Manovra, da fisco e ammortizzatori a Superbonus

Manovra, da fisco e ammortizzatori a Superbonus
30 dicembre 2021

Via libera definitivo alla legge di bilancio da 36,5 miliardi di cui 23,3 miliardi in deficit nel 2022. La manovra è stata licenziata dalla Camera in seconda lettura dopo aver incassato la fiducia della serata di ieri. La legge più importante dell’anno, 1013 commi e 22 articoli, approvata in dieci giorni (otto lavorativi considerando Natale e Santo Stefano) dal primo voto in commissione al Senato, nella notte tra il 20 ed il 21 dicembre, al via libera definitivo dell’Aula della Camera, oggi, passando per due voti di fiducia. Se la manovra 2022 sarà ricordata per qualcosa non sarà certo per le lunghe notti in commissione passate a esaminare e votare centinaia di emendamenti, per poi ricominciare tutto da capo nell’altro lato del Parlamento. Forse invece ce la ricorderemo per gli infiniti vertici tra maggioranza e governo che si sono susseguiti per oltre un mese sui principali temi, come fisco e lavoro, per poi arrivare fino alle micromisure passando per il Superbonus che ha lasciato i lavori del Senato al palo per quasi due settimane.

Il risultato è stato che, una volta concluse le trattative, il lavoro in commissione in Senato è stato frenetico e quello della Camera di fatto non è neanche iniziato. Tanto che la commissione Finanze all’unanimità ha deciso di non dare neanche il parere sulla legge. Una circostanza emblematica dei forti malumori per i tempi strettissimi imposti alle Camere ma probabilmente anche per le tensioni accumulate in maggioranza dalle estenuanti trattative su alcune misure, fisco in testa, che alla fine hanno lasciato tutti i partiti non completamente soddisfatti.

E allora forse una parte delle critiche espresse dai partiti sui tempi andrebbe trasformata in autocritica. Non c’è dubbio che questa sia stata la manovra del governo di Mario Draghi ma è stata soprattutto la manovra della maggioranza che sostiene quel governo, con tutte le sue contraddizioni programmatiche che si sono manifestate in queste convulse settimane in articoli ed emendamenti. La buona notizia è che anche quest’anno il pericolo dell’esercizio provvisorio è stato evitato e che per una volta non arrivano nuove tasse. Ora tocca al Quirinale, e se il buongiorno si vede dal mattino…

Il diario della manovra 

Il disegno di legge di bilancio è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre e inviato al Parlamento l’11 novembre. Il testo è stato assegnato alla Commissione bilancio del Senato il 16 novembre che, a parte il lavoro di illustrazione e tecnico, non ha potuto iniziare le votazioni fino alla notte tra il 20 ed il 21 dicembre. Lo stesso giorno è stato approvato il mandato al relatore e la manovra è arrivata in Aula del Senato. Dopo il lavoro per la stesura del maxiemendamento, il 23 dicembre è iniziata la discussione sulla fiducia, approvata nelle prime ore del 24 dicembre con 215 voti favorevoli, e seguita dal via libera finale.

Dopo la pausa natalizia, nel pomeriggio di lunedì 27 dicembre, la manovra è arrivata alla Commissione bilancio della Camera che in meno di 24 ore chiuso l’esame bocciando un paio di emendamenti e votando il mandato al relatore. L’Aula di Montecitorio ha iniziato quindi nel primo pomeriggio di lunedì la discussione generale conclusa poco prima delle 19 quando è stata posta la fiducia. Passate le 24 ore previste dal regolamento della Camera, il voto di fiducia è iniziato alle 18.57 di ieri per concludersi poco dopo le 20. Dopo l’esame degli articoli e degli odg, terminato questa mattina, il via libera finale alle 12.18 del 30 dicembre. Il testo ora andrà al Quirinale per la firma e sarà pubblicato domani in Gazzetta Ufficiale.

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Le misure

Tra le misure principali, il pacchetto da oltre 8 miliardi per la riforma degli scaglioni Irpef e l’abolizione dell’Irap per gli autonomi, l’intervento da 3,8 miliardi per arginare gli aumenti delle bollette, i 3 miliardi di euro per la riforma degli ammortizzatori sociali e gli oltre 4 miliardi per l’aumento del fondo sanitario, l’acquisto di vaccini e farmaci innovativi. Ma sono da ricordare anche il rifinanziamento del reddito di cittadinanza, l’introduzione di Quota 102 e la proroga del Superbonus 110%. Di seguito le principali misure divise per capitoli.

