Dalla perdita del padre alla fine dei matrimoni: il nuovo equilibrio di Paola Turci passa dalla scrittura

Paola Turci

Paola Turci

Paola Turci torna alla scrittura dopo un lungo silenzio creativo, segnato da un blocco che l’aveva allontanata dalla chitarra e dalla composizione. La ripartenza coincide con “Vita Mia”, brano che definisce un inno a un’esistenza riconquistata attraverso la musica.

Nel suo racconto emergono il dolore per la morte del padre Ugo, la memoria di un legame vissuto fino all’ultimo istante e la consapevolezza di una presenza che continua a orientarla. Il pensiero corre anche al ritorno al Festival di Sanremo, quando, dopo sedici anni, salì di nuovo sul palco dell’Ariston con “Fatti bella per te”, portando con sé l’immagine del padre come sostegno silenzioso.

Ritorno alla creatività personale

La rinascita artistica si intreccia con una ferita rimasta a lungo taciuta: una molestia subita a tredici anni, mai denunciata e rivelata solo molti anni dopo alla madre.

Turci spiega di aver trasformato quell’episodio in una canzone nata durante un percorso terapeutico, un lavoro psicologico che ha permesso di far emergere ciò che era rimasto sepolto. Nel brano ha scelto un finale diverso, una forma di riscatto che ribalta l’impotenza vissuta allora. Il senso di colpa, racconta, era stato per anni un peso costante, aggravato dal fatto che l’autore della molestia fosse una persona conosciuta dalla famiglia.

Relazioni, scelte e distanze

Nel bilancio affettivo trovano spazio i due matrimoni: il primo con Andrea Amato, desiderato da lei; il secondo con Francesca Pascale, voluto soprattutto dalla compagna.

Turci riconosce di aver creduto in quell’unione, pur ammettendo oggi che avrebbe potuto evitarla. Della storia con Pascale resta “niente”, solo un vissuto che definisce complesso, segnato da una reciproca incomprensione. Anche le parole di Pascale, che ha parlato di “amore tossico”, vengono accolte come una constatazione condivisa. Con Amato, invece, permane un affetto distante ma riconosciuto: i nipoti della cantante continuano a chiamarlo zio, pur in assenza di rapporti diretti.

Autonomia, riservatezza e nuovi orizzonti

Turci rivendica un modo autonomo di vivere l’amore e le scelte personali, guidata dall’istinto più che dal giudizio esterno. Si definisce riservata, ma precisa di aver sempre deciso da sola, anche quando la famiglia venne a sapere della fine della relazione con Pascale dai giornali. Oggi i rapporti con entrambe le ex compagne sono chiusi, e la distanza è considerata necessaria.

Nel suo percorso trova spazio anche un pensiero sulla maternità, mai vissuta come urgenza ma valutata in passato con curiosità e misura. In amore, dice, si sente meno fortunata, ma la prospettiva attuale è interamente rivolta alla musica. La nuova fase creativa si traduce in un progetto concreto: entro l’anno, afferma con una battuta, “partorirà” un album, segnando così la conclusione simbolica di un ciclo e l’inizio di un altro.