Hantavirus sulla nave da crociera, allarme contenuto e nessun rischio per l’Italia secondo gli esperti

Un focolaio a bordo della Mv Hondius riporta l’attenzione sulla sorveglianza sanitaria internazionale: le istituzioni invitano alla prudenza ma escludono scenari pandemici.

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Un focolaio di hantavirus a bordo della Mv Hondius riporta l’attenzione sulla sorveglianza sanitaria internazionale: le istituzioni invitano alla prudenza ma escludono scenari pandemici.

Incertezze e approccio prudente

“Permangono ancora molte incertezze riguardo a questa epidemia di hantavirus ed è importante in questa fase adottare un approccio precauzionale al fine di ridurre la probabilità di un’ulteriore trasmissione”, ha dichiarato Pamela Rendi-Wagner, direttrice del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

L’indicazione è operativa: contenere i contatti, rafforzare il tracciamento, mantenere alta la vigilanza. L’Ecdc, allo stato, classifica come “molto basso” il rischio per la popolazione generale in Europa. La nave resta sotto osservazione mentre le autorità coordinano i flussi informativi con l’Organizzazione mondiale della sanità.

Valutazione del rischio reale

“È importante distinguere tra un episodio serio e un rischio pandemico globale. Il focolaio sulla nave da crociera merita attenzione sanitaria e un accurato tracciamento dei contatti, ma al momento non ci sono elementi per parlare di un pericolo concreto per la popolazione italiana”, ha spiegato Fabrizio Pregliasco.

Il quadro clinico-epidemiologico degli hantavirus è noto: infezioni rare, associate in genere al contatto con roditori infetti; la trasmissione interumana è eccezionale e documentata soprattutto per il ceppo Andes. “Bisogna evitare allarmismi sproporzionati”, ha aggiunto, richiamando la solidità dei sistemi di sorveglianza e l’assenza di segnali di circolazione diffusa nel Paese.

Casi confermati e ceppo Andes

Le autorità svizzere hanno confermato un caso in un paziente rientrato da una crociera nell’Atlantico, ricoverato all’Ospedale universitario di Zurigo, con positività accertata da test di laboratorio a Ginevra.

In Sudafrica sono stati identificati due casi tra passeggeri evacuati: uno in terapia intensiva, l’altro accertato post mortem. In entrambi, secondo le autorità locali e quanto riportato da fonti internazionali, è stato individuato il ceppo Andes, l’unico noto per una possibile trasmissione da persona a persona, comunque limitata a contatti stretti e prolungati.

Trasferimenti e controlli sanitari

La gestione operativa prevede lo sbarco progressivo alle Isole Canarie e il successivo trasferimento dei passeggeri. La Spagna ha disposto controlli sanitari per i cittadini presenti a bordo e la possibilità di quarantena presso l’ospedale Gómez Ulla di Madrid su base volontaria.

“Presteremo la massima attenzione alla sicurezza”, ha dichiarato la ministra della Salute, precisando che eventuali sintomatici saranno isolati. Tutti i passeggeri ancora a bordo risultano asintomatici. L’evacuazione è programmata a partire dall’11 maggio, con voli dedicati.

Coordinamento e sorveglianza

Il Ministero della Salute italiano segue l’evoluzione del focolaio in raccordo con Ecdc e Oms, ha trasmesso informative alle Regioni e agli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera e mantiene attiva la sorveglianza epidemiologica. Non risultano passeggeri italiani a bordo.

La linea resta quella indicata dalle autorità europee: monitoraggio continuo, comunicazione basata sui dati, interventi proporzionati al rischio. Il caso, allo stato, è circoscritto. Non emergono elementi per ridefinire il livello di allerta.