In Italia c’è cattiva gestione dei fondi Ue

30 maggio 2014

“La cattiva gestione dei fondi europei è una pecca del nostro Paese, che si trova impietosamente agli ultimi posti della graduatoria. Eppure tra il 2007 ed il 2013 l’Ue ha messo a disposizione dell’Italia poco più di 21 miliardi di euro per lo sviluppo economico, dei quali ne sono stati spesi solo la metà. Per questo ho presentato una interrogazione al presidente del Consiglio dei Ministri chiedendo, in particolare, di verificare le motivazioni dei ritardi nella programmazione e nella spesa dei fondi UE da parte della Sicilia”. E’ quanto dichiara il deputato del Nuovo Centrodestra all’Ars, Nino Minardo. “E’ ben noto ormai – prosegue Minardo – che oltre alla mancata programmazione si registra una notevole carenza sulla corretta gestione dei fondi, tanto che la stessa Corte dei Conti nella relazione annuale 2013 al Parlamento sui rapporti finanziari con l’Unione europea e l’utilizzazione dei Fondi comunitari, richiama l’esigenza che sia dispiegato, da parte di tutti i soggetti interessati, il massimo impegno affinché si pervenga al pieno utilizzo delle somme stanziate, cosa che puntualmente non si verifica. Come nel caso della Regione Sicilia che, ricordiamo, ha ottenuto, seppur con le lentezze che purtroppo la contraddistinguono, esiti importanti per la realizzazione dell’aeroporto di Comiso, ma nel contempo risulta ancora in ritardo per la definizione delle opere necessarie al completamento dell’autostrada Siracusa-Gela, lotti da Rosolini a Modica, per i quali se non si dà una mossa non potranno essere utilizzati”.

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E ancora. “Il nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei 2014-2020 – sottolinea il parlamentare Ncd – assegna alla Sicilia, per i due Programmi operativi regionali (Por) del Fesr, del Fondo sociale e per i programmi operativi nazionali (Pon), una dotazione complessiva da spendere nel 2014- 2022 di oltre 8,6 miliardi di euro. A queste risorse andranno aggiunte le risorse del nuovo Programma regionale per il settore agricolo e del Programma nazionale della Pesca. Per usufruire di questa dotazione la Regione avrebbe dovuto presentare, entro il 22 maggio, i programmi all’Europa e la documentazione necessaria al fine di organizzare gli incontri con la Commissione Europea, peraltro previsti per quest’ultima settimana di maggio, passo fondamentale per la definizione più compiuta dei programmi. La Regione Sicilia in questo senso è in ritardo, tanto da essere stata richiamata dalla Presidenza del Consiglio che ha sollecitato l’attività della nuova programmazione 2014-2020”.

“Ho chiesto al presidente del Consiglio – prosegue Minardo – di adottare, inoltre, misure incisive e azioni di monitoraggio nei confronti delle regioni e degli enti destinatari delle risorse UE, in modo tale che venga realizzata una programmazione adeguata al fine di spendere le risorse economiche dei Fondi europei che sono fondamentali per lo sviluppo dei territori per interventi strategici come infrastrutture, trasporto, incentivi alle imprese innovative. La spesa programmata e poi realizzata è efficace e produce benefici. Purtroppo però non è così – conclude l’esponente del Nuovo Centrodestra – per le carenti complessive capacità istituzionali, amministrative e gestionali a livello centrale e locale”.

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