Di Battista torna a Roma giovedì: allo studio il trasferimento con un volo sanitario

L’ex deputato M5S, ricoverato all’Avana dopo il malore che lo ha colpito a Cuba, potrebbe essere trasferito nella capitale italiana il 3 settembre. Sul trasporto valutate un’aeroambulanza privata e un mezzo messo a disposizione dallo Stato.

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Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista dovrebbe rientrare a Roma giovedì 3 settembre, dopo il ricovero all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle, 48 anni, è stato colpito da un malore mentre si trovava a Cuba per realizzare reportage per Il Fatto Quotidiano. Per il trasferimento in Italia sono al momento considerate due possibilità: un’aeroambulanza privata oppure un volo di Stato per il rimpatrio sanitario.

Le fonti informate sulla vicenda spiegano che l’intenzione iniziale era anticipare il volo da Cuba a mercoledì, ma l’organizzazione del trasferimento rende difficile un rientro prima del 3 settembre. La scelta definitiva dipenderà dalle condizioni cliniche e dalle indicazioni dei medici che stanno seguendo l’ex parlamentare.

L’ipotesi del volo di Stato, secondo quanto si apprende, offrirebbe maggiori garanzie per un trasporto sanitario delicato. Di Battista aveva escluso nei giorni scorsi il ricorso all’aereo messo a disposizione dal governo. I costi del rimpatrio sarebbero comunque rimborsati dall’assicurazione stipulata per il viaggio a Cuba.

Il Fatto Quotidiano, per cui Di Battista stava lavorando sull’isola, e il Movimento 5 Stelle hanno inoltre manifestato la disponibilità a intervenire per sostenere eventuali spese ulteriori legate al trasferimento.

L’équipe italiana è arrivata all’Avana

La compagna di Di Battista, Sahra Lahouasnia, è arrivata all’Avana e ha raggiunto l’ex deputato. Nella capitale cubana è arrivata anche un’équipe sanitaria del Policlinico Agostino Gemelli di Roma, pronta a fornire assistenza e a partecipare alla valutazione delle condizioni necessarie per il rientro.

Di Battista era stato inizialmente ricoverato all’ospedale di Santa Clara, città nella quale si trovava per il suo lavoro di reportage, e successivamente trasferito all’Avana. Dopo alcune ore privo di sensi, ha ripreso conoscenza e ha ricominciato a parlare. Ora si trova in uno dei principali ospedali della capitale cubana.

Le informazioni sulle sue condizioni restano legate alle valutazioni dei medici. Dopo il malore, secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, si è svolto un consulto tra sanitari italiani e cubani per stabilire anche le modalità del possibile trasferimento.

Di Battista ha avuto inoltre un colloquio telefonico con Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri lo ha chiamato per esprimergli solidarietà e, secondo quanto riferito dalla Farnesina, lo ha trovato “combattivo nel tono, non indebolito nel morale nonostante la complicata situazione”.

Tajani ha assicurato all’ex parlamentare che il governo farà “tutto quello che serve per lui, come bisogna fare per ogni cittadino italiano in condizioni simili”. Nel corso della telefonata il vicepremier ha anche parlato con Di Battista del lavoro che stava svolgendo a Cuba. L’ex deputato ha raccontato al ministro le condizioni dell’isola e ha sottolineato la necessità di aiutare la popolazione cubana.

La conversazione si è chiusa con un messaggio personale di Tajani: “Tornare a litigare su tutto, ma non sulla solidarietà tra italiani e sui percorsi di pace che dobbiamo costruire”. Di Battista ha risposto: “Ce la metterò tutta per tornare presto”.

Il primo messaggio dopo il malore

Le prime parole pubbliche di Di Battista dopo il ricovero sono comparse attraverso una risposta a un post su Instagram pubblicato da un componente dello staff della comunicazione del Movimento 5 Stelle. Non è possibile stabilire con certezza se sia stato direttamente lui a scrivere il messaggio.

Sui profili personali dell’ex deputato non risultano invece nuovi post nelle ultime ore. Il suo account ha lasciato alcuni like sotto messaggi di persone che gli hanno augurato una pronta guarigione, tra cui quelli della vicepresidente del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino, di Gino Sorbillo e dell’europarlamentare pentastellato Mario Furore.

La comunicazione pubblica resta quindi limitata, mentre l’attenzione è concentrata sul trasferimento e sulle condizioni necessarie per affrontare il viaggio verso l’Italia.

L’ipotesi medica di un trasferimento

Tra le valutazioni circolate c’è anche quella di Italo Linfante, direttore della Neuroradiologia interventistica del Miami Neuroscience Center-Baptist Health di Miami. Il medico, italiano e da trent’anni negli Stati Uniti, ha indicato Miami come possibile destinazione intermedia o alternativa nel caso in cui le condizioni rendessero preferibile evitare un volo diretto e lungo da L’Avana a Roma.

Linfante ha spiegato che il Baptist Health dispone di servizi di emergenza in grado di trasferire anche pazienti in condizioni critiche da altri ospedali. Ha ricordato che il centro riceve regolarmente pazienti provenienti dai Caraibi e dall’America centrale e che un eventuale trasferimento deve essere richiesto dall’ospedale nel quale il paziente è ricoverato.

Secondo la ricostruzione riportata da Il Fatto Quotidiano, dopo il confronto tra medici italiani e cubani, l’ipotesi dell’aeroambulanza resta concreta per i prossimi giorni.

Linfante, sulla base delle informazioni cliniche riportate pubblicamente, ha prospettato l’ipotesi di un’emorragia subaracnoidea provocata dalla rottura di un aneurisma cerebrale, precisando però che si tratta di una valutazione a distanza e che la diagnosi deve essere stabilita dai medici che hanno in cura il paziente.

In caso di aneurisma sanguinante, ha spiegato il neuroradiologo, l’intervento richiede una valutazione urgente e può prevedere un trattamento endovascolare, insieme alle procedure necessarie per gestire l’eventuale aumento della pressione intracranica.

Il medico ha ricordato la propria esperienza trentennale nel trattamento degli aneurismi e l’attività del centro di Miami, dove vengono trattati ogni anno numerosi casi. La disponibilità della struttura resta subordinata alle decisioni dell’ospedale cubano e alle condizioni cliniche di Di Battista.

Il nodo immediato resta dunque il trasferimento. La data indicata per il rientro è giovedì 3 settembre, ma la modalità del viaggio non è ancora definita. Aeroambulanza privata e volo di Stato restano le due opzioni considerate, mentre équipe italiane e sanitari cubani continuano a valutare la soluzione più adatta alle condizioni dell’ex parlamentare.