pillon, legale dei coniugi anglo-australiani. “Il decreto corregge parzialmente le precedenti decisioni e dispone un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia, con rientri diurni immediati a Palmoli e, da ottobre, con pernotti in famiglia nel fine-settimana”, ha precisato il legale.
La decisione rappresenta per la famiglia un passo avanti, ma non chiude la vicenda. La difesa ritiene infatti che il rientro debba essere più rapido e definitivo e ha annunciato un reclamo alla Corte d’Appello.
I tre bambini vivono dal 20 novembre scorso nella comunità educativa di Vasto. Inizialmente nella struttura era stata accolta anche la madre, Catherine, che il 6 marzo è stata trasferita dopo contrasti con la direzione della casa famiglia.
Da quel momento gli incontri con i figli si sono svolti in forma protetta a Gissi. Il padre, Nathan, è invece l’unico genitore autorizzato ad accedere alla comunità e raggiunge quasi quotidianamente Vasto da Palmoli per trascorrere alcune ore con i bambini.
L’estate nella comunità e gli esami
Durante l’estate i fratelli hanno seguito anche un percorso didattico nella struttura. Un insegnante in pensione li ha aiutati con i compiti, mentre la loro preparazione è stata seguita dalla maestra Lidia Camilla Vallarolo.
I bambini hanno superato gli esami necessari per l’ammissione alla seconda e alla quarta classe della scuola primaria. Il tema dell’istruzione torna ora al centro della vicenda, perché l’inizio delle lezioni è imminente e la decisione sull’istituto da frequentare non è ancora definita.
La richiesta di ricongiungimento esaminata dal Tribunale era stata presentata il 25 giugno ed era stata seguita da un sollecito il 7 agosto. Nel frattempo si è aperta anche la questione dell’iscrizione scolastica oppure, come preferiscono i genitori, dell’istruzione parentale.
L’iscrizione dei minori spetta attualmente alla tutrice nominata dal Tribunale, l’avvocata Maria Luisa Palladino. I termini ordinari sono scaduti, ma la normativa consente ancora un’iscrizione tardiva attraverso una procedura cartacea, con il successivo inserimento manuale nel sistema ministeriale.
Le lezioni riprenderanno il 14 settembre a Palmoli e il 16 settembre negli istituti di Vasto. Per i tre fratelli la scelta assume quindi un rilievo immediato, perché si intreccia con il percorso di rientro stabilito dal decreto.
La difesa contesta tempi e modalità
La famiglia ha affidato a una nota dell’avvocato Pillon le proprie contestazioni. Il primo rilievo riguarda il tempo trascorso prima della decisione del Tribunale. Secondo la difesa, il ritardo avrebbe impedito ai bambini di trascorrere alcuni giorni di vacanza con entrambi i genitori.
Il secondo punto riguarda le valutazioni degli esperti coinvolti nel procedimento. Pillon sostiene che gli specialisti della neuropsichiatria infantile, la difesa e la consulenza tecnica d’ufficio avrebbero indicato la necessità di un rientro definitivo in famiglia e segnalato rischi legati al protrarsi del collocamento extrafamiliare.
Il legale contesta inoltre la gradualità prevista dal decreto. Secondo la difesa, le criticità abitative e relazionali inizialmente contestate alla famiglia sarebbero state in larga parte superate e non sussisterebbero condizioni di rischio di abuso.
“È come se il Tribunale fosse rimasto ancorato a precedenti valutazioni che ormai sono ampiamente superate dai fatti”, ha sostenuto Pillon, contestando così il mantenimento di una fase intermedia prima del rientro definitivo.
Il nodo dell’istruzione parentale
La questione scolastica costituisce un ulteriore punto di contrasto. La difesa ritiene che il provvedimento possa collegare il mantenimento dei minori nella comunità alla scelta dei genitori di iscriverli alla scuola pubblica, mentre la coppia preferisce l’istruzione parentale.
Pillon richiama in questo passaggio l’articolo 30 della Costituzione e le convenzioni sovranazionali sulla libertà educativa. Secondo il legale, il collocamento extrafamiliare non dovrebbe essere utilizzato per condizionare la scelta del percorso scolastico dei genitori.
La famiglia, tuttavia, ha assicurato che collaborerà nell’applicazione provvisoria del decreto. “Sarà garantita da parte di tutti la piena collaborazione con la tutrice, la curatrice e il servizio affidatario”, ha precisato Pillon.
Il decreto apre dunque una nuova fase del procedimento: i tre fratelli potranno tornare a trascorrere tempo con i genitori nella loro abitazione di Palmoli, prima durante il giorno e poi, da ottobre, anche per i fine settimana. La data dell’uscita definitiva dalla comunità resta invece da stabilire.
La difesa chiederà alla Corte d’Appello di modificare tempi e modalità del percorso, mentre nell’immediato dovranno essere organizzati gli incontri, i pernottamenti previsti dal decreto e la sistemazione scolastica dei minori.
