Cattaneo entra nel club dei più ricchi d’Italia, all’ad Telecom bonus di 55 milioni

Cattaneo entra nel club dei più ricchi d’Italia, all’ad Telecom bonus di 55 milioni
26 maggio 2016

di Filippo Caleri

Flavio Cattaneo, da qualche mese al comando di Telecom Italia, entra nel club dei manager più ricchi del Paese. L’assemblea dei soci della compagnia telefonica ha approvato lo “Special award” (il riconoscimento speciale) di 40 milioni di euro riservato all’ad e al suo team manageriale. A favore della proposta si è espresso il 61,5% dei presenti in assemblea, contrario il voto del 38,4%. Il super bonus che Cattaneo potrà portare a casa, a partire però dal 2020, ammonterà a un massimo di 55 milioni di euro, l’80% dei quali sarà versato sotto forma di azioni e il 20% in cash. Trattandosi di una remunerazione variabile in ogni caso perché sia erogata occorre che il manager e i suoi collaboratori raggiungano gli obiettivi riportati nel piano industriale. Il parere dell’assemblea, ha spiegato il presidente Recchi, era comunque “non vincolante” rispetto agli accordi raggiunti con l’ad Cattaneo.

La proposta aveva infatti ricevuto il parere negativo del Collegio Sindacale, dei fondi e dei piccoli soci. Il cda aveva però bisogno dell’ok dei soci per liquidarlo in azioni perché a davanti a un no il premio sarebbe stato regolato solo in contanti. Cattaneo ha comunque già ricevuto ricevuto, con la sua nomina, un “bonus d’ingresso” da 2,5 milioni di euro per la perdita di opportunità derivante dall’anticipata cessazione del precedente rapporto di lavoro. Mentre in sostanziale continuità con il suo predecessore, la retribuzione fissa è di 1,4 milioni per il rapporto dirigenziale, con mansione di Direttore Generale. Somme che gli consentono di entrare nella classifica dei manager più pagati nel 2016. Re incontrastato, lo scorso anno, è stato Sergio Marchionne che si è messo in tasca 54,5 milioni. Il secondo gradino è stato riservato a Adil Mehboob Khan, al vertice di Luxottica e uscito di scena con un assegno di 13,5 milioni. Alle sue spalle c’è l’uno-due di Italcementi: 11,5 milioni per l’ad Giovanni Battista Ferrari, 10,4 per l’ex azionista di riferimento Carlo Pesenti.

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