ILFOGLIETTONE.ITILFOGLIETTONE.ITILFOGLIETTONE.IT
Ridimensionatore del carattereAa
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cronaca
  • Salute e Benessere
  • Scienza e Tecnologia
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Rubriche
    • Ricette
    • Pensieri&Parole
    • L’editoriale
  • Multimedia
    • VIDEO NOTIZIE
Lettura: Turchia-Usa, la guerra dei “visti”. I motivi della crisi tra i due Paesi
Ridimensionatore del carattereAa
ILFOGLIETTONE.ITILFOGLIETTONE.IT
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cronaca
  • Salute e Benessere
  • Scienza e Tecnologia
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Rubriche
  • Multimedia
Search
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cronaca
  • Salute e Benessere
  • Scienza e Tecnologia
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Rubriche
    • Ricette
    • Pensieri&Parole
    • L’editoriale
  • Multimedia
    • VIDEO NOTIZIE
Hai già un account? Accedi
Seguici
PoliticaPrimo Piano

Turchia-Usa, la guerra dei “visti”. I motivi della crisi tra i due Paesi

Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2017 11:58
Eleonora Fabbri
Condividi
Condividi

La sospensione del rilascio dei visti per non-immigranti nelle missioni diplomatiche americane in Turchia da parte degli Stati Uniti ha avuto l`effetto di un fulmine a cielo sereno per il governo turco. Dopo la comunicazione dell`ambasciata USA della capitale turca, oggi l`ambasciata turca a Washington ha annunciato a sua volta che avrebbe bloccato il rilascio di visti per i cittadini statunitensi. Nonostante il governo turco abbia successivamente chiamato la controparte americana a revocare la propria decisione, la situazione resta estremamente tesa di fronte alla sanzione diplomatica più pesante mai imposta dagli Stati Uniti al paese anatolico. E dopo appena due settimane dall`incontro tra i presidenti dei due paesi, che era stata presentata dalla stampa turca pro-governativa come estremamente positiva e “amichevole”.

Come si è arrivati a questo punto?

Punto centrale della comunicazione dell`ambasciata USA che ha dato il via alla crisi dei visti è l`aperta messa in dubbio dell’ “impegno” delle autorità turche a garantire la sicurezza delle sue missioni e dei suoi dipendenti. Sebbene il messaggio non contenga un riferimento concreto, la causa scatenante della crisi è riconosciuta nei recenti arresti di impiegati turchi delle missioni americane in Turchia. In particolare quella di Metin Topuz, impiegato al consolato USA di istanbul, arrestato lo scorso 4 ottobre (dopo una settimana di fermo). Topuz è accusato di “spionaggio” e di legami con il movimento di Fethullah Gulen, ex imam e magnate residente negli USA, ritenuto da Ankara la mente del tentato golpe del luglio 2016. Sull`arresto di Topuz si era espresso in maniera molto esplicita l`ambasciatore USA John Bass, in un incontro stampa con alcuni media “scelti per la loro serietà” presso il consolato americano ad Istanbul e prima di concludere il proprio mandato in Turchia. Commentando l`arresto del dipendente consolare, Bass aveva affermato che qualcuno del governo turco “non cercava giustizia ma vendetta”. L`ambasciatore ed era stato ferocemente attaccato da diversi giornali pro-governativi per per tali affermazioni. Ma prima di Topuz era finito in reclusione lo scorso marzo anche l`interprete del consolato USA di Adana, Hamza Uluçay, accusato di attività terroristica a favore del movimento armato curdo PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan). E oggi N.M.C., un altro cittadino turco impiegato al consolato di Istanbul è stato chiamato dalla procura generale a presentarsi dal PM a deporre, sempre per presunti legami con il movimento di Gulen.

