Alexander Zverev è il nuovo campione del Roland Garros. Sul Philippe-Chatrier il tedesco conquista il primo titolo Slam della carriera superando Flavio Cobolli con il punteggio di 6-1, 4-6, 6-4, 6-7, 6-1.
Una finale rimasta aperta per oltre quattro ore e decisa soltanto nell’ultimo parziale, quando l’esperienza del numero uno tedesco ha prevalso sulla generosità dell’azzurro. Per Cobolli sfuma il titolo, ma resta un risultato destinato a cambiare la sua dimensione internazionale: da lunedì entrerà per la prima volta nella Top 10 del ranking mondiale.
Partenza tutta tedesca
L’avvio della finale è segnato dalla tensione. Zverev entra in campo con aggressività e ottiene immediatamente il break, approfittando delle difficoltà iniziali dell’italiano. Cobolli fatica a trovare profondità e continuità negli scambi, mentre il tedesco domina con il servizio e concede pochissimo nei propri turni di battuta.
Il primo set scorre rapidamente. Un secondo break consolida il vantaggio del tedesco, che chiude 6-1 in appena 34 minuti. La differenza emerge soprattutto nella gestione dei punti importanti e nella capacità di mantenere alta la qualità del gioco fin dalle prime battute.
La reazione dell’azzurro arriva però nel secondo parziale. Cresce la percentuale della prima di servizio, aumenta l’efficacia del diritto e cambia l’inerzia degli scambi. Dopo un equilibrio iniziale fino al 3-3, Cobolli trova il break nel settimo game e difende il vantaggio fino al 6-4 finale, riportando la sfida in perfetta parità.
Equilibrio fino al tie-break
Il terzo set è il più rappresentativo dell’intero incontro. I due giocatori procedono punto a punto, senza concedere spazi. Zverev, tuttavia, alza il livello nei momenti decisivi. Sul 5-4 trova il break che vale il 6-4 e torna avanti nel punteggio, sfruttando alcuni errori gratuiti dell’avversario.
L’italiano non accusa il colpo. Nel quarto set mostra personalità e coraggio, prende l’iniziativa e conquista subito un break. Il vantaggio, però, non basta per chiudere rapidamente il parziale. Zverev recupera e trascina il confronto verso un finale ad alta tensione.
Si arriva così al tie-break, il momento più spettacolare della partita. Cobolli mantiene lucidità e qualità tecnica nei punti più pesanti, riuscendo a imporsi 7-6 dopo un’ora e quindici minuti di battaglia. Il pubblico del centrale accompagna l’azzurro verso il quinto set, con la finale nuovamente in equilibrio.
La svolta nell’ultimo atto
Il parziale decisivo si apre con un copione diverso. Zverev parte meglio, ottiene subito il break e prende il controllo della partita. Cobolli accusa inevitabilmente il dispendio fisico accumulato durante una sfida lunga e intensa, mentre il tedesco gestisce con maggiore lucidità le fasi cruciali.
Nonostante qualche segnale di fastidio alla gamba sinistra, Zverev allunga rapidamente fino al 5-1 grazie a un secondo break. L’italiano prova a restare agganciato all’incontro, ma il divario diventa ormai difficile da colmare. Il set si chiude 6-1 e consegna il trofeo al tedesco.
Per Zverev il successo assume anche un valore storico. Con questa vittoria diventa il primo tedesco a conquistare il Roland Garros nell’Era Open e riporta uno Slam in Germania a trent’anni dall’ultimo trionfo firmato da Boris Becker. Per Cobolli resta invece un torneo di altissimo livello, culminato con la prima finale Slam della carriera e con l’ingresso tra i dieci migliori giocatori del mondo. Una sconfitta che certifica comunque il definitivo salto di qualità del tennis italiano.