Coronavirus, si profila un’ulteriore stretta. Dal 6 marzo in vigore nuovo Dpcm

24 febbraio 2021

Attenzione alta, soprattutto per le varianti, ma sguardo ottimista al futuro grazie ai vaccini. Così, il ministro della Salute Roberto Speranza nelle sue comunicazioni al Senato, le prime del governo Draghi, ha invitato alla prudenza, annunciando un nuovo Dpcm valido dal 6 marzo al 6 aprile. “In questo ultimo miglio non possiamo abbassare la guardia, non ci sono oggi le condizioni per allentare le misure di contrasto alla pandemia”, ha detto. “Negli ultimi giorni cinque Regioni hanno segnalato la necessità di 25 zone rosse, alcune decise per l’insorgenza di focolai per la variante inglese altre per la presenza di variante brasiliana e sudafricana. Si tratta di misure indispensabili: non vi è altra strada”, ha aggiunto.

Dopo un invito all’unità “le polemiche disorientano”, ha detto, Speranza ha sottolineato che ora vediamo “la luce in fondo al tunnel”, ma serve una accelerazione della campagna di vaccinazione. “È decisiva per l’accelerazione della campagna la consegna puntuale delle dosi – ha detto -. L’Italia non si rassegna alla riduzione: sulla base dei contratti Ue dovremmo avere il 13% delle dosi. “Di fronte a una crisi sanitaria di queste dimensioni non regge l’idea di una proprietà esclusiva dei brevetti: produrre vaccini deve essere considerato un bene da mettere a disposizione di tutti i Paesi del mondo, quelli ricchi e fortemente sviluppati e quelli maggiormente in difficoltà con sistemi sanitari più fragili”.

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Per quanto riguarda il vaccino, “è decisiva per l’accelerazione della campagna la consegna puntuale delle dosi – ha detto -. L’Italia non si rassegna alla riduzione: sulla base dei contratti Ue dovremmo avere il 13% delle dosi. Stiamo esercitando il massimo di pressione sulle aziende produttrici affinché si trovino soluzioni necessarie per aumentare la produzione di vaccini”. Il ministro ha sottolineato che è necessario “continuare a investire per sostenere e sviluppare il sistema italiano della farmaceutica, non per coltivare un’illusoria autosufficienza nazionale, ma per essere un partner sempre più autorevole a livello mondiale”.

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