Diversi cittadini USA trattenuti come “ostaggi politici”

Ma i problemi tra la Turchia e gli USA non si fermano solo agli arresti degli impiegati turchi delle missioni americane. Secondo un recente articolo del New York Times in Turchia sono attualmente imprigionati 12 cittadini statunitensi, definiti “ostaggi politici” dal giornale. La maggior parte degli imprigionati, spiega il quotidiano, sono accusati di avere legami con il movimento di Gulen. A fine settembre, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha lasciato intendere che considera uno di questi prigionieri, il pastore statunitense Andrew Brunson, residente in turchia da 20 anni e agli arresti dall`ottobre 2016 perché ritenuto “una minaccia alla sicurezza pubblica”, come un possibile elemento di scambio con Gulen. Tuttavia ci sono anche altri cittadini turchi che Ankara vorrebbe riavere per altri motivi: in primis il businessman turco-azero Reza Zarrab e Mehmet Hakan Atilla, ex dirigente della Halkbank, attualmente agli arresti e sotto processo con l`accusa di avere aggirato l`embargo degli USA all`Iran. Un caso dove uno dei ricercati è anche l`ex ministro turco dell`Economia Zafer Caglayan e che potrebbe avere importanti ripercussioni per il governo turco.

Altri campi di scontro 

Tra la Turchia e gli Stati Uniti ci sono però altre questioni spinose che riguardano anche la situazione nel Medio Oriente. In particolare l`aiuto di armi che Washington (prima con l`amministrazione di Barack Obama, ora con quella di Donald Trump) fornisce alle forze armate curde YPG/PYD, braccio siriano del PKK, e che rappresenta da diverso tempo un forte motivo scontentezza per Ankara. Inoltre la crisi del processo ai body guard di Erdogan – per aver picchiato delle persone che protestavano contro il presidente turco in visita negli USA e la decisione di Ankara di acquistare un sistema di missili S-400 dalla Russia sono ulteriori nodi dei rapporti tra le due parti. E che non contribuiranno a risolvere facilmente la nuova crisi dei visti.

TAGGATO:ambasciateDonald TrumpFethullah GulenRecep Tayyip Erdoganturchiausavisti
Condividi questo articolo
Email Copia link Stampa
Articolo precedente Attaccate l’80% di imprese europee
Articolo successivo Elezioni in Sicilia, scatta trappola per Crocetta. Orlando ha già vinto

IL FOGLIETTONE

Il Fogliettone è un giornale online indipendente che racconta la realtà attraverso le notizie che contano. Politica, economia, cronaca, cultura e spettacolo sono i principali ambiti di un’informazione costruita con attenzione alle fonti, ai fatti e alle loro conseguenze. L’obiettivo è andare oltre il rumore della quotidianità per arrivare al cuore della notizia, offrendo al lettore elementi chiari per comprendere ciò che accade. Un’informazione diretta, essenziale e senza condizionamenti, che mette al centro il fatto e il diritto dei lettori a essere informati.
0Mi piace
0Segui:
0Segui:
0Segui:
MediumSegui:
QuoraSegui:
Pubblicità
Ad image
Pubblicità
Ad image

Articoli correlati

Ddl comuni, commissione Ars approva tagli consiglier. Gettoni equiparati a resto Paese

Di
Redazione
Politica

L’ultimatum del ministro Madia: entro 2016 ricollocare personale Province

Di
Redazione

Anselmo e Panepinto, Pd rafforzerà testo finanziaria del governo

Di
Redazione
kerry usa
Politica

Isis, Iran e Usa si coordinano tramite funzionario iracheno

Di
Redazione
ILFOGLIETTONE.IT
Facebook Twitter Instagram Linkedin

Direttore responsabile
Gaetano Mineo

 

Iscrizione registro stampa tribunale di Palermo  22/2013 redazione@ilfogliettone.it

Editore
Il fogliettone società editoriale S.r.l.s.

Iscrizione registro REA di Palermo n.308873
Iscrizione registro comunicazione n.24002
societaeditoriale@ilfogliettone.it

Questo sito è associato alla

badge_FED
 
 
 

 

  • Redazione
  • Scrivi al giornale
  • Pubblicità
  • Condizioni generali
  • Privacy
  • Cookies Policy
Lettura: Turchia-Usa, la guerra dei “visti”. I motivi della crisi tra i due Paesi

Copyright © 2026 Il Fogliettone S.R.L.S