Scommesse, Berrettini: “Minacce alla mia famiglia, serve più protezione per i giocatori”

Il numero del fratello del tennista era stato raggiunto durante il torneo di Parigi da messaggi intimidatori. La denuncia arriva mentre gli Us Open hanno annunciato una partnership con Kalshi per i mercati di previsione sportiva.

Matteo Berrettini

Matteo Berrettini

Berrettini ha denunciato il lato più rischioso del rapporto tra tennis e scommesse dopo la vittoria contro Stan Wawrinka al primo turno degli Us Open. Il tennista romano ha raccontato che durante il Roland Garros suo fratello aveva ricevuto sul telefono messaggi con minacce rivolte alla sua famiglia. “Al Roland Garros ha ricevuto dei messaggi sul telefono con minacce alla mia famiglia e cose di questo tipo”, ha riferito Berrettini.

La vicenda, ha spiegato, riguarda un problema che richiede una risposta organizzata da parte del tennis. “È un tema delicato”, ha dichiarato il giocatore, chiedendo di “proteggere i giocatori e fare tutto il possibile per creare un ambiente sicuro per tutti”. Berrettini ha aggiunto: “Penso che dovremmo creare una struttura più forte, non so, un comitato più forte per proteggere i giocatori”.

Il problema parte anche dai Challenger

Secondo Berrettini, le pressioni non si concentrano soltanto sui tornei più importanti. Il tennista ha raccontato di aver assistito soprattutto nei Challenger a comportamenti del pubblico difficili da controllare, anche attraverso video nei quali gli spettatori oltrepassavano i limiti.

La difficoltà, ha spiegato, riguarda anche la possibilità di individuare in anticipo chi possa rappresentare un rischio. “Non è facile dire: tu puoi entrare e tu non puoi entrare, perché non sai come si comporteranno, ma qualcosa sicuramente va fatto”, ha sottolineato.

Il tema della sicurezza assume un peso maggiore in un circuito nel quale le scommesse sportive hanno acquisito una presenza crescente. Il problema non riguarda soltanto gli episodi di violenza sugli spalti, ma anche le pressioni esercitate direttamente sui giocatori quando una partita diventa oggetto di puntate.

Agli Us Open cresce il legame con le previsioni

Il caso sollevato da Berrettini arriva mentre gli Us Open hanno annunciato una partnership pluriennale con Kalshi, indicata come “Official Prediction Market Partner”. Gli organizzatori hanno assicurato di avere predisposto sistemi per tutelare l’integrità delle competizioni.

L’espansione dei rapporti con il settore delle previsioni sportive aumenta però l’esposizione degli atleti alle conseguenze delle scommesse. I giocatori possono diventare il bersaglio diretto di chi subisce una perdita o cerca di condizionare l’esito di una partita.

Il precedente di Lucrezia Stefanini

Berrettini ha richiamato anche il caso di Lucrezia Stefanini. Prima delle qualificazioni di Indian Wells, la tennista italiana aveva ricevuto sul proprio numero WhatsApp minacce di morte nel caso in cui non avesse perso la partita.

Ai messaggi erano state aggiunte una fotografia di una pistola e informazioni sui genitori e sul luogo di nascita della giocatrice. La Wta aveva rafforzato immediatamente le misure di sicurezza, accompagnando Stefanini fino alla macchina dopo il match.

Stefanini aveva comunque deciso di giocare e completare la partita, senza consentire alle minacce di modificare la propria attività sportiva. Il suo caso e quello raccontato da Berrettini mostrano due modalità dello stesso problema: le pressioni generate dal mondo delle scommesse possono uscire dal perimetro della competizione e raggiungere direttamente i tennisti e le loro famiglie.

Per Berrettini, la risposta passa dalla costruzione di strumenti di protezione più solidi. La questione riguarda così non soltanto l’integrità dei risultati, ma anche la sicurezza personale degli atleti che partecipano al circuito.