“Melrose Place” a “Starship Troopers”, Patrick Muldoon muore a 57 anni colpito da un infarto
Patrick Muldoon
Un caffè, una doccia, e poi il silenzio. Patrick Muldoon è morto così, in una mattina d’aprile, nella sua casa di Beverly Hills, portando via con sé un pezzo di immaginario collettivo della generazione cresciuta davanti ai televisori negli anni Novanta. L’attore e produttore californiano, noto al grande pubblico per i ruoli di Richard Hart in “Melrose Place” e di Zander Barcalow in “Starship Troopers”, è deceduto domenica 19 aprile per un attacco cardiaco. Aveva 57 anni.
A ricostruire le circostanze della morte è stata la sorella, Shana Muldoon-Zappa, che ha rilasciato una dichiarazione a TMZ. Domenica mattina Muldoon aveva bevuto un caffè con la compagna Miriam Rothbart nella loro abitazione di Beverly Hills, poi si era alzato per andare a fare una doccia. Trascorso troppo tempo senza che tornasse, la donna era andata a controllare e lo aveva trovato privo di sensi sul pavimento del bagno. Il tentativo di rianimazione da parte dei paramedici era risultato inutile. La notizia è stata riportata dal sito Deadline, che ha raccolto anche le testimonianze degli amici.
Una carriera nata tra i campi da football
William Patrick Muldoon III era nato il 27 settembre 1968 a San Pedro, in California. Prima di diventare uno dei volti della televisione americana, era stato un atleta: alla University of Southern California, dove si laurea nel 1991, gioca nella squadra di football dei Trojans. Gli studi non interrompono però il primo contatto con il mondo dello spettacolo. Durante gli anni universitari accumula alcune apparizioni televisive minori, tra cui la sitcom “Who’s the Boss?” — arrivata in Italia come “Casalingo Superpiù” — e la serie “Saved by the Bell”, nota nel nostro Paese come “Bayside School”. Ruoli marginali, ma sufficienti a indicare la direzione.
Il salto di qualità arriva nei primi anni Novanta con “Days of Our Lives” (“Il tempo della nostra vita”), una delle soap opera più longeve della televisione americana. Dal 1992 al 1995 interpreta Austin Reed, personaggio che riprenderà poi tra il 2011 e il 2012, dimostrando la capacità di mantenere un rapporto duraturo con i propri personaggi e con il pubblico che li aveva adottati.
Richard Hart e la consacrazione in “Melrose Place”
La vera consacrazione arriva con “Melrose Place”, la serie targata Aaron Spelling che negli anni Novanta era diventata un fenomeno generazionale. Muldoon vi interpreta Richard Hart, antagonista ambiguo e carismatico, costruito su una recitazione capace di alternare seduzione e minaccia. Il personaggio entra nell’immaginario collettivo di chi ha vissuto quella stagione televisiva: il villain ben fatto, quello che riesci a odiare senza smettere di guardare.
Parallelamente alla televisione, Muldoon lavora anche per il cinema. Nel 1997 Paul Verhoeven lo sceglie per “Starship Troopers”, il film di fantascienza tratto dal romanzo di Robert Heinlein che diventerà un cult: Muldoon interpreta Zander Barcalow, ufficiale del Corpo delle Fanterie Mobile, accanto a Casper Van Dien e Denise Richards. È il ruolo che gli vale la notorietà internazionale e che ancora oggi accompagna il suo nome nelle rievocazioni del cinema di quegli anni. Sempre nel 1997 è nel cast di “Stigmata” — “Stigmate” nella distribuzione italiana — e la sua presenza al cinema continua nei decenni successivi con “Once Upon a Time in Hollywood” di Quentin Tarantino e “Marlowe” con Liam Neeson.
Produttore, musicista, e un film ancora da uscire
Negli anni Muldoon affianca alla recitazione l’attività di produttore esecutivo, lavorando a diversi titoli cinematografici e mantenendo un profilo professionale attivo fino alla fine. L’ultimo progetto a cui stava lavorando è “Dirty Hands”, crime thriller diretto da Kevin Interdonato che racconta la storia di due fratelli costretti a lottare per sopravvivere dopo un affare di droga andato storto. Il film era previsto in uscita nel 2026 e sarà ora, inevitabilmente, un lavoro postumo.
Fuori dai set, Muldoon aveva coltivato con continuità la passione per la musica, ricoprendo il ruolo di cantante e frontman della band rock The Sleeping Masses. Non era un hobby marginale ma una presenza costante nella sua vita, parallela e complementare alla carriera nella recitazione. Gli amici lo descrivono, nelle parole raccolte da Deadline, come una persona “infinitamente generosa con la sua poesia, il suo umorismo e la sua inconfondibile presenza”, capace di far sentire gli altri “al sicuro e compresi”. Elegante, carismatico, con un “spirito rock ‘n’ roll a tutto gas”. Lascia la compagna Miriam Rothbart, i genitori Deanna e Patrick Muldoon Sr., la sorella Shana, il cognato Ahmet Zappa e i nipoti Halo e Andrew.
