E’ morta Emma Bonino, la leader radicale che sfidò due volte il Quirinale senza mai arrivarci
Ricoverata nei giorni scorsi in terapia intensiva per una crisi respiratoria, era stata trasferita in una struttura privata dove è deceduta questa mattina.
Emma Bonino
È morta oggi a Roma, all’età di 78 anni, Emma Bonino, storica esponente del Partito Radicale e presidente di +Europa. La leader era stata ricoverata nei giorni scorsi in terapia intensiva per una crisi respiratoria e ieri trasferita in una struttura privata, dove si è spenta nella mattinata.
La crisi respiratoria che ha preceduto il decesso si inserisce nel quadro di una malattia che Bonino affrontava da tempo, senza mai interrompere l’attività politica. Lo scorso 5 novembre 2024 aveva ricevuto nella propria abitazione di Trastevere una visita a sorpresa di Papa Francesco, poco dopo le dimissioni dall’ospedale. Pochi mesi prima era stata eletta presidente di +Europa, il partito che aveva contribuito a fondare nel 2017.
Cinquant’anni di impegno parlamentare
Le reazioni della politica
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto su X che Bonino “ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione”. Meloni ha annunciato che sono in corso i preparativi per le esequie di Stato, esprimendo il suo rispetto per la defunta, sottolineando come, nonostante le profonde differenze politiche, abbia sempre riconosciuto la sua autorevolezza. La premier ha inoltre evidenziato una comune visione riguardo al ruolo delle donne nella società e in politica: non come una concessione da attendere, ma come una conquista da ottenere attraverso l’impegno personale.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che era stato collega di Bonino a Bruxelles, l’ha definita “un’autorevole rappresentante della politica italiana” e “uno dei volti più noti del radicalismo liberale”. Tajani ha aggiunto di aver sempre avuto con lei “un confronto rispettoso e leale, pur avendo spesso valori e visioni politiche differenti”, accomunati da “un grande sentimento europeista”.
Le battaglie civili e il cordoglio di +Europa
Nel suo messaggio, Tajani ha richiamato in particolare due campagne storiche di Bonino: la moratoria sulla pena di morte e la lotta contro le mutilazioni genitali femminili. Il partito +Europa, in una nota, ha definito Bonino “una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”, ricordando che la sua militanza era nata da un divieto che aveva “cambiato la sua giovane vita” in gioventù, riferimento alla battaglia per la depenalizzazione dell’aborto che l’aveva portata all’attivismo radicale.
Non sono ancora stati resi noti i dettagli sulla data e le modalità dei funerali, né sulle modalità con cui +Europa affronterà la propria successione ai vertici del partito dopo la scomparsa della sua presidente.
