Nastri d’Argento 2026, Paolo Sorrentino domina con otto riconoscimenti per “La grazia”
Redazione 25 Giugno 2026
Paolo Sorrentino
Otto premi su nove candidature. È il bilancio con cui “La grazia” di Paolo Sorrentino chiude la serata dei Nastri d’Argento 2026, confermandosi il film più premiato dell’anno. La manifestazione del Sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici italiani, giunta all’ottantesima edizione, premia inoltre opere popolari, produzioni d’autore e nuovi talenti, offrendo una fotografia significativa dello stato del cinema nazionale.
Dai riconoscimenti agli interpreti ai premi tecnici, fino agli omaggi alle donne dell’audiovisivo, la cerimonia del Teatro Argentina restituisce l’immagine di un settore impegnato a valorizzare sia l’eccellenza consolidata sia il ricambio generazionale.
Sorrentino ottiene il premio per il miglior film, la migliore regia e la migliore sceneggiatura. A questi si aggiungono i riconoscimenti per gli interpreti e per alcuni comparti tecnici fondamentali della produzione, confermando il consenso raccolto dal film fin dalla sua presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia.
Il dominio nelle categorie principali
Tra i premi assegnati a “La grazia” figurano quelli ad Anna Ferzetti e a Milvia Marigliano, premiata come migliore attrice non protagonista. Toni Servillo ottiene invece il riconoscimento come miglior attore protagonista, condiviso ex aequo con Valerio Mastandrea per “Cinque secondi” di Paolo Virzì.
Il film si impone anche sul piano tecnico. Daria D’Antonio riceve il Nastro per la fotografia, mentre Emanuele Cecere e Mirko Perri vengono premiati per il sonoro. Un risultato che coinvolge l’intera filiera produttiva dell’opera, realizzata da The Apartment, società del gruppo Fremantle, in associazione con Numero 10 e distribuita da Piperfilm.
L’ampiezza dei riconoscimenti assegnati a “La grazia” conferma il favore riscontrato presso la critica cinematografica. La pellicola aveva già attirato particolare attenzione al Festival di Venezia, dove era stata accolta come uno dei titoli più rilevanti della stagione.
L’omaggio alle protagoniste
L’ottantesimo anniversario dei Nastri è stato segnato anche da una scelta simbolica. Il direttivo del Sindacato ha deciso di rinunciare ai tradizionali premi alla carriera per dedicare la ricorrenza a un omaggio collettivo alle donne del cinema italiano.
In apertura della serata Monica Guerritore ha ricevuto un premio speciale per “Anna”, il progetto dedicato ad Anna Magnani che intreccia biografia artistica e vicenda personale dell’attrice romana. Alla Guerritore è stata consegnata una riproduzione esclusiva del Nastro ricevuto dalla stessa Magnani nel 1946, anno della prima edizione del premio e passaggio storico per la nascente Repubblica italiana.
Accanto alla Guerritore, il Sindacato ha voluto rendere omaggio a otto figure rappresentative di diverse professioni del settore audiovisivo. Tra queste le attrici Alba Rohrwacher e Teresa Saponangelo, le registe e sceneggiatrici Francesca Archibugi e Laura Samani, la costumista Nicoletta Ercole, la produttrice Tilde Corsi, la direttrice della fotografia Francesca Amitrano e la segretaria di edizione Chiara Milani.
La presidente Laura Delli Colli ha spiegato la scelta sottolineando la volontà di celebrare non solo le personalità più note ma anche le professioniste che operano lontano dai riflettori. “Abbiamo deciso di siglare questi primi 80 anni così importanti per i Nastri d’Argento senza i tradizionali Premi alla carriera ma con un omaggio speciale dedicato alle donne del cinema”, ha dichiarato.
Successi popolari e commedie
Tra i riconoscimenti più significativi figura anche il Nastro dell’Anno assegnato a “Buen Camino” di Gennaro Nunziante, film che ha segnato il ritorno sul grande schermo di Checco Zalone e che si è imposto come uno dei maggiori successi di pubblico della stagione.
