Comunali, centrodestra travolto e senza leader. Meloni chiede vertice

18 ottobre 2021

La campagna elettorale “indegna di una democrazia”, i candidati civici scelti troppo in ritardo, l’astensionismo che penalizza il centrodestra e che “è una sconfitta per tutti”. Giorgia Meloni e Matteo Salvini provano a ridimensionare così la sconfitta nei ballottaggi, che sanciscono un 5 a 0 a favore del centrosinistra nelle grandi città, e una serie di conferme anche nei Comuni di medie di dimensioni, a partire da Varese e Latina – città “identitarie” per Lega e FdI – che restano a guida centrosinistra. Una sconfitta “ma non una debacle”, dice tuttavia Meloni. Mentre Salvini addirittura rivendica che dopo i ballottaggi “abbiamo due sindaci in più”. Insomma, nessuna autocritica dai due leader “sovranisti” del centrodestra, che dopo essersi dati battaglia nella competizione interna si ritrovano con un centrosinistra galvanizzato e un centrodestra che dovrà riorganizzarsi, senza un leader.

Tace per il momento Silvio Berlusconi, che fa sapere di aver chiamato il ‘suo’ Di Piazza per congratularsi. E Forza Italia, dopo aver osservato per mesi il duello tra Lega e FdI, con un susseguirsi di veti incrociati sui vari candidati sindaci, oggi non gira il coltello nella piaga. Antonio Tajani si limita a rivendicare gli unici due successi degni di nota del centrodestra, Occhiuto in Calabria e Di Piazza a Trieste: “Forza Italia ha scommesso su candidati dal profilo chiaramente politico, ed è stata una scommessa vincente”, dice Annagrazia Calabria. Argomentazioni che però sia Meloni che Salvini rifiutano. Per la presidente di FdI il profilo dei candidati “non ha inciso più di tanto”, e lo stesso pensa Salvini. Entrambi danno la colpa ai ritardi nella scelta, e per questo si ripromettono ora di accelerare i tempi.

“Entro fine mese”, dice Salvini; “entro fine anno”, dice Meloni. Che prova a prendere l’iniziativa: “Ho sentito Berlusconi, ho scritto a Salvini, dobbiamo vederci già in settimana” in vista degli appuntamenti elettorali del prossimo anno. “Siamo il primo partito italiano e non ci sottraiamo alle nostre responsabilità”, insiste a dire Meloni, che a scanso di equivoci invoca per il prossimo ‘giro’ candidati politici. Ma al di là del tentativo di guardare al futuro, resta la sconfitta ad una tornata elettorale che doveva suggellare l’ascesa di Giorgia Meloni a nuova leader del centrodestra. Dopo la batosta oggi è lei stessa a derubricare il tema: “Il tema della leadership del centrodestra non mi interessa, siamo tre partiti diversi, mi sembra difficile che ci possa essere una persona che li possa comandare tutti”.

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Per Salvini invece i problemi sono anche interni. Il ‘partito del Nord’ vede fallire l’assalto per riconquistare Varese, al Sud non si sfonda. Salvini rilancia allora con i congressi cittadini e con una “campagna d’ascolto e confronto con il Paese reale”. Una campagna, si precisa, “da Nord a Sud”, con “categorie produttive e sociali, amministratori locali, famiglie e imprese”. L’obiettivo è “riscrivere l’agenda delle priorità dopo la crisi Covid e interpretare al meglio la voglia di ripresa e di rilancio dell’Italia”. Forse il segnale che alcune posizioni, come il sostegno ai no green pass, potranno essere riviste.

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