Vannacci apre a Meloni al Quirinale: “Potrebbe essere un ottimo presidente”
Il leader di Futuro Nazionale considera possibile sostenere l’attuale premier per la Presidenza della Repubblica e definisce il suo movimento interlocutore della maggioranza di centrodestra.
Roberto Vannacci
Roberto Vannacci ha aperto alla possibilità di sostenere Giorgia Meloni per la Presidenza della Repubblica. Ospite di È sempre Cartabianca su Retequattro, il leader di Futuro Nazionale ha riconosciuto alla premier “carisma e capacità”, aggiungendo: “Potrebbe essere anche un ottimo presidente della Repubblica”.
L’apertura arriva nel quadro di una più ampia definizione dei rapporti tra il nuovo movimento di Vannacci e il centrodestra. L’ex generale ha rivendicato l’autonomia politica di Futuro Nazionale, ma ha anche indicato una possibile area di interlocuzione con la maggioranza di governo.
“Futuro Nazionale porta avanti principi, ideali e valori che non tradirà e non negozierà”, ha precisato Vannacci. “All’interno delle nostre linee rosse, siamo naturali interlocutori di questa sbiadita maggioranza di centrodestra”.
L’indicazione su Meloni non è stata accompagnata, nell’intervento, da un impegno formale del movimento in vista dell’elezione del prossimo capo dello Stato. Vannacci ha invece espresso un giudizio positivo sulle capacità della presidente del Consiglio, lasciando aperta una possibilità che colloca il suo movimento in una posizione di interlocuzione con l’area governativa.
Il confronto sulle influenze straniere
Nel corso della trasmissione Vannacci ha affrontato anche il tema dei possibili tentativi stranieri di condizionare le prossime elezioni italiane, con particolare riferimento alla Russia. La sua posizione è stata quella di considerare le interferenze politiche straniere un fenomeno ricorrente, purché restino entro i limiti della legalità.
“Credo che i tentativi di condizionare il voto siano stati fatti da tutte le potenze straniere, in qualsiasi elezione avvenuta all’interno delle rispettive sfere di influenza. Non è una novità per nessuno”, ha dichiarato.
Vannacci ha quindi escluso che la sola esistenza di pressioni o influenze debba essere considerata un fatto eccezionale. “Non vedo perché ci si debba in qualche modo sbalordire se ci sono influenze o pressioni: fintanto che sono legali, è normale che ci siano”, ha aggiunto.
La posizione si inserisce nella linea già rivendicata dal leader di Futuro Nazionale sulla politica estera. Vannacci ha respinto l’etichetta di filorusso e ha presentato i rapporti con Mosca attraverso il criterio dell’interesse nazionale italiano.
Il rapporto con Mosca e la guerra
“Sono filo-italiano”, ha affermato Vannacci, spiegando la propria posizione sui rapporti con la Russia. Secondo il leader di Futuro Nazionale, la collocazione geografica dell’Italia rende necessario considerare anche la possibilità di mantenere rapporti con Mosca.
“Siccome viviamo in un continente che confina con la Russia e la geografia non la possiamo modificare, credo che avere buoni rapporti con i nostri vicini sia nell’interesse nazionale”, ha sostenuto.
Vannacci ha poi criticato l’impostazione adottata nei confronti della guerra in Ucraina, contestando il sostegno occidentale a Kiev senza un esito militare risolutivo. Ha richiamato anche altri conflitti internazionali, citando l’Azerbaigian e l’Armenia e l’intervento turco in Siria.
“L’Ucraina? Le guerre ci sono come l’Azerbaigian che ha invaso Armenia, la Turchia che ha invaso la Siria”, ha affermato. La sua conclusione è legata alla necessità, a suo giudizio, di modificare l’obiettivo della politica occidentale se la prosecuzione del conflitto non conduce alla vittoria.
“Se non siamo in grado di vincere la guerra perché da quattro anni diamo supporto incondizionato all’Ucraina senza riuscire a vincere la guerra, dobbiamo trovare una soluzione”, ha dichiarato Vannacci.
La prospettiva indicata dal leader di Futuro Nazionale è quella di una soluzione negoziale seguita dal ripristino dei rapporti con Mosca: “Una volta ottenuta una pace ragionevole tornare ad avere buoni rapporti”.
Le due questioni affrontate durante l’intervento — il possibile sostegno a Meloni per il Quirinale e la posizione sui rapporti con la Russia — delineano così il profilo politico che Vannacci intende attribuire a Futuro Nazionale: autonomia rispetto ai partiti della coalizione, ma disponibilità al confronto con il centrodestra sulle questioni considerate compatibili con le proprie “linee rosse”.