FISCO

Il pacchetto più consistente è quello sul fisco con circa 8,2 miliardi complessivi annui. Arriva quindi la nuova Irpef a quattro scaglioni con una clausola di salvaguardia per i redditi inferiori a 15.000 euro che manterranno il bonus da 100 euro. Le aliquote passano da cinque a quattro: Il 23% fino a 15.000 euro, il 25% da 15.000 a 28.000 euro, il 35% da 28.000 a 50.000 euro ed il 43% oltre i 50.000 euro. I redditi al di sotto i 15.000 euro mantengono il bonus 100 euro mentre quelli da 15.000 a 28.000 lo avranno in base all’ammontare delle detrazioni. Stop inoltre all’Irap per gli autonomi e i professionisti con partita Iva. Rinviata al 1 gennaio 2023 la decorrenza dell’efficacia della plastic tax e della sugar tax istituite dalla legge di bilancio 2020. Coperto il mancato gettito con 650 milioni di euro. Viene prorogata al 31 marzo 2022 l’esenzione del canone unico patrimoniale (che ha sostituito la Tosap/Cosap) per esercizi commerciali e ambulanti. Abbassata dal 22 al 10 per cento l’aliquota IVA gravante sui prodotti assorbenti e i tamponi per l’igiene femminile non compostabili. Per pagare le cartelle notificate dal 1 gennaio al 31 marzo del 2022 ci sarà tempo fino a 180 giorni invece dei 60 giorni ordinari. Riscritta la normativa sul patent box: l’incentivo sale dal 90% al 110% delle spese per lo sviluppo dei brevetti mentre vengono esclusi dai beni agevolabili i marchi d’impresa. Viene poi eliminato il divieto di cumulo tra l’agevolazione del patent box ed il credito d’imposta ricerca e sviluppo.

LAVORO

Con una spesa di circa 3 miliardi di euro nel 2022 arriva la riforma degli ammortizzatori sociali, con un aumento dei sussidi di disoccupazione e un`estensione degli istituti ordinari e straordinari ai lavoratori di imprese attualmente non incluse, come quelle con meno di 5 dipendenti, nonché agli apprendisti e ai lavoratori a domicilio. Deciso poi il rifinanziamento del reddito di cittadinanza con circa un miliardo di euro in più l’anno. Arrivano anche un rafforzamento degli strumenti di controllo sul possesso dei requisiti dei percettori del RdC e una revisione delle regole sulla ricerca dell`occupazione. Arriva Quota 102 al posto di Quota 100 con l’introduzione del trattamento di pensione anticipata per i soggetti che nel corso del 2022 raggiungano i requisiti di 64 anni di età e 38 anni di anzianità contributiva. In tema pensionistico c’è anche la proroga del trattamento anticipato ‘Opzione donna’, per l’anno 2022, nei confronti delle lavoratrici che entro il 2021 abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e un’età pari o superiore a 58 anni (59 anni per le autonome).

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Via libera all’anticipo pensionistico per i lavoratori edili e per i ceramisti a 63 anni con un requisito contributivo che scende da 36 a 32 anni. Approvato allo sgravio contributivo al 100% per tre anni a favore delle micro imprese per i contratti di apprendistato di primo livello per giovani under 25. La norma prevede un’esenzione per tre anni per i contratti di apprendistato di primo livello firmati nel 2022 dalle piccole imprese fino a 9 dipendenti. Pacchetto sulle delocalizzazioni. Le imprese con oltre 250 dipendenti che licenziano per delocalizzare senza presentare un piano di gestione degli esuberi pagheranno fino al doppio del contributo previsto dal Jobs act. Se vogliono licenziare più di 50 dipendenti devono darne comunicazione tre mesi prima a sindacati, regioni interessate, ministero del Lavoro, Mise ed Anpal e presentare entro 60 giorni un piano per la gestione degli esuberi per una durata non superiore a 12 mesi, da esaminare nei 30 giorni successivi altrimenti i licenziamenti sono nulli e scatta il raddoppio dei contributi.

