Pellegrini accusa i colleghi: “Amiconi davanti, poi mi hanno sparlato alle spalle”
Federica Pellegrini
Federica Pellegrini ha indicato Aldo Montano, Massimiliano Rosolino e Thomas Ceccon come i tre sportivi che più l’hanno delusa, durante il podcast “Non lo faccio x Moda” condotto da Giulia Salemi. La campionessa ha collegato i tre nomi ad altrettanti episodi di critiche pubbliche ricevute nel corso degli anni.
La domanda della conduttrice ha portato Pellegrini a ricostruire una parte meno celebrata della sua lunga carriera nel nuoto, quella dei rapporti con alcuni colleghi e delle dichiarazioni che hanno alimentato polemiche anche fuori dalle piscine. “Ti devo dire chi mi ha deluso tra gli sportivi che hanno detto cose su di me? Aldo Montano, Massimiliano Rosolino e anche Thomas Ceccon, questo almeno è l’ordine cronologico”, ha risposto.
La campionessa ha spiegato di avere vissuto in modo diverso le critiche provenienti dal mondo dello sport rispetto a quelle arrivate da altri ambienti. “Nei miei confronti c’è stato accanimento”, ha dichiarato, lamentando il fatto che alcune contestazioni siano state espresse attraverso interviste e dichiarazioni pubbliche invece che direttamente alla persona interessata.
“Pensavo: ero lì a dieci metri da te, dimmelo in faccia se hai dei problemi”, ha aggiunto Pellegrini. Il punto, per lei, non riguarda soltanto il contenuto delle critiche, ma il modo in cui sono state formulate: “Tutti amiconi davanti e poi girano le spalle. A questa cosa non sono mai riuscita ad abituarmi”.
Le critiche che arrivavano dagli uomini
Pellegrini ha collegato questa esperienza a un altro elemento che, nel tempo, ha cercato di comprendere: la prevalenza maschile tra gli sportivi che l’hanno criticata pubblicamente. “Per tanti anni mi sono interrogata su come mai le critiche arrivassero ogni volta da uomini. Non ho mai capito perché ma ormai me ne sono fatta una ragione”, ha raccontato.
La nuotatrice ha contrapposto questo comportamento al proprio modo di affrontare i rapporti personali. “Io sono davvero una persona molto diretta e posso sembrare rude da alcuni punti di vista. Ma dico sempre quello che penso in faccia”, ha spiegato. Secondo il suo racconto, il problema nasce quando il confronto viene sostituito dalle dichiarazioni pubbliche: “Invece questi colleghi mi hanno sparlato alle spalle”.
Pellegrini ha anche precisato di non considerare possibile un’amicizia generalizzata tra tutti gli atleti. “Non si può essere tutti amici in questo mondo”, ha osservato. La distinzione, per lei, riguarda però il rapporto tra la normale distanza personale e il comportamento di chi mantiene una cordialità apparente per poi esprimere pubblicamente giudizi negativi.
Il primo dei tre episodi ricordati nel podcast risale al 2012 e riguarda Aldo Montano. L’ex schermidore, dopo i Giochi olimpici di Londra, aveva parlato dell’atmosfera nel villaggio olimpico e aveva individuato Pellegrini come una “nota stonata”.
Montano aveva raccontato che, secondo la sua esperienza, tra atleti dello stesso Paese fosse normale salutarsi quando ci si incontrava. A suo giudizio, Pellegrini non lo avrebbe fatto: “L’unica un po’ stronzetta, snob e altezzosa, era la Pellegrini. Se incontri uno con la tuta del tuo Paese è normale salutarsi, lei invece ogni volta tirava dritto”.
Il giudizio dell’ex schermidore era quindi legato soprattutto al comportamento della nuotatrice nel contesto olimpico. A distanza di anni, Pellegrini ha inserito quelle dichiarazioni nella sequenza delle delusioni personali che ha deciso di raccontare nel podcast.
Rosolino e il giudizio sulla campionessa
L’anno successivo arrivò il secondo episodio ricordato da Pellegrini, questa volta con Massimiliano Rosolino. Anche in quel caso il terreno dello scontro fu un’intervista e il giudizio riguardò non le prestazioni sportive, ma il modo di porsi della nuotatrice.
Rosolino aveva dichiarato al Corriere della Sera: “A 16 anni era già ‘principessa’, nonostante non avesse vinto ancora nulla”. Poi aveva ricordato la definizione di “maleducata” utilizzata nei suoi confronti e aveva aggiunto: “Fede o la ami o la odi. Io preferisco valutarla solo dal punto di vista tecnico, ma è sempre stata collocata su un piedistallo. Ci sta sopra ancora adesso, diciamo la verità”.
Le parole di Rosolino arrivarono quando Pellegrini era ancora nel pieno della carriera agonistica e contribuivano a quel confronto pubblico sull’immagine della campionessa che si era sviluppato parallelamente ai suoi risultati in vasca.
Per Pellegrini, però, il problema non è stato soltanto il giudizio ricevuto. È la distanza tra il rapporto personale e quello raccontato pubblicamente che, ancora oggi, considera difficile da accettare. “Apparentemente e di facciata sono tutti amici, poi ti voltano le spalle”, ha sintetizzato nel podcast.
Il terzo nome appartiene invece a una generazione più giovane del nuoto italiano. È Thomas Ceccon, che nel 2024 aveva risposto in modo netto a una domanda su Pellegrini: “Cosa rappresenta per me? Niente”. Ceccon aveva comunque distinto il giudizio sulla persona da quello sull’atleta: “L’ho vista allenarsi in tantissime occasioni e la ammiro come sportiva, ma per il resto no”.
Il caso Ceccon e la replica di Giunta
Ceccon aveva poi spiegato la propria posizione facendo riferimento ai rapporti personali: “Non è mai venuta a dirmi una parola. Si è sempre fatta i fatti suoi, quindi io mi faccio i miei”. Una dichiarazione che aveva riaperto il tema dei rapporti tra due generazioni del nuoto italiano, con Pellegrini ormai lontana dalle competizioni e Ceccon protagonista dell’attività internazionale.
La risposta di Pellegrini era arrivata durante il periodo della sua partecipazione a “Ballando con le Stelle”. Alla frase di Ceccon aveva replicato con una sola parola: “Incommentabile”. Successivamente era intervenuto anche Matteo Giunta, marito di Pellegrini ed ex suo allenatore.
“Il rispetto è il valore fondamentale alla base dello sport e della vita. Se non ce l’hai, puoi anche aver vinto le Olimpiadi, ma per me vali zero. Questo è tutto quello che ho da dire sull’argomento”, aveva scritto Giunta su Instagram.
Nel podcast, Pellegrini ha spiegato che proprio le critiche provenienti da altri sportivi hanno avuto un peso maggiore rispetto alle altre. La sua reazione, nel tempo, è diventata una forma di chiusura del rapporto: “Io ho proprio questo potere, cancello, nel senso che per me non esisti più, non c’è neanche più il problema”.
La campionessa considera questa reazione un meccanismo costruito negli anni. “Credo sia un meccanismo di protezione che si è innescato negli anni”, ha precisato. Non significa però che ogni rapporto interrotto sia definitivo.
Pellegrini ha infatti raccontato di avere ricucito con alcune persone, sia nel mondo dell’amicizia sia in quello professionale. Il passaggio decisivo, nel suo racconto, è stato il confronto diretto: “Ci sono tante persone con le quali ho ricucito, sia amiche che colleghi, che mi hanno detto: ‘Guarda che è uscita male, non intendevo questo nell’intervista’. Ma sono venuti loro direttamente da me”.
La possibilità di ricomporre un rapporto resta quindi legata a un chiarimento personale. “È capitato anche a me di essere travisata, quindi posso capire e a quel punto amici come prima”, ha concluso Pellegrini.
Oggi la campionessa racconta questa parte della propria storia anche da una posizione diversa rispetto agli anni delle gare. È moglie di Matteo Giunta e madre di Matilde e Rachele, nate rispettivamente nel 2024 e nell’aprile scorso. La carriera agonistica appartiene al passato, ma alcuni episodi di quel periodo restano nella memoria pubblica e nei rapporti tra gli ex protagonisti.
La classifica indicata a Giulia Salemi segue dunque una precisa successione temporale: Montano per le dichiarazioni successive a Londra 2012, Rosolino per quelle del 2013, Ceccon per le parole pronunciate nel 2024. Per Pellegrini, il punto comune non è il contenuto delle tre vicende, ma la modalità con cui le critiche sono arrivate: attraverso dichiarazioni pubbliche anziché attraverso un confronto diretto.
