Buffon, in campo bisogna fare e i senatori hanno fatto

24 giugno 2014

“La prima partita ci ha fuorviato da quelli che dovevano essere i nostri obiettivi e i nostri punti cardine. L’arbitro? Sicuramente non ci ha dato una mano; ma non possiamo e non dobbiamo cercare sempre alibi. Dopo due sconfitte consecutive senza fare nemmeno un gol dobbiamo ammettere le nostre colpe. Qualche cosa chiaramente è mancato”. Così, ai microfoni di RaiSport, al termine di Italia-Uruguay, il capitano degli azzurri, Gigi Buffon, premiato dalla Fifa come “man of the match”. Successivamente, ai microfoni di Sky, il capitano azzurro fa un’analisi della nazionale 2014. “Rifondare tutto? Siamo arrivati secondi agli Europei e terzi in Confederation Cup: ci vuole serenità e lucidità nei giudizi. Si sente dire spesso che c’è bisogno di ricambi, che tizio è vecchio e che Caio è vecchio. Poi, quando c’è da tirare la carretta, i Pirlo, i De Rossi e i Buffon sono sempre in prima fila. Bisogna dare i meriti a chi li ha acquisiti sul campo, non per quello che si è stati ma per quello che siamo ancora. In campo, del resto, bisogna ‘fare’ e i ‘senatori’ hanno fatto'”. Il numero uno dell’Italia ha dunque difeso i ‘senatori’; mentre, fra le righe, ha gettato più di un’ombra sul rendimento di alcuni giovani, con il deludente Balotelli in prima fila.

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