Sindacati-Regione su Ast, servono 28 mln

12 luglio 2014

 Garantire i 28 milioni di euro al posto dei 19 annunciati come contributo 2014, insufficienti per la sopravvivenza dell’Ast, chiudere subito la trattativa Regione-Azienda sul pregresso quantificando l’importo che spetta all’Azienda siciliana trasporti come compensazione per gli iniqui importi del contratto di servizio applicati nel passato, somme da destinare al rinnovo del parco mezzi per sostituire i bus ormai obsoleti. Sono alcune delle proposte sul futuro e per la sopravvivenza dell’Ast, lanciate dai sindacati Fit Cisl, Filt Cgil, Uiltrasporti, Ugl, Cisal e Cobas Sicilia durante l’incontro che si e’ tenuto ieri sera con il Presidente della Regione Crocetta sulla vertenza Ast. 

“Al governatore – dicono i sindacalisti – abbiamo chiesto anche l’aumento del compenso a chilometri dei contratti a partire dal 2015, di rivedere poi tutte le concessioni del trasporto pubblico locale evitando dunque proroghe delle attuali concessioni a privati, e di affidare ad Ast invece che a Trenitalia, i chilometri cosiddetti gommati, su strada”. “La dirigenza dell’Ast deve essere coinvolta nella fase di contrattazione dei nuovi contratti dopo il 2015 e soprattutto nello studio del nuovo piano regionale dei trasporti”. Dalla Regione la rassicurazione della centralita’ dell’Ast, nel settore del trasporto pubblico locale. “Il Presidente Crocetta – spiegano i sindacati – ha garantito l’impegno della Regione affinche’ l’Ast, che negli anni e’ stata sempre penalizzata, venga posta al centro di un programma di rilancio che parta dall’acquisto del parco mezzi attraverso un finanziamento Irfis”. Sulla privatizzazione, “siamo tutti d’accordo sulla necessita’ di evitare svendite, per noi la privatizzazione e’ possibile solo dopo che tutte le nostre richieste verranno accolte”: Nelle prossime settimane si terra’ un tavolo per discutere dei prossimi passi della vertenza alla Regione alla presenza dei vertici aziendali e dell’assessorato ai Trasporti. “I lavoratori sono stanchi – concludono i sindacati – da anni ogni mese vivono l’attesa dello stipendio nell’incertezza, cosi’ come incerto e’ il futuro del loro posto di lavoro, e’ ora di dare risposte”.

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