L’addio a Enrica Bonaccorti tra piante di limoni e poesie,

La conduttrice, scomparsa a 76 anni dopo una malattia al pancreas, è stata salutata sabato 14 marzo nella Basilica di Santa Maria in Montesanto: in chiesa vasi di limoni, amici del mondo dello spettacolo e la lettera commossa di Renato Zero, perché la defunta aveva chiesto espressamente di non avere fiori recisi.

Funerali Enrica Bonaccorti

Funerali Enrica Bonaccorti

Parole di Renato Zero lette dall’altare, poesie della defunta recitate durante l’omelia, il feretro accolto da un applauso spontaneo: i funerali di Enrica Bonaccorti, celebrati sabato 14 marzo nella Basilica di Santa Maria in Montesanto — la Chiesa degli Artisti affacciata su Piazza del Popolo —, sono stati un rito collettivo intorno alla figura di una donna che la televisione, da sola, non esaurisce. La conduttrice, attrice e autrice si è spenta a 76 anni dopo le complicazioni di un tumore al pancreas diagnosticato meno di un anno fa.

Il feretro entra sulle note di Modugno

Alle 14.47 il carro funebre ha imboccato Piazza del Popolo sotto un cielo invernale, accolto da una grande folla silenziosa. Il feretro è entrato in chiesa sulle note de “La lontananza”, la canzone che Bonaccorti scrisse per Domenico Modugno. Ad accompagnarlo la figlia Verdiana e l’ex marito Daniele Pettinari. Già presenti in chiesa, al momento dell’ingresso, Alba Parietti, Giancarlo Magalli, Guillermo Mariotto, Laura Delli Colli, Gloria Guida. In un angolo, vasi di piante di limone al posto dei fiori recisi: una scelta voluta dalla stessa Bonaccorti, rispettata fin nei dettagli.

La cerimonia è stata officiata da monsignor Antonio Staglianò, che ha aperto la funzione leggendo una lettera scritta da Renato Zero. Il cantautore, legato alla conduttrice da una lunga amicizia, ha ripercorso decenni di vita condivisa. “Ci siamo arrangiati sempre, inventandoci giorno per giorno un mestiere diverso”, ha scritto Zero, ricordando come Bonaccorti si fosse improvvisata sua manager per ottenere qualche scrittura. Poi la svolta amara: “A un tratto mi sono svegliato e non ci sei più”. La chiusura è affidata a un’immagine: la porta lasciata sempre aperta, perché “sono sicuro che passerai a trovarmi.”

L’omelia: “Una cercatrice di verità”

Nell’omelia, monsignor Staglianò ha delineato il profilo della scrittrice con parole nette. “Enrica, con la sua scrittura, con la sua poesia, con le sue novelle, ha tenuto aperta la porta. Ha dato voce a chi non ce l’aveva. Ha raccontato le assenze, i dolori taciuti, le gioie nascoste.” Il sacerdote ha insistito su una distinzione: non una semplice scrittrice, ma una “cercatrice di verità” che non ha inventato mondi lontani ma ha “estratto” la verità dal vissuto, scavando nelle pieghe dell’esistenza. Il passaggio finale della sua riflessione è diventato una formula: “Tutto ciò che è vero rimarrà per sempre.”

La preghiera degli artisti è stata letta da Eleonora Daniele; Valerio Rossi Albertini ha recitato una poesia della stessa Bonaccorti sulla fine. Il celebrante ha poi rivolto un pensiero diretto alla figlia Verdiana e agli amici presenti: “Siate gli eredi di questa bellezza. I custodi di quel vizio di ridere anche quando si vorrebbe piangere.” Il Padre Nostro è stato declinato al femminile: “Madre Nostra che sei nei cieli, fa’ che la tua bontà ci guidi dal cielo in terra.”

Fuori dalla basilica, nel frattempo, la folla cresceva assiepata davanti al portone. Tra i volti riconoscibili in arrivo anche Mara Venier e Ricky Tognazzi. Il mondo dello spettacolo si è stretto in una cerchia compatta, visibile e silenziosa.

I ricordi: ironica, profonda, mai scontata

All’uscita, i colleghi hanno parlato a turno. Alba Parietti ha sintetizzato in poche frasi l’impressione comune: “Era una donna ironica, simpatica, che amava la vita e divertirsi, ma era anche un essere umano profondo, attento, mai scontato. Non era solo una collega, era soprattutto amica. Amica in generale della gente.” Poi ha aggiunto: “Uno dei suoi più grandi talenti era proprio la scrittura.”

Alberto Matano ne ha ricordato “l’intelligenza e lo spessore umano rari”, trovando consolatorio sapere che negli ultimi mesi difficili la conduttrice aveva sentito l’affetto di chi le voleva bene. Guillermo Mariotto ha evocato il contrasto tra la donna d’autorità che appariva in televisione e “la femmina vera che era in privato.” Ilona Staller, visibilmente scossa, ha detto: “Non riesco a capire perché le persone buone muoiano prematuramente, mentre quelle cattive sembra non muoiano mai.”

Il ricordo più intimo è venuto dall’ex compagno Arnaldo Del Piave, che con Bonaccorti aveva condiviso cinque anni di vita, viaggi, e anche un lutto. “È stato un amore e una grande intesa. Sono contento di averle donato momenti bellissimi.” A chi gli ha chiesto cosa le direbbe oggi ha risposto con un monosillabo duplicato: “Grazie, grazie.”

Tra gli altri presenti la cerimonia ha visto l’avvocato Giorgio Assumma, l’attrice Valeria Fabrizi, i giornalisti Gianni Ippoliