Milano, un tram deraglia e si schianta contro un palazzo: due vittime e quaranta feriti
Un convoglio di ultima generazione percorreva viale Vittorio Veneto nel pomeriggio di venerdì quando, giunto all’incrocio con via Lazzaretto, ha imboccato uno scambio a velocità eccessiva finendo contro un edificio: tra i deceduti un uomo del 1966 e un senzatetto non identificato.
Un tram della linea 9, il nuovo Tramlink entrato in servizio da poche settimane, ha deragliato nel pomeriggio di venerdì 27 febbraio in viale Vittorio Veneto a Milano, schiantandosi contro un edificio all’angolo con via Lazzaretto. Il bilancio provvisorio è di due morti e una quarantina di feriti, alcuni dei quali in condizioni gravi. Le cause restano da accertare: gli inquirenti lavorano su due ipotesi principali, il malore del conducente e il guasto allo scambio ferroviario. Sul posto sono intervenuti il sindaco Giuseppe Sala, il procuratore Marcello Viola e un dispiegamento massiccio di mezzi di soccorso.
La dinamica: uno scambio chiuso, troppa velocità
Erano circa le sedici. Il convoglio stava percorrendo viale Vittorio Veneto proveniente da piazza della Repubblica, diretto verso piazza Oberdan. Giunto all’incrocio con via Lazzaretto, dove le rotaie prevedono sia il proseguimento dritto sia una deviazione a sinistra, il mezzo ha imboccato la curva anziché procedere in linea retta. La velocità era incompatibile con la manovra.
Il tram ha deragliato, abbattuto il semaforo all’angolo e sfondato la vetrina di un ristorante, conficcandosi parzialmente nella struttura dell’edificio. Lo scambio, stando ai primi rilievi, è stato trovato “chiuso”, cioè orientato verso via Lazzaretto. In quel tratto il binario corre in sede protetta, separato dal traffico veicolare da un lato dal marciapiede, dall’altro dalle aiuole dei Bastioni di Porta Venezia. Lo scambio viene azionato esclusivamente dal macchinista.
Due morti, quaranta feriti: i soccorsi
Le due vittime sono un uomo nato nel 1966 e un senzatetto non ancora identificato. Almeno una quarantina le persone rimaste ferite, alcune estratte dalle lamiere dai vigili del fuoco intervenuti con cinque mezzi e venticinque uomini dalla sede centrale di via Messina. I casi più gravi sono stati trasportati al Policlinico e al Niguarda. AREU, l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza, ha mobilitato tre automediche, un’auto infermieristica, tredici ambulanze e due mezzi di coordinamento per la maxiemergenza.
Alcune persone erano rimaste incastrate all’interno del convoglio. Non è chiaro se la presenza di pedoni sulla sede tranviaria abbia indotto il conducente a una frenata o a una manovra improvvisa. Nessuna conferma ufficiale su questo punto.
Le testimonianze dei passeggeri a bordo
“Ho pensato al terremoto. Ero seduto e sono finito per terra, insieme agli altri passeggeri” ha riferito uno dei viaggiatori, che ha riportato solo una contusione al ginocchio. L’uomo seduto accanto a lui perdeva sangue dalla testa. Una donna salita alla fermata di Repubblica, in piedi vicino alla cabina di guida, ha descritto il momento dell’impatto in modo secco: “Il tram ha virato, ha preso velocità e ha colpito l’edificio. Mi sono venuti tutti addosso”.
Il convoglio coinvolto appartiene alla flotta Tramlink, uno dei primi modelli bidirezionali introdotti a Milano. Lungo 25 metri, articolato in tre carrozze comunicanti, dispone di 66 posti a sedere e di due cabine di guida, una per ciascuna estremità, che consentono di invertire il senso di marcia senza necessità di manovra. Il mezzo aveva iniziato a circolare da poche settimane.
Le indagini: malore o guasto tecnico
Gli inquirenti lavorano su due scenari. Il primo riguarda le condizioni del conducente al momento dell’incidente: un malore improvviso avrebbe impedito qualsiasi intervento correttivo. Il secondo chiama in causa il sistema di scambio, ritrovato in posizione di svolta verso via Lazzaretto quando il convoglio era programmato per proseguire dritto.
ATM ha dichiarato di essere “già al lavoro e a disposizione delle autorità giudiziarie” e di mettere a disposizione “ogni informazione e strumento utili alle indagini.” L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha ringraziato la macchina dei soccorsi per la rapidità dell’intervento, riservando ogni giudizio sulle cause all’esito delle verifiche in corso.