BOLLETTE

Arrivano 3,8 miliardi di euro per ridurre le bollette e 1 miliardo per rateizzare i pagamenti. In particolare, la norma stanzia 1,8 miliardi per l’azzeramento degli oneri generali di sistema per le utenze elettriche a bassa tensione fino a 16,5 kW, 480 milioni per l’azzeramento degli oneri per tutte le utenze gas, 600 milioni per la riduzione del’Iva sul gas naturale per tutte le utenze al 5%, 912 milioni per il potenziamento del bonus per i clienti in condizione economicamente svantaggiata. Si tratta in particolare di persone con Isee fino a 8.265 euro, percettori di reddito o pensione di citadinanza, famiglie numerose e utenti che utilizzano macchinari elettromedicali. Un miliardo di euro per consentire la rateizzazione fino a 10 mesi delle bollette per i clienti domestici.

SANITA’

Viene aumentato in modo strutturale il fondo per il finanziamento del servizio sanitario nazionale con 2 miliardi di euro l’anno. Vengono stanziati 1,8 miliardi per l`acquisto di vaccini e medicinali anti-Covid e arrivano altri 600 milioni di euro destinati al fondo per i farmaci innovativi. Arrivano altri 15 milioni di euro nel 2022 nel fondo per le non autosufficienze. Via libera anche a maggiori risorse per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico. Viene inoltre istituito un fondo presso il ministero della Salute con una dotazione di 25 milioni per il biennio 2022-23 per il contrasto dei disturbi alimentari.

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INFRASTRUTTURE

Istituito al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili il fondo per la strategia di mobilità sostenibile, con una dotazione complessiva di 2 miliardi di euro complessiva dal 2022 al 2034. Viene autorizzata la spesa complessiva di 4,55 miliardi di euro per il finanziamento del contratto di programma ANAS 2021-2025.

IMPRESE

Prorogata al 30 giugno 2022 l’operatività dell’intervento straordinario del Fondo di garanzia PMI con 3 miliardi di euro complessivi. Incrementata di 1,5 miliardi di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026 la dotazione del fondo rotativo a favore delle imprese italiane che operano sui mercati esteri. Riscritta la normativa sul patent box: l’incentivo sale dal 90% al 110% delle spese per lo sviluppo dei brevetti mentre vengono esclusi dai beni agevolabili i marchi d’impresa. Viene poi eliminato il divieto di cumulo tra l’agevolazione del patent box ed il credito d’imposta ricerca e sviluppo. Estesi gli incentivi di Transizione 4.0 e rifinanziata la ‘Nuova Sabatini’ per 240 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, 120 milioni per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026 e 60 milioni per l’anno 2027.

SCUOLA

In arrivo oltre 200 milioni di euro per la scuola, dalle proroghe del personale ATA con contratti Covid, al rifinanziamento del sostegno psicologico negli istituti, l’adeguamento dei compensi degli insegnanti rispetto agli aumenti già ottenuti da altri comparti della PA e fondi alle paritarie.

REGIONI ED ENTI LOCALI

Vengono stanziati complessivamente circa 1,5 miliardi per incrementare il Fondo per il Trasporto Pubblico Locale, prevedere risorse aggiuntive per gli enti locali, per garantire i livelli essenziali a regime degli asili nido e per la manutenzione della viabilità provinciale. Viene aumentata la dotazione del Fondo di Sviluppo e Coesione per il periodo 2022-2030 con complessivi 23,5 miliardi. Sono rifinanziati con circa 6 miliardi gli interventi per la ricostruzione privata delle aree colpite dal sisma in Centro Italia.

EDILIZIA E CASA

Prorogate fino al 31 dicembre 2022 alcune disposizioni sull’operatività e l’estensione dei requisiti di accesso del Fondo Gasparrini a sostegno dei mutui per l’acquisto della prima casa. Viene esteso al 2022 il Superbonus sulle case unifamiliari e viene cancellato il tetto Isee, la limitazione all’abitazione principale e a termini di comunicazione Cila, prevedendo solo uno stato di avanzamento lavori del 30% al 30 giugno 2022. Viene prorogato il Superbonus per gli impianti fotovoltaici e introdotta un’agevolazione fiscale per le opere di abbattimento delle barriere architettoniche. Vengono poi ricomprese le spese delle nuove asseverazioni nel perimetro dei vari bonus edilizi e previsto che il decreto antifrode non trovi applicazione per gli interventi in edilizia libera sotto i 10 mila euro. Viene inoltre prorogato a tutto il 2025 il Superbonus nella aree colpite da eventi sismici a partire dal 2009. Sale da 5mila a 10mila euro l’importo massimo del bonus mobili nel 2022 mentre nei due anni successivi viene confermato con un massimale di 5mila euro.

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