Modi a Roma, Italia e India firmano Partenariato strategico: obiettivo 20 miliardi di scambi entro 2029

Il premier indiano è atteso domani a Villa Pamphilj per il primo incontro bilaterale ufficiale degli ultimi ventisette anni: sul tavolo difesa, intelligenza artificiale, Indo-Pacifico e una serie di intese settoriali.

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Giorgia Meloni e Narendra Modi

Una dichiarazione congiunta che ridisegna il perimetro della cooperazione bilaterale, un pranzo con i vertici dell’industria dei due paesi e la firma di accordi in sei settori strategici: la visita di Narendra Modi a Roma segna il passaggio formale delle relazioni italo-indiane a una fase di partenariato di nuova qualità.

Domani mattina, a Villa Pamphilj alle 11.30, Giorgia Meloni e Narendra Modi si incontreranno per la settima volta in tre anni. Non è un appuntamento di routine. Per la prima volta in ventisette anni un primo ministro indiano compie una visita bilaterale ufficiale a Roma – le presenze precedenti, al G7 di Borgo Egnazia nel giugno 2024 e al G20 romano dell’ottobre 2021, erano inserite in contesti multilaterali. L’occasione è formalmente diversa, e diverso è il peso politico dell’incontro.

Un partenariato di nuova generazione

I due leader firmeranno una dichiarazione congiunta che eleva i rapporti italo-indiani al rango di “Partenariato Strategico Speciale”. Il documento non è un atto simbolico: fissa obiettivi quantificabili e scadenze precise. In cima all’agenda figura l’impegno congiunto a portare il volume dell’interscambio commerciale a 20 miliardi di euro entro il 2029, cifra che rappresenta un salto netto rispetto ai livelli attuali e che dovrà essere perseguita anche attraverso la leva dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e India, negoziato in corso da anni e non ancora concluso.

Accanto all’obiettivo commerciale, la dichiarazione prevede l’istituzione di incontri annuali a livello di capi di governo – meccanismo di consultazione strutturata che conferisce continuità istituzionale al dialogo bilaterale – e il lancio dell’Anno della Cultura e del Turismo Italia-India nel 2027. Sul fronte dell’innovazione tecnologica, verrà rafforzata l’iniziativa INNOVIT India, piattaforma pensata per favorire la connessione tra gli ecosistemi dell’innovazione dei due paesi.

Il retroterra diplomatico

Il vertice di domani non nasce dal nulla. Dal 2023, con l’avvio del Partenariato Strategico Italia-India e il successivo Piano d’Azione Strategico Congiunto 2025-2029, il ritmo degli scambi diplomatici ha subito un’accelerazione significativa. Nelle ultime settimane si sono susseguite a Nuova Delhi missioni istituzionali di alto profilo: il ministro della Difesa Guido Crosetto nell’aprile scorso, il ministro delle Imprese Adolfo Urso nel febbraio 2025, il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani nel dicembre 2024 e in aprile 2025. Una diplomazia a più livelli, coerente con un disegno strategico che punta a presidiare sul campo i settori di interesse italiano.

La cooperazione bilaterale abbraccia oggi aree molto diverse: dalla difesa alla ricerca scientifica, dal commercio agli investimenti, fino allo sviluppo di un’intelligenza artificiale definita “umano-centrica”, nonché al contrasto del terrorismo e del traffico di esseri umani. Ambiti che riflettono tanto le convergenze di interesse tra i due paesi quanto il posizionamento globale che Roma e Nuova Delhi intendono consolidare nel nuovo equilibrio multipolare.

Il dossier internazionale e gli accordi settoriali

L’agenda del vertice non si esaurisce nei rapporti bilaterali. Meloni e Modi discuteranno dei principali dossier internazionali: la situazione in Medio Oriente, il conflitto in Ucraina e la sicurezza nell’Indo-Pacifico – arena in cui l’India gioca un ruolo crescente e in cui l’Italia, attraverso la partecipazione a iniziative NATO e la proiezione mediterranea, cerca interlocutori stabili.

A margine dell’incontro istituzionale, i due leader parteciperanno a un pranzo di lavoro con i vertici dei principali gruppi industriali italiani e indiani. Il format è collaudato: serve a trasformare le intese politiche in flussi concreti di investimento e cooperazione imprenditoriale. Seguirà la firma di una serie di accordi settoriali nei campi del trasporto marittimo, dell’agricoltura, dell’istruzione superiore, dei minerali critici, della cooperazione museale e del contrasto ai reati economico-finanziari – un ventaglio che testimonia la profondità raggiunta dal dialogo tra i due paesi.

Il settimo incontro in tre anni tra Meloni e Modi consegna alla cooperazione italo-indiana un’architettura istituzionale inedita per solidità e ampiezza. Resta da verificare, nei mesi a venire, se gli impegni sottoscritti a Villa Pamphilj troveranno riscontro nelle cifre del commercio bilaterale e nell’effettiva attuazione degli accordi firmati.