Spagna, processo all’Infanta Cristina accusata di evasione fiscale

Spagna, processo all’Infanta Cristina accusata di evasione fiscale
11 gennaio 2016

Si è aperto a Palma di Maiorca, sei anni dopo lo scoppio di uno dei più gravi scandali istituzionali della Spagna moderna, il processo per il “caso Noos”, che vede per la prima volta alla sbarra anche un membro della famiglia reale spagnola, l’Infanta Cristina di Borbone, accusata di evasione fiscale. Il principale imputato nella vicenda è il marito di Cristina, Iñaki Urdanga, per il quale la pubblica accusa ha chiesto una pena di 19 anni e mezzo di carcere. Di fatto, la prima decisione che dovranno prendere le tre giudici nella fase preliminare del processo è stabilire se Cristina, sorella del re Felipe VI, abbia effettivamente commesso un reato per il quale debba finire sotto processo o debba essere accolta la richiesta del non luogo a procedere presentata dalla pubblica accusa. Sia il Fisco che la Procura anticorruzione (in polemica con il giudice istruttore) ritengono infatti che Cristina non abbia commesso alcun reato: ad accusarla è solo l’associazione dell’ultradestra “Manos Limpias”, e il giudice potrebbe quindi decidere anche – applicando uno dei due opposti precedenti esistenti in materia, che neanche la Corte Costituzionale è riuscita a dirimere – di archiviare la sua posizione ignorando la parte civile. Secondo la Procura infatti l’Infanta non dovrebbe rispondere di reati penali ma avrebbe esclusivamente delle responsabilità civili, avendo approfittato delle somme stornate illegalmente dal marito Iñaki Urdangarin pur non essendo a conoscenza della provenienza illecita, ragione per cui è stata chiesta l’imposizione di una sanzione di oltre 587mila euro.

Secondo la magistratura, la Fondazione Instituto Nóos gestita dal marito dell’Infanta avrebbe organizzato diversi eventi legati al mondo dello sport per il governo della Comunità Autonoma (regione) delle isole Baleari, giustificando con fatture false o gonfiate i soldi pubblici ricevuti dal governo regionale, nel periodo in esame (2003-2007) guidato dal conservatore Partido Popular oggi al potere, per un totale di oltre 6 milioni di euro. Secondo il Guardian le carte dell’accusa sono composte da 70mila pagine e sono previsti 363 testimoni che dovranno deporre. La Corte non ha ammesso le testimonianze dell’attuale e del precedente sovrano di Spagna. (fonte Afp)

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