Coronavirus nel mondo, scienziati cinesi: trasmissione anche da feci e urina. Primo caso in Polonia

Coronavirus nel mondo, scienziati cinesi: trasmissione anche da feci e urina. Primo caso in Polonia
4 marzo 2020

Sono arrivate a 3.198 le morti nel mondo per il coronavirus, 93.455 i contagi e 50.700 le persone guarite. E’ il quadro in tempo reale dell’università Johns Hopkins. Intanto, sul fronte della ricerca, arriva la notizia che la trasmissione del nuovo coronavirus attraverso feci e urina è stata riconosciuta dalla Commissione sanitaria nazionale cinese nei suoi piani di diagnosi e cura. Una ricerca ha rilevato tracce di coronavirus in campioni di feci presi da pazienti, per cui la commissione ha inserito il contatto con aerosol di feci e urine contaminate come possibili modo di trasmissione. Finora le autorità cinesi avevano limitato il canale di trasmissione al contatto diretto con le persone contagiate e alle goccioline emesse dall’apparato respiratorio in starnuti e tosse. Avevano ammesso la trasmissione in aerosol solo in caso di permanenza in ambienti chiusi per periodi lunghi. Ecco alcune cifre sull’epidemia in diversi paesi del mondo.

STATI UNITI

E’ salito a 9 il numero dei decessi causati dall’epidemia di coronavirus negli Stati Uniti: lo ha reso noto il Centro per il controllo delle malattie (Cdc) staunitensi, precisando che tutte le vittime si sono registrate nello stato di Washington e otto nella stessa contea. I casi accertati, come ricorda il sito della Cnn, sono 130 distribuiti in 13 stati; le autorità hanno incoraggiato la popolazione delle comunità colpite a prendere precauzioni per limitare la possibile diffusione del virus, riducendo per quanto possibile i contatti personali.

FRANCIA

La Francia conta ad oggi 257 casi confermati di contagio del coronavirus, con quattro decessi: lo hanno annunciato le autorità locali, fornendo l’ultimo bilancio.
Si tratta di 45 casi in più rispetto all’ultimo aggiornamento. Al momento, si legge su Le Figaro, le elezioni municipali del 15 marzo restano confermate. Intanto è stato riaperto oggi a Parigi il Louvre, chiuso da domenica scorsa per le “legittime preoccupazioni” dei dipendenti per la diffusione del coronavirus in Francia. Stando a quanto riportato da Le Figaro, la direzione del museo più visitato al mondo ha dichiarato che “ad oggi, le raccomandazioni delle autorità competenti raccomandano l’apertura di musei”.

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ISRAELE

Dopo quelli dall’Italia, Israele mette in quarantena anche i viaggiatori che sono arrivati nel Paese nelle ultime due settimane da Germania, Francia, Spagna, Austria o Svizzera. Lo ha annunciato il premier Benjamin Netanyahu, in una conferenza stampa durante la quale il ministro della Sanità Ya’akov Litzman ha annunciato il divieto per i raduni con oltre cinquemila persone.

RUSSIA

“Non abbiamo, grazie a Dio, nessuna situazione critica” relativa al coronavirus, ma circolano tante fake news “organizzate in gran parte all’estero”: così Vladimir Putin ha liquidato l’allarme che in Russia viaggia sui social, dove si rincorrono voci di molti casi di contagio, negati dalle autorità. Il presidente russo, incontrando il governo, ha citato l’intelligence per puntare il dito contro “provocazioni” da oltreconfine. “Per quanto riguarda queste provocazioni, l’Fsb riferisce che in buona parte sono organizzate all’estero. Questo, purtroppo, per noi è una costante. L’obiettivo è evidente: diffondere il panico tra la popolazione”, ha detto il capo del Cremlino. Secondo i dati ufficiali, l’unico caso di coronavirus confermato in Russia riguarda un abitante della regione di Mosca rientrato dall’Italia a fine febbraio.

REGNO UNITO

I casi confermati di coronavirus nel Regno Unito sono saliti di 34 nelle ultime 24 ore, portando il totale a 85. Lo ha reso noto il Dipartimento della Sanità britannico precisando che i nuovi contagi in Inghilterra sono 32. “I 29 pazienti che hanno ricevuto una diagnosi hanno viaggiato di recente in Paesi noti o provengono da aree note già sotto indagine” ha detto il dipartimento. “Altri tre pazienti hanno contratto il virus nel Regno Unito e non è ancora chiaro se l’hanno contratto direttamente o indirettamente da un individuo tornato di recente dall’estero. L’indagine è in corso e si stanno rintracciando i contatti”. Nella sola Inghilterra il numero totale di casi è 80, mentre cinque casi sono distribuiti tra Scozia, Irlanda del Nord e Galles.

GERMANIA

L’epidemia di coronavirus è ormai diventata una “pandemia mondiale” che non ha ancora “raggiunto il suo picco” in Germania. Lo ha detto oggi il ministro della Sanità tedesco, Jens Spahn, riferendo in parlamento. La Germania ha riferito oggi di 240 casi di contagio in 15 dei 16 Stati federali: il più colpito è la Renania Settentrionale-Vestfalia, dove sono stati registrati 111 casi. “Nessuno può dire con certezza quando sarà raggiunto il picco, ma è importante dire che sta arrivando, in modo da essere pronti”, ha detto il ministro, citato dai media tedeschi. Oggi il ministero dell’Interno tedesco ha annunciato di aver vietato l’esportazione di materiale protettivo sanitario, come maschere e guanti, per garantire ai sanitari protezioni sufficienti a far fronte all’epidemia di coronavirus.

Intanto, il ministero degli Internoi tedesco ha annunciato di aver vietato l’esportazione di materiale protettivo sanitario, come maschere e guanti, per garantire che i sanitari del Paese abbiano a disposizione protezioni sufficienti a far fronte all’epidemia di coronavirus. Inuna nota il ministero ha annunciato un decreto pubblicato sulla Gazzetta Federale che prevede il divieto di “esportazione all’estero d materiale sanitario protettivo (maschere, guanti, tute protettive). Fanno eccezione le “missioni di aiuto internazionale”.

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ISTITUZIONI UE

Primo caso di coronavirus nelle istituzioni europee: si tratta di un funzionario dell’Agenzia europea per la Difesa risultato positivo di ritorno da una missione in Italia. Secondo quanto riportato da Euractiv, il funzionario ha partecipato a un incontro con circa 30 funzionari di altri Paesi europei, durato circa quattro ore.

IRAN

Il ministero della Sanità iraniana ha riferito oggi di 586 nuovi casi di contagio da coronavirus e di altri 15 decessi. Sale così a 2.922 il numero dei contagi e a 92 quello dei decessi. Altre 552 persone sono guarite, ha detto il portavoce Kianoush Jahanpour citato dalla Press Tv.

IRAQ

L’agenzia curda Rudaw ha riferito della prima vittima irachena dell’epidemia di Covid-19. Un religioso 70enne, il cui stato di salute era “instabile” è morto poche ore dopo l’annuncio della sua malattia. L’Iraq ha ora 32 casi confermati di coronavirus. Le autorità curde e irachene hanno chiusi i confini con l’Iran dove ieri i casi sono aumentati del 50% per il secondo giorno consecutivo a 2.336.

POLONIA

La Polonia ha registrato il suo primo caso di coronavirus, ha annunciato il ministro della Salute Lukasz Szumowski. L’uomo, di ritorno dalla Germania, ha manifestato una forte febbre ed è stato ricoverato in un ospedale di Zielona Gora, nell’ovest del Paese, anche se le sue condizioni non destano preoccupazione, ha precisato il ministro. Ha avuto “relativamente pochi contatti” con parenti e amici, ha aggiunto Szumowski in una conferenza stampa.

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GIAPPONE

I contagi da nuovo coronavirus in Giappone hanno raggiunto quota 1.000, se si contano anche le persone risultate positive nella nave da crociera Diamond Princess. Lo riferiscono i media nipponici. Nella nave da crociera circa 700 persone sono risultate positive al test sul coronavirus. In tutto il numero dei decessi avvenuto in Giappone è 12, sei dei quali collegati alla nave da crociera.

COREA DEL SUD

Il bilancio dei contagi da nuovo coronavirus in Corea del Sud ha superato quota 5.300 e l’allarme resta molto alto, anche se il ritmo dei contagi ha registrato un rallentamento nell’epicentro di Daegu. In tutto i nuovi casi registrati ieri sono stati 516, swecondo quanto hanno riferito i Centri coreani per il controllo e la prevenzione delle malattie (KCDC). Lunedì erano stati indviduati 600 nuovi positivi, in un momento di picco che seguiva i 1.062 nuovi casi di domenica e gli 813 di sabato. Finora i morti sono stati 33, soprattutto persone con patologie pregresse. Dei 516 nuovi casi, 405 si sono verificati nella città di Daegu e 89 nella vicina provincia di Nord Gyeongsang, hanno spiegato i KCDC. Secondo le autorità centrali e di Daegu, circa 2.300 dei 5.300 casi totali sono clollegati alla Chiesa di Gesì Shincheonji, la setta cristiana finita nell’occhio del ciclone. Il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha cancellato il suo tour in Medio Oriente per meglio seguire l’evoluzione della crisi. Il governo ha deciso di stanziare quasi 10 miliardi di dollari come extra-budget per reagire all’epidemia e per rilanciare l’economia.

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