Iran riduce impegno su nucleare, sale tensione con Usa. Francia minaccia sanzioni Ue

Iran riduce impegno su nucleare, sale tensione con Usa. Francia minaccia sanzioni Ue
Hassan Rouhani e Donald Trump
8 maggio 2019

E’ sfida aperta tra Iran e Usa: la minaccia di Teheran di riprendere in mano il suo programma nucleare si e’ concretizzata e la Repubblica islamica ha annunciato la sospensione di alcuni degli impegni adottati nell’ambito dell’accordo internazionale raggiunto nel 2015. Una decisione che arriva esattamente ad un anno di distanza dall’annuncio del presidente Usa, Donald Trump, sul ritiro unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo. L’Iran ha comunicato l’iniziativa ai Paesi che ancora fanno parte dell’intesa (Gran Bretagna, Cina, Francia, Germania e Russia), riferendo che mettera’ fine alle sue limitazioni sulle riserve di acqua pesante e uranio arricchito. Ha anche minacciato di prendere nuove misure sul nucleare “in 60 giorni”, spiegando ai partner che hanno due mesi di tempo per “rendere operativi i loro impegni, in particolare riguardo ai settori petrolifero e bancario”, altrimenti si tirera’ indietro.

Il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha accusato i ‘falchi’ dell’amministrazione americana di lavorare per minare l’accordo internazionale del 2015 sul nucleare, sforzi che hanno portato all’uscita unilaterale degli Usa dall’intesa e la conseguente decisione di Teheran di sospendere alcuni degli impegni assunti L’accordo raggiunto quattro anni fa era “nell’interesse della regione e del mondo, non dei nemici dell’Iran, che quindi non hanno risparmiato gli sforzi fin dal 2015 per danneggiarlo”, ha sottolineato Rohani in un messaggio televisivo, annunciando la sospensione di alcuni impegni e minacciando, come detto, nuove misure in 60 giorni se i Paesi partner non renderanno operativi i loro impegni, in particolare riguardo ai settori petrolifero e bancario.

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Immediata la reazione di Israele: il premier, Benjamin Netanyahu, ha avvertito che non permettera’ a Teheran di dotarsi di armi nucleari. “Questa mattina ho sentito che l’Iran intende continuare il suo programma nucleare. Non permetteremo all’Iran di dotarsi di armi nucleari”, ha affermato il premier. La decisione dell’Iran di sospendere alcuni dei suoi obblighi nel quadro del Piano d’azione globale congiunto (JCPOA) sull’accordo nucleare e’ causata “dai passi avventati presi da Washington”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. “Il presidente Putin ha ripetutamente parlato delle conseguenze di passi avventati nei confronti dell’Iran”, ha affermato. “Ora stanno iniziando a verificarsi le conseguenze”, ha detto sottolineando che Mosca continuera’ a discutere con l’Europa misure per sostenere l’accordo.

La Francia ha avvertito che se Teheran non rispetterà i suoi impegni nucleari, prenderà in considerazione l’ipotesi di imporre nuove sanzioni. “Oggi niente sarebbe peggio per l’Iran che lasciare l’accordo”, ha detto la ministro della Difesa transalpino Florence Parly, evidenziando che Francia, Gran Bretagna e Germania, gli Stati europei firmatari dell’accordo stanno facendo il possibile per mantenere vivo l’accordo mettendo insieme iniziative per aiutare l’economia dell’Iran nonostante le dure sanzioni statunitensi. Ma la ministro ha avvertito di possibili sanzioni se l’Iran viola l’accordo.”Questa è probabilmente una delle cose che sarà presa in esame. Non ci sono sanzioni oggi dall’Europa perché l’Iran ha finora sempre rispettato gli impegni presi”, ha spiegato. “Se questi impegni non saranno rispettati, naturalmente la questione si porrà”, ha concluso. L’Iran ha annunciato che non rispetterà “alcuni impegni” presi nel quadro dell’accordo sul suo programma nucleare del 2015. Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha minacciato di riprendere direttamente l’arricchimento dell’uranio ad alti livelli accusando l’Europa di non mantenere le promesse dell’accordo.

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Pechino ha esortato a “rafforzare il dialogo ed evitare un escalation di tensioni”. Mosca ha denunciato i passi “sconsiderati” di Washington. L’annuncio iraniano arriva all’indomani della visita lampo in Iraq del segretario di Stato americano, Mike Pompeo. Annullando all’improvviso i colloqui previsti a Berlino, il capo della diplomazia americana si e’ recato a Baghdad per mettere in guardia dall’escalation di attivita’ delle forze iraniane nella regione. Da tempo cresce la pressione di Washington su Teheran: nelle ultime settimane ha inserito i Pasdaran nella lista nera del terrorismo, revocato le esenzioni alle sanzioni sull’import di petrolio di Teheran, preannunciato nuove misure per colpire l’economia di Teheran.

L’ultima mossa e’ stata l’invio nel Golfo Persico di un gruppo di attacco guidato dalla portaerei USS Abraham Lincoln e una task force di bombardieri (la risposta, hanno spiegato fonti americane, a minacce di intelligence, forse fornite da Israele, “specifiche e credibili”). Pompeo ha messo in guardia: gli Usa riterranno Teheran “direttamente responsabile” di qualsiasi azione condotta “contro gli interessi americani” in Medio Oriente, anche da soggetti “terzi”. Resta da vedere quali saranno le conseguenze sugli equilibri interni dell’Iran: la ripresa delle sanzioni ha dato un duro colpo all’economia, rafforzando chi e’ sempre stato contro l’accordo. Per ora il presidente, il moderato Hassan Rohani, accusa i ‘falchi’ dell’amministrazione americana di aver lavorato per minare l’accordo.

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