Tensioni nella Lega: Salvini congela il ritiro e allunga la fase territoriale

Matteo Salvini e Luca Zaia

Matteo Salvini e Luca Zaia

Il segretario federale della Lega Matteo Salvini ha posticipato il ritiro programmatico del partito inizialmente previsto per il 4 e 5 luglio. Attraverso una nota del responsabile Enti locali Stefano Locatelli, il Carroccio ha annunciato un ampliamento del lavoro del Tavolo dei territori con tre riunioni aggiuntive, prima di riunire l’intero gruppo parlamentare federale.

La road map aggiornata prevede una prima riunione già la prossima settimana, seguita da altre due già programmate. A queste sedute parteciperanno anche ospiti esterni chiamati a fornire contributi su temi specifici: l’attuazione dell’autonomia in tutte le regioni, la sicurezza urbana, la sanità con particolare attenzione all’abbattimento delle liste d’attesa, il Piano Casa, l’accelerazione delle Zone economiche speciali (ZES), l’ambiente, la rigenerazione urbana e il sostegno alle aree ad alto tasso di inquinamento.

I componenti del Tavolo dovranno elaborare proposte operative valorizzando le esperienze e le esigenze provenienti dai territori. Solo al termine di questo percorso di approfondimento sarà convocata la due giorni con il segretario federale e tutti i parlamentari della Lega, finalizzata a definire le priorità e le battaglie politiche in vista delle elezioni del 2027.

Le richieste dell’ala nordista

La decisione congela temporaneamente il confronto interno sollecitato da tempo dai governatori del Nord. L’ala settentrionale del partito non appare sorpresa dal rinvio. “Ce lo aspettavamo”, hanno commentato fonti qualificate. Pur garantendo il proprio contributo al Tavolo, i rappresentanti delle Regioni del Nord intendono portare sul tavolo questioni di linea politica più generali.

Tra i nodi evidenziati: come conciliare sovranismo in Europa e federalismo in Italia, quale collocazione scegliere nel Parlamento europeo per portare le istanze delle imprese del Nord, e le criticità di alcune scelte di governo. Il Piano Casa viene definito iper-centralista, mentre sulla riforma dei medici di medicina generale si sarebbe proceduto senza un adeguato coinvolgimento dei territori. Viene inoltre posta la questione se continuare a puntare sugli interventi straordinari al Sud legati al Pnrr o rafforzare le aree più competitive del Paese. Non manca il riferimento all’ingresso di Roberto Vannacci e alla concorrenza sul medesimo segmento elettorale.

La replica dei fedelissimi di Salvini

I sostenitori più vicini al segretario respingono nettamente questa lettura. “La discussione interna sta diventando surreale”, sostengono. Al Tavolo, chi ha proposte concrete per il Nord può presentarle liberamente. Secondo loro, l’enfasi sul “parlare di Nord” rischia di ridursi a uno slogan per mascherare una carenza di elaborazione politica.

Si chiede esplicitamente cosa proporrebbe un eventuale coordinamento unitario delle Leghe del Nord sotto figure come Luca Zaia, al di là dei temi etici. Il ragionamento porta al sospetto che parte delle critiche sia strumentale. Resta comunque condivisa la necessità di rilanciare il messaggio sulla sicurezza, pur con una comunicazione più calibrata. Viene citato il caso del governatore Attilio Fontana, che denuncia il trasferimento di risorse dal Nord a Roma, dove però siede il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, esponente della stessa Lega.

Le tensioni attuali ripropongono una divisione mai completamente superata nella storia del partito: da movimento federalista e secessionista del Nord negli anni Novanta a soggetto sovranista nazionale sotto la guida di Salvini. Il ritorno delle istanze territoriali riflette le difficoltà di un partito che governa in una coalizione dominata da Fratelli d’Italia e deve gestire equilibri complessi tra esigenze regionali e vincoli nazionali di bilancio.

Verso le Politiche

La nuova road map mira a ricondurre il dibattito su binari più operativi prima di un confronto politico ad alto livello. Il rinvio evita uno scontro immediato ma non lo elimina. Il successo dell’operazione dipenderà dalla capacità del Tavolo di produrre proposte concrete e condivise. Per Salvini si tratta di preservare l’unità del partito in una fase delicata, con lo sguardo già rivolto alle elezioni politiche del 2027.

I governatori del Nord, dal canto loro, cercheranno di utilizzare il Tavolo per ribadire il peso delle proprie realtà amministrative. L’esito del percorso inciderà sulla capacità della Lega di presentarsi compatta alle prossime scadenze elettorali e di ridefinire un’identità chiara tra tutela delle specificità territoriali e ambizione nazionale.