Sesso? Impotenza segreto inconfessato di 3 milioni di italiani

Sesso? Impotenza segreto inconfessato di 3 milioni di italiani
12 ottobre 2020

Tre milioni `certificati`, ma altri tre milioni sommersi e difficili da individuare. Sono questi i numeri del peggior segreto per gli uomini, quello dell`impotenza sessuale, della cosiddetta disfunzione erettile. Un ambito in cui regna l`ignoranza, la paura, il timore di essere giudicati. E che accomuna l`Italia – con pochi distinguo – agli altri paesi europei. Già, perché stando ai dati più recenti analizzati dalla Società Italiana di Urologia (SIU), i nostri connazionali non sono poi così preparati quando si parla di difficoltà di erezione: un italiano su due (52,5%) è convinto infatti che il problema colpisca necessariamente i maschi dalla mezza età in avanti, con un 25% secondo cui il problema riguarderebbe la fascia 50-80 anni e un altro 27,5% ancora più preciso nell`individuare i più a rischio i soli over 50. Mentre non è affatto cosi: è vero che il rischio di disfunzione erettile cresce con il passare degli anni, ma colpisce uomini di tutte le età e le etnie.

“Le linee guida sulla salute sessuale 2020 della European Association of Urology (EAU) confermano un`alta prevalenza e una notevole incidenza di disfunzione erettile in tutto il mondo, riportando un valore medio del 52% negli uomini nella fascia di età compresa tra i 40 e i 70 anni – spiega il prof. Walter Artibani, segretario generale della SIU -. È vero che il rischio di disfunzione erettile cresce con il passare degli anni, ma colpisce uomini di tutte le età e le etnie. È sorprendente come ancora una così ampia fetta di persone non sappia cosa sia la disfunzione erettile, che ormai è considerata una patologia maschile di riscontro comune, mentre sarebbero tanti i motivi per approfondire le proprie conoscenze. Secondo i nostri dati, infatti – prosegue Artibani – il 32,5% degli uomini riferisce di avere una vita sessuale poco soddisfacente; un altro 28,5% racconta di essere incorso in problemi di erezione almeno una volta la settimana; e c`è addirittura un 38% che spiega di aver riscontrato difficoltà sotto le lenzuola da lungo tempo, un periodo compreso tra i 6 mesi e i due anni”.

L`indagine sottolinea molte altre carenze nell`informazione: prima tra tutte la conoscenza dei trattamenti per la disfunzione erettile nel nostro Paese è molto, troppo limitata. Più di un italiano su tre (il 36,5%) ignora che i problemi di erezione possano essere curati, l`84,5% degli intervistati ha sentito parlare solo di terapia farmacologica orale, mentre oltre il 90% ignora alternative, alcune persino scontate come un sostegno psico-sessuale, altre più complesse ma disponibili e sperimentate come la terapia iniettiva (che consiste in iniezioni nei corpi cavernosi del pene), l`impiego dei vacuum device (i dispositivi meccanici che sfruttano il vuoto creato da una pompa aspirante per indurre un’erezione del pene), oppure la chirurgia protesica.

Se gli italiani sono poco preparati, altrettanto e forse anche peggio si può dire degli uomini europei. Un`indagine commissionata dall`European Association of Urology (EAU) su un campione di 3032 donne e uomini, tra i 20 e i 70 anni, residenti anche in Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, ha rivelato come la stragrande maggioranza degli intervistati sappia pochissimo di questa malattia. Quasi tutti non sanno che cosa comporta, uno su quattro non ha mai sentito parlare neanche di uno dei sette principali trattamenti terapeutici. E alla domanda “che cos`è la disfunzione erettile?”, il 34% dà una risposta scorretta mentre il 17% addirittura non sa cosa sia. I meno preparati? I tedeschi; i migliori, invece, gli spagnoli.

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