Sinner allunga il recupero: salta Cincinnati e punta tutto sugli US Open

Il numero uno del mondo resta al lavoro a Torino per ridurre l’infiammazione all’articolazione destra. L’obiettivo è arrivare negli Stati Uniti con giorni sufficienti per allenarsi sul cemento.

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Jannik Sinner

Jannik Sinner ha ufficializzato il ritiro dal Masters 1000 di Cincinnati dopo aver consultato i medici e il proprio team: il ginocchio destro continua a dare problemi e l’azzurro ha scelto di allungare il recupero prima di tornare a competere. La decisione, maturata dopo giorni di valutazioni, sposta direttamente allo US Open il rientro in gara dopo Wimbledon.

“Dopo aver consultato i medici e il mio team, devo annunciare che sono costretto a ritirarmi dal Masters 1000 di Cincinnati”, ha spiegato Sinner. “Il ginocchio destro mi sta dando qualche problema e, nonostante abbiamo lavorato duramente con il mio staff medico, devo accettare il fatto che non sono ancora pronto per competere”.

La rinuncia arriva mentre il programma terapeutico prosegue. Dopo la visita a Milano dal fisiatra Melegati, che gli aveva prescritto un ciclo di onde d’urto, Sinner continuerà per altri cinque o sei giorni il lavoro al J Medical di Torino. Anche oggi il numero uno del mondo si è sottoposto a una nuova seduta di onde d’urto, all’interno del percorso fisioterapico già stabilito.

Il recupero prosegue a Torino

Il problema al ginocchio, secondo quanto riferito, non presenta danni strutturali. Resta però un’infiammazione che richiede tempo e soprattutto l’assenza di accelerazioni nel rientro all’attività agonistica. Per questo la rinuncia all’appuntamento dell’Ohio non modifica soltanto il calendario, ma diventa parte integrante del programma di recupero.

Sinner avrebbe dovuto raggiungere Cincinnati per tornare in campo e difendere il risultato ottenuto nel 2025. La scelta dello staff è stata invece quella di privilegiare il recupero completo, rinunciando a una settimana di gare per guadagnare giorni di lavoro fisico e terapeutico.

Il significato della decisione è quindi soprattutto nella gestione dei tempi. Il numero uno del mondo non ha indicato un nuovo torneo intermedio per il rientro: l’obiettivo dichiarato è preparare nelle condizioni migliori lo US Open, appuntamento che rappresenta il principale traguardo della trasferta americana.

“Non vedo l’ora di tornare l’anno prossimo e ora mi concentrerò sulla preparazione per gli US Open”, ha aggiunto Sinner, dopo aver espresso il proprio rammarico per l’assenza dal torneo. L’azzurro ha anche augurato a Bob Moran e al suo staff un torneo di successo.

Meno partite, più giorni per prepararsi

La rinuncia a Cincinnati comporta inevitabilmente una riduzione delle partite sulla superficie americana prima dello Slam. Sinner perde così un’occasione di rodaggio sul cemento, ma ottiene in cambio un margine più ampio per completare il lavoro sul ginocchio e organizzare la preparazione senza l’urgenza di una gara ufficiale.

Il piano più probabile prevede la partenza per gli Stati Uniti dopo il 16 agosto, giorno in cui Sinner festeggerà il suo 25° compleanno. L’idea è raggiungere New York con diversi giorni di anticipo rispetto all’inizio dello Slam, così da poter lavorare sul cemento, ritrovare progressivamente le sensazioni di gioco e adattarsi alle condizioni ambientali.

Il tempo a disposizione servirà anche a verificare la risposta del ginocchio al ritorno all’attività sul campo. L’obiettivo è ridurre l’infiammazione e arrivare a Flushing Meadows con un quadro fisico stabile, senza trasformare la prima partita ufficiale in un test forzato delle condizioni dell’articolazione.

La programmazione tiene conto anche delle caratteristiche della trasferta americana. Caldo e umidità, oltre alla superficie in cemento, richiedono una fase di adattamento che Sinner potrebbe svolgere lontano dalla pressione immediata del torneo. La priorità resta completare il recupero prima di aumentare il carico agonistico.

Una gestione già sperimentata

La scelta di arrivare in anticipo al luogo del torneo non sarebbe una novità nella gestione della stagione di Sinner. Dopo l’eliminazione a Doha, l’azzurro aveva raggiunto Indian Wells con largo anticipo, impostando in California una preparazione specifica in vista del Sunshine Double.

Una strategia simile era stata adottata anche prima di Wimbledon. Sinner aveva raggiunto l’Inghilterra una decina di giorni prima dell’inizio del torneo, utilizzando quel periodo per lavorare sulle condizioni di gioco dopo la delusione della finale del Roland Garros. A Church Road era poi arrivato il bis.

Il precedente non significa che il percorso attuale sarà identico. La differenza è rappresentata dal problema al ginocchio, che impone una gestione più prudente dei carichi e rende la fase terapeutica il passaggio decisivo prima del ritorno alle partite.

Per questo Cincinnati viene sacrificata a favore di una preparazione più lunga. Il calendario offre a Sinner meno occasioni per testarsi, ma anche la possibilità di non anticipare un rientro che lo staff considera ancora prematuro.

Il ritorno slitta direttamente a New York

Dopo Wimbledon, dunque, Sinner non tornerà in gara in Ohio. Il prossimo appuntamento previsto è lo US Open, con la preparazione americana che dovrebbe iniziare dopo il compleanno e proseguire fino all’esordio a Flushing Meadows.

Restano da verificare nei prossimi giorni la risposta alle terapie e l’evoluzione dell’infiammazione. Non sono stati indicati tempi più precisi per il ritorno agli allenamenti agonistici né una data per la ripresa delle partite: la decisione su questi passaggi dipenderà dall’esito del lavoro fisioterapico.

La rinuncia a Cincinnati elimina quindi dal percorso una tappa importante, ma consente a Sinner di concentrare il programma su un unico obiettivo. Il rientro sarà legato alle condizioni del ginocchio, mentre il lavoro negli Stati Uniti servirà a recuperare progressivamente ritmo e familiarità con il cemento.

Per il numero uno del mondo la scelta è così una questione di calendario e di gestione fisica: meno tennis ufficiale prima dello Slam, più tempo per completare il recupero e arrivare a New York senza forzare i tempi.