Sandra Bullock e Nicole Kidman tornano streghe nel sequel di “Amori & incantesimi”
Dal 10 settembre arriva nelle sale il nuovo film diretto da Susanne Bier, ambientato 28 anni dopo il primo capitolo. Le due attrici riprendono i ruoli di Sally e Gillian Owens, insieme a tre generazioni della famiglia.
Sandra Bullock e Nicole Kidman
Sandra Bullock e Nicole Kidman tornano a interpretare Sally e Gillian Owens in “Amori & incantesimi 2”, nelle sale dal 10 settembre. A 28 anni dal successo del primo film, Susanne Bier riporta sullo schermo le due sorelle e allarga la storia a tre generazioni di streghe, unite nella lotta per poter scegliere il proprio destino.
Nel primo capitolo le sorelle Owens affrontavano la maledizione che impediva alle donne della famiglia di vivere pienamente l’amore. Il nuovo film conserva il legame con quella storia ma concentra il conflitto sulle scelte individuali e sul giudizio degli altri. Sally e Gillian sono molto diverse, ma si trovano a combattere per un obiettivo comune.
La forza nasce dalle differenze
Bullock descrive Sally come una donna segnata dalla paura, mentre Gillian, interpretata da Kidman, appare più libera. La distanza tra i due personaggi diventa però anche la loro risorsa: “La mia Sally ha paura di tutto, mentre lei interpreta una specie di farfalla, libera, ma che non ha mai provato veramente l’amore. La loro forza nasce dallo scambio”, ha spiegato Bullock.
La nuova commedia affronta anche il tema dell’invidia e del confronto con gli altri. Bullock lega il problema alla necessità di riconoscere l’unicità di ogni persona: “Credo che l’invidia sia una cosa veramente tossica, perché poi ognuno di noi è unico, è nato per fare qualcosa di unico”. Per l’attrice, il rapporto tra le due sorelle diventa così il centro della vicenda.
Tre generazioni contro il giudizio
Il film riunisce tre generazioni della famiglia Owens, chiamate a difendere la possibilità di vivere secondo le proprie scelte. La sorellanza non viene presentata soltanto come un rapporto familiare, ma come una forma di solidarietà tra donne che affrontano lo stesso giudizio esterno.
Bullock ha collegato questo tema anche alla dimensione collettiva della vita e del lavoro artistico: “Adesso sicuramente siamo più coraggiose, dobbiamo farci sentire, stare insieme”. Secondo l’attrice, per chi racconta storie la capacità di riunire persone e comunità rappresenta una delle funzioni più importanti del cinema.
Kidman legge invece il proprio personaggio attraverso un diverso rapporto con ciò che la vita concede. Gillian sostiene di poter avere una vita soddisfacente anche senza l’amore, concentrandosi su ciò che possiede anziché su ciò che le manca. Ma la possibilità di un cambiamento resta aperta: “Anche se poi qualcosa arriva, quindi c’è sempre qualcosa di meraviglioso che può accadere”.
Il sequel mantiene così il legame con la vicenda delle sorelle Owens e sposta il centro del racconto sulla capacità di affrontare insieme le pressioni esterne. La diversità tra Sally e Gillian non viene eliminata: è proprio attraverso quello scambio che la famiglia trova la propria forza.
