Spagna, la moglie di Sánchez va a processo: Begoña Gómez accusata di traffico di influenze e malversazione

Il giudice Juan Carlos Peinado dispone il rinvio a giudizio della moglie del premier. La Procura e la difesa chiedono l’assoluzione. Hazte Oír sollecita 13 anni di carcere. La Moncloa: “Persecuzione politica”

Pedtro Sanchez e Begoña Gómez

Pedtro Sanchez e Begoña Gómez

Il giudice Juan Carlos Peinado ha rinviato a giudizio Begoña Gómez, moglie del premier spagnolo Pedro Sánchez, per traffico di influenze e malversazione di fondi pubblici, al termine di un’istruttoria durata oltre due anni. Il fascicolo passa ora all’Alta Corte, che dovrà fissare la data dell’udienza.

Procura e difesa chiedono l’assoluzione di Gómez. L’unica richiesta di condanna, quantificata in 13 anni di reclusione, viene dalla parte civile, guidata dall’associazione ultracattolica Hazte Oír, e non dall’accusa pubblica.

Con Gómez è stata rinviata a giudizio anche Cristina Álvarez, assistente di Gómez alla Moncloa, la residenza ufficiale del primo ministro spagnolo. Non sono ancora stati resi noti i dettagli sulle pene richieste per Álvarez.

Cattedra, assistente e agenda ufficiale

Secondo l’accusa, Gómez avrebbe tratto beneficio dalla sua posizione di moglie di Sánchez, premier dal 2018, per usare la propria influenza e ottenere la codirezione di una cattedra di master presso l’Università Complutense di Madrid.

L’accusa le contesta inoltre di aver impiegato Álvarez, assistente alla Moncloa, in compiti non strettamente legati alla gestione della sua agenda. Il rinvio a giudizio non equivale a una condanna: segna il passaggio dalla fase istruttoria al dibattimento, nel quale le accuse dovranno essere provate.

Non sono ancora stati resi noti i dettagli su quale delle due condotte sia riferita a ciascuno dei due capi d’imputazione.

Le obiezioni sui tempi della notifica

La Moncloa ha contestato la scelta della data del provvedimento. Le fonti del governo hanno dichiarato: “È intollerabile che, ancora una volta, un provvedimento di questa causa venga notificato prima ai media che ai diretti interessati e in coincidenza con un viaggio internazionale del presidente del governo”. Il riferimento è alla missione di Sánchez all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ormai imminente.

L’esecutivo considera il rinvio a giudizio l’ultimo episodio di una “persecuzione politica” e di una campagna di “accanimento” e “disumanizzazione” contro la consorte del capo del governo progressista.

Le stesse fonti hanno sostenuto che nel corso dell’istruttoria l’innocenza di Gómez sia rimasta “chiara e dimostrata” e che “sarà dimostrata anche al processo”. Ambienti del presidente del governo hanno aggiunto: “Manteniamo la nostra piena fiducia in una giuria equanime e che faccia giustizia”.

Sul piano istituzionale, il procedimento riguarda la consorte di un capo di governo in carica dal 2018 e si apre alla vigilia dell’impegno internazionale di Sánchez. La data dell’udienza, che spetta all’Alta Corte fissare, non è stata ancora resa nota. Se la Procura confermerà al dibattimento la richiesta di assoluzione, la richiesta di condanna resterebbe affidata alla sola parte civile.