Nella sezione dedicata alla commedia viene invece premiato “La vita va così” di Riccardo Milani. I giornalisti cinematografici hanno valorizzato un’opera capace di affrontare temi sociali partendo da un episodio di cronaca e traducendoli in un racconto accessibile al grande pubblico.
Il riconoscimento coinvolge anche la filiera produttiva del film, realizzato da Ourfilms e Wildside, rispettivamente appartenenti ai gruppi Mediawan e Fremantle, in collaborazione con altri partner industriali e distributivi. Un segnale della crescente centralità delle grandi società di produzione nel panorama audiovisivo italiano contemporaneo.
I premi agli interpreti
La sezione dedicata agli attori e alle attrici offre una fotografia articolata del cinema italiano attuale, diviso tra interpreti affermati e nuove generazioni.
Claudia Pandolfi viene premiata per la sua interpretazione in “2 cuori e 2 capanne” di Massimiliano Bruno, mentre Giuseppe Battiston ottiene il riconoscimento per “Lavoreremo da grandi” diretto da Antonio Albanese.
Particolare attenzione viene riservata a Francesco Gheghi, il più giovane tra i candidati di questa edizione. L’attore riceve il Nastro come miglior non protagonista per “40 secondi” di Vincenzo Alfieri, film dedicato all’omicidio di Willy Monteiro Duarte. La pellicola conquista inoltre i premi per il montaggio e per il casting.
I riconoscimenti confermano una tendenza consolidata negli ultimi anni: l’interesse crescente della critica verso opere che affrontano temi sociali e vicende di forte impatto civile, senza rinunciare alla dimensione narrativa e cinematografica.
Spazio ai nuovi talenti
Una parte significativa della manifestazione è stata dedicata agli esordi e al ricambio generazionale. A distinguersi è soprattutto “Primavera” di Damiano Michieletto, che ottiene tre Nastri d’Argento.
Oltre al premio per la migliore opera prima, il film viene premiato per la colonna sonora firmata da Fabio Massimo Capogrosso e per i costumi realizzati da Maria Rita Barbera e Gaia Calderone.
Il Premio Speciale BNL BNP Paribas viene assegnato alla regista Margherita Spampinato per “Gioia mia”, ulteriore segnale dell’attenzione riservata alle nuove autrici.
Tra i giovani interpreti, Beatrice Savignani riceve il Premio Guglielmo Biraghi grazie al ruolo da protagonista in “Le cose non dette” di Gabriele Muccino. Adalgisa Manfrida viene invece segnalata per “Ultimo Schiaffo” di Matteo Oleotto nell’ambito del Premio Graziella Bonacchi, riconoscimento dedicato alla memoria dell’agente che contribuì a lanciare numerosi protagonisti del cinema italiano contemporaneo.
Ai più giovani è rivolto anche il Premio Nastri d’Argento – Nuovo Imaie, assegnato a Tommaso Cassissa e Adriano Moretti per “Notte prima degli esami 3.0”.
Tecnici, musica e prospettive
La serata ha confermato il peso crescente delle categorie tecniche nella valutazione complessiva delle opere cinematografiche. Oltre ai premi già assegnati per fotografia, sonoro e costumi, il riconoscimento per la migliore scenografia va a Gaspare De Pascali e Carlotta Desmann per “Duse”.
Il premio per la migliore canzone originale viene invece attribuito a “Le cose non dette”, brano scritto da Marcello Grilli, Alessandro Mahmoud e Paolo Buonvino, interpretato da Mahmood per il film omonimo di Gabriele Muccino.
L’edizione 2026 dei Nastri d’Argento restituisce così l’immagine di un cinema italiano caratterizzato dalla coesistenza di autori affermati, produzioni industriali sempre più strutturate e nuove generazioni di registi e interpreti. Il trionfo di Sorrentino rappresenta il dato più evidente della serata, ma accanto ai risultati del regista napoletano emerge anche la volontà del settore di investire sulla pluralità delle professionalità e sul rinnovamento creativo. A ottant’anni dalla nascita del premio, il quadro delineato dal voto dei giornalisti cinematografici conferma la centralità dei Nastri come osservatorio privilegiato delle trasformazioni dell’industria audiovisiva italiana.
