Venier verso l’addio a Domenica In, Matano in pole e spunta anche Delogu
La presentatrice simbolo del pomeriggio festivo italiano sarebbe orientata a concludere la sua esperienza mentre l’azienda di servizio pubblico sta individuando nel conduttore de La Vita in Diretta il principale candidato alla successione e valutando un affiancamento femminile.
Mara Venier
Mara Venier si prepara a lasciare Domenica In. Dopo diciassette edizioni alla guida, la conduttrice veneziana sarebbe pronta a chiudere un ciclo che ha segnato la storia recente della televisione italiana. Nei corridoi Rai si lavora già alla successione, con un’ipotesi che prende corpo: affidare il programma ad Alberto Matano, affiancandolo a un volto femminile per rinnovare il format senza stravolgerne l’identità.
L’ipotesi dell’addio non è più un semplice retroscena. Dopo anni di indiscrezioni, la decisione di Mara Venier appare maturata. Un passaggio delicato, perché Domenica In resta uno dei pilastri del palinsesto di Rai 1. Il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Alberto Matano, volto consolidato dell’informazione pomeridiana e figura considerata affidabile dai vertici aziendali.
La co-conduzione il cambio di passo
Matano rappresenta una scelta di continuità. Il suo profilo giornalistico e la capacità di tenere insieme informazione e intrattenimento lo rendono compatibile con la struttura del programma. Non è escluso, però, un cambio di passo: la co-conduzione. Un modello già testato in passato, che consentirebbe di alleggerire la gestione e ampliare il registro narrativo.
Tra i nomi emersi figurano Caterina Balivo, Giorgia Cardinaletti e Francesca Fialdini. Figure diverse, ma tutte in grado di presidiare il linguaggio del daytime. L’orientamento, tuttavia, sembra restringersi su un profilo più definito. Nelle ultime ore prende quota il nome di Andrea Delogu.
Se confermata, la scelta ridisegnerebbe gli equilibri del pomeriggio di Rai 1. Francesca Fialdini resterebbe al timone di “Da noi… a ruota libera”, fuori dalla partita principale. La partita resta aperta. Ma la direzione sembra tracciata: continuità nel volto principale, innovazione nella formula. E, soprattutto, la fine di un’epoca televisiva.
