Fine vita, la mediazione di Forza Italia per evitare lo scontro frontale in Senato

Il partito guidato da Tajani presenta sei emendamenti a Palazzo Madama dopo il rinvio del testo Pd per tentare di sbloccare lo stallo istituzionale tra alleati di governo e opposizioni unite.

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Antonio Tajani

Forza Italia tenta una mediazione parlamentare sul fine vita, depositando sei emendamenti in Senato per superare lo stallo tra l’intransigenza di Fratelli d’Italia e la protesta delle opposizioni. La mossa arriva dopo il rinvio in commissione del testo a firma Pd, in un clima di forte scontro politico.

Alla scadenza del termine per le modifiche nelle commissioni Giustizia e Affari sociali del Senato, il partito azzurro ha depositato sei proposte di modifica al testo base dei relatori Zanettin e Zullo. Una proposta integrativa è giunta anche da Noi Moderati. Le opposizioni hanno invece scelto la linea del boicottaggio, non presentando alcun emendamento. L’unica eccezione è rappresentata da Ivan Scalfarotto di Italia Viva, il quale ha chiesto di reintrodurre la proposta di legge di iniziativa popolare dell’associazione Coscioni. Il resto della minoranza definisce i lavori una farsa, come dichiarato da Ilaria Cucchi di Alleanza Verdi e Sinistra.

I paletti economici del Servizio sanitario

Il primo emendamento di Forza Italia ridefinisce i confini dell’intervento pubblico. Il testo specifica che il Servizio sanitario nazionale garantisce le cure palliative e l’assistenza domiciliare continua ai pazienti in condizioni di grave non autosufficienza. Al contempo, il documento stabilisce che l’assistenza al suicidio non può rientrare nei livelli essenziali di assistenza, escludendo così la prestazione gratuita o dietro pagamento del ticket.

Il medico pubblico rientra nel percorso solo attraverso finestre specifiche e con vincoli precisi. L’intervento può essere eseguito da un medico ospedaliero o di medicina generale, ma esclusivamente su base volontaria e gratuita, all’interno dell’attività libero-professionale o in regime di intramoenia nelle strutture pubbliche. Gli strumenti per l’autosomministrazione dovranno essere reperiti dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.

La ridefinizione dei criteri terapeutici

Con questa formulazione salta l’emendamento dei relatori che escludeva totalmente l’impiego di personale, strutture e farmaci del Servizio sanitario nazionale per agevolare il suicidio assistito. La modifica più significativa riguarda l’allargamento della platea dei pazienti. Viene cancellata la restrizione che limitava l’accesso solo a chi fosse sottoposto a trattamenti sostitutivi di funzioni vitali, formula che richiedeva il rimpiazzo integrale di un organo autonomo.

Forza Italia propone la dicitura “trattamenti sanitari di sostegno vitale”, estendendo il diritto a qualsiasi procedura medica, farmaco o macchinario che mantenga in vita il malato. Questo impianto recepisce l’orientamento della Corte costituzionale. Viene infine introdotta l’obiezione di coscienza, speculare a quella sull’aborto, che esenta il personale sanitario dalle procedure.

Il difficile dialogo nella maggioranza

Il relatore di Forza Italia, Pierantonio Zanettin, definisce il pacchetto una mediazione faticosa per trovare un consenso più ampio in Parlamento. La posizione di Fratelli d’Italia rimane un’incognita e il confronto interno alla maggioranza inizierà nei prossimi giorni. La materia, ad alta densità etica, divide i partiti. Lo stesso Zanettin ha concluso rilevando come su questi temi le segreterie politiche dovrebbero garantire la piena libertà di coscienza ai singoli parlamentari.