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PoliticaPrimo Piano

Usa, riformare sistema e costruire muro con il Messico

Ultimo aggiornamento: 3 Gennaio 2018 9:55
Eleonora Fabbri
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Riformare il sistema e costruire il muro. Questi gli obiettivi in tema di immigrazione del presidente Donald Trump per il suo secondo anno alla Casa Bianca, durante il quale porterà avanti anche il suo programma di contrasto all’immigrazione irregolare e di rafforzamento dei controlli ai confini e della sicurezza nazionale. La promessa Nel gennaio 2017, pochi giorni dopo il suo ingresso alla Casa Bianca, Trump ha firmato due ordini esecutivi: uno per dare il via alla costruzione del muro con il Messico, l’altro per dar più poteri alle agenzie federali contro gli immigrati irregolari. Previsti dal primo ordine anche “l’assunzione di altri agenti per pattugliare il confine”, “più spazi per la detenzione di immigrati irregolari lungo il confine con il Messico”, “l’eliminazione del catch-and-release”, ovvero del rilascio subito dopo la cattura, e “la priorità per le azioni penali”. Il secondo ordine esecutivo prevede di “togliere i fondi federali alle sanctuary cities”, ovvero le città che proteggono gli immigrati irregolari, di “rafforzare i poteri dell’Ice (l’agenzia federale che si occupa di immigrazione, ndr) per arrestare, detenere e allontanare gli immigrati irregolari”, di “dare al dipartimento di Stato maggiori strumenti per rimpatriare gli immigrati irregolari e criminali con visti scaduti” e il ripristino di “programmi per la sicurezza delle comunità”. In un’intervista alla Abc, Trump ha detto che la costruzione del muro con il Messico sarebbe cominciata “nel giro di mesi” e che il Messico avrebbe pagato per la costruzione delle barriere.

LA SITUAZIONE Le autorità, però, lottano contro la mancanza di fondi. Il portavoce della Customs and Border Protection ha detto che l’agenzia non ha i soldi per i 5.000 nuovi assunti chiesti da Trump e nemmeno per la costruzione (o, per meglio dire, per il completamento) del muro (che esiste già). “Il muro sarà un’iniziativa importante per l’agenzia, una volta finanziato” ha detto Dan Hetlage. Senza soldi, la costruzione del muro non può cominciare. Il dipartimento per la Sicurezza interna ha speso circa 20 milioni di dollari per la costruzione di otto prototipi e per testarli, ma non sarà in grado di procedere senza l’approvazione in Congresso del finanziamento da 1,8 miliardi di dollari. Finanziamento che sarà al centro dello scontro tra repubblicani e democratici, visto che la minoranza ha più volte ribadito che non lo voterà, nemmeno in cambio della protezione legale per gli 800.000 Dreamers, ovvero gli immigrati arrivati senza documenti da bambini, privati dal prossimo 5 marzo del programma voluto da Barack Obama per farli vivere legalmente negli Stati Uniti. Per evitare l’ostruzionismo e procedere con l’approvazione in Senato, il finanziamento avrebbe bisogno del sostegno di 60 senatori, ma i repubblicani ne hanno solo 51.

I VISTI I repubblicani intendono anche riformare il sistema dei visti, partendo dall’eliminazione della migrazione a catena, ovvero la possibilità, per gli immigrati regolari, di sponsorizzare i parenti e portarli negli Stati Uniti. Recentemente, Trump ha chiesto la cancellazione di questa opportunità, dopo che un uomo, originario del Bangladesh e arrivato con un visto per i figli dei fratelli di cittadini statunitensi, ha tentato di compiere un attentato nella metropolitana di New York. Ad agosto, Trump ha dichiarato il proprio sostegno al piano dei senatori David Perdue e Tom Cotton, il Raise Act, per ridurre l’immigrazione legale del 50%, dimezzando il numero di Green Card emesse. Il piano prevede anche un tetto annuale di 50.000 ingressi per i rifugiati e la fine della lotteria per la Green Card. Inoltre, il piano prevede un sistema a punti per privilegiare i lavoratori specializzati.

IL DACA A settembre, Trump ha deciso di cancellare il Deferred Action for Childhood Arrivals (Daca), il programma voluto nel 2012 da Barack Obama che consentiva agli immigrati irregolari, entrati da bambini nel Paese, di evitare l’espulsione e ricevere un permesso di lavoro o di studio biennale e rinnovabile. Trump ha dato 6 mesi di tempo al Congresso, fino al 5 marzo, per trovare una soluzione appropriata per le quasi 800.000 persone interessate dal provvedimento. In cambio di un accordo per proteggere le persone che rischierebbero l’espulsione, il presidente vuole più controlli alle frontiere e il muro con il Messico. Per ora, i parlamentari stanno lavorando a diverse proposte.

TEMPORARY PROTECTED STATUS L’amministrazione Trump dovrà decidere entro giugno se garantire ancora la protezione temporanea a 57.000 honduregni tramite il Temporary Protected Status, un programma che fornisce una speciale protezione per gli stranieri, soprattutto provenienti dall’America Centrale, che emigrano per fuggire da guerre, disastri naturali e catastrofi, entrando negli Stati Uniti senza documenti. Washington ha invece già deciso di cancellare la protezione a circa 2.500 nicaraguensi, che avranno tempo fino al 5 gennaio 2019 per lasciare il Paese o regolarizzare la propria permanenza negli Stati Uniti. L’amministrazione ha poi reso noto che tale protezione sarà tolta anche a 59.000 haitiani.

TAGGATO:congressomuro messicoobamastati unitiTrump
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