Cinque chilometri di caos a Ceuta: la bolla ideologica di Pedro Sánchez è scoppiata
Pedro Sanchez
Cinque chilometri. È questa la misura plastica del fallimento: un serpentone umano che si snoda ai confini di Ceuta, trasformando ancora una volta l’enclave spagnola nel teatro di una crisi annunciata. Le modalità cambiano rispetto al trauma del 2021, ma la sostanza politica rimane la stessa: un cortocircuito istituzionale totale, con la polizia spagnola che punta il dito contro l’attendismo calcolato dei colleghi marocchini e la città ridotta, parole dei residenti e degli amministratori locali, a un “collasso totale”.
La propaganda progressista
Il dossier Ceuta non è un incidente di percorso, ma la tragica cartina di tornasole delle politiche migratorie di Pedro Sánchez. Da anni il premier spagnolo porta avanti la narrazione dell’accoglienza a porte aperte, predicando dogmi terzomondisti salvo poi, nei fatti, appaltare il lavoro sporco ai CPR in Mauritania o strizzare l’occhio a maxi-sanatorie capaci di spalancare le porte a milioni di irregolari. La propaganda progressista dipinge la Spagna come il faro dell’umanità inclusiva, ma la realtà dei fatti racconta un Paese sotto pressione insostenibile, con un tessuto sociale lacerato e confini esterni ridotti a un colabrodo.
La verità è che il modello Sánchez è imploso sotto il peso delle sue stesse contraddizioni. Una politica lassista non fa che alimentare il business cinico dei trafficanti di esseri umani e mettere in ginocchio le forze dell’ordine, oggi costrette a denunciare l’inerzia dei governi. Di fronte a questo scenario, la reazione dell’Unione Europea e l’ombra di una possibile sospensione di Schengen con la Spagna non sono semplici avvertimenti burocratici, ma l’ennesima bocciatura senza appello di una gestione ideologica e irresponsabile della sicurezza continentale.
Quando la propaganda si scontra con il muro di cinque chilometri di disperazione ai confini, a crollare non è solo la strategia di un governo, ma l’intera impalcatura di un progressismo salottiero che guarda altrove mentre le frontiere saltano.
