Roma-Venezia, Mourinho: “Stanchi di arbitri e Var”

Roma-Venezia, Mourinho: “Stanchi di arbitri e Var”
José Mourinho
13 maggio 2022

Vigilia della penultima giornata di campionato per la Roma di Mourinho. Domani la formazione giallorossa affronterà il Venezia con il rischio che la finale di Conference a Tirana tolga concentrazione per il campionato.
“Spero e penso di no – dice il tecnico portoghese – C`è gente a cui interessa che finiamo ottavi e vinciamo la finale, sarebbe buono per il calcio italiano avere più italiane nelle coppe l`anno prossimo. Ma questo non si deve fare. Sarebbe un`ingiustizia e una mancanza di rispetto. Contro la Fiorentina eravamo stanchi, loro avevano un motore diverso, hanno giocato bene, però siamo stanchi di arbitri e Var che vengono puniti dopo le nostre gare, fermati per 3-4-5 settimane, come successo spesso. Questo è il modo per dire `hanno sbagliato e sono stati puniti`. Ma dove sono i punti che ci mancano? Noi possiamo arrivare quinti o ottavi, ancora è tutto aperto. Io non voglio affermare quello che ha detto il Psv che ha fatto i complimenti all`Ajax, agli arbitri e al Var. Io voglio arrivare quinto o sesto, le posizioni dove siamo sempre stati per tutto il campionato. Era il nostro obiettivo e faremo di tutto per centrarlo. Non ho paura di calci di concentrazione”.

La Roma è la squadra italiana che a fine stagione avrà giocato più partite, 55. Come si possono gestire le energie? Domani vedremo la migliore formazione possibile? Come gestirà Mkhitaryan? “Per Mkhitaryan non ci sarà nessuna gestione, domani non ci sarà perché è infortunato, non è nemmeno in dubbio. Non abbiamo la rosa per stravolgere la squadra, per fare 8-9 cambi. Non abbiamo il livello di esperienza né abbiamo due giocatori simili per ruolo. Dobbiamo vincere domani e arrivare all`ultima partita padroni del nostro destino, senza attendere i risultati degli altri incontro. Il Venezia domani si fioca il futuro, da parte nostra ci sarà una gestione minima, farò un paio di cambi” Come mentalità Zalewski può essere considerato un simbolo di questa squadra. “Non faccio tanta differenza di mentalità o di atteggiamento tra Zalewski e gli altri giovani. La differenza è che per lui è arrivata l`opportunità, in un momento in cui la squadra aveva bisogno, in un momento per noi di rischio, e lui si è fatto trovare pronto. Lui rappresenta al meglio cosa siamo e cosa vogliamo in riferimento al nostro rapporto con la Primavera. Tante volte i ragazzi lavorano con noi, la prossima stagione ne prenderemo altri da far crescere. E in questo senso Zalewski è un esempio positivo”.

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Poi Mourinho si dice sicuro. Arriverà per la Roma il momento del grande salto. “Io penso di sì. In questo è importante l`organizzazione e noi l`abbiamo, stiamo crescendo da agosto a ora. Quando parliamo di Zalewski parliamo di giocatori che hanno bisogno di tempo. Ci sono squadre dove il tempo non esiste. Poi è una questione di qualità e quantità: noi in determinati momenti della stagione abbiamo sofferto anche per una questione di quantità. La proprietà vuole arrivare in alto, e anche io, o non sarei qui. Abbiamo organizzazione, abbiamo tempo, abbiamo qualche talento, abbiamo la passione dei tifosi. Dobbiamo continuare a migliorare e vediamo che accade la prossima estate. Ora però pensiamo solo alle tre partite che mancano per concludere questa stagione”. Domani sarà l`ultima all`Olimpico, il momento per ringraziare i tifosi: “È il minimo che possiamo fare. Posso farlo io qui, i giocatori sui social media, ma è simbolico che venga fatto al termine della gara contro il Venezia, meglio se dopo una vittoria. Al di là del risultato di domani, al di là del mio piede che Kumbulla ha distrutto ieri, dobbiamo fare un giro di campo per ringraziarli. I tifosi sono stati fantastici. Voglio fare gli auguri a Zeman visto che ieri è stato il suo compleanno”)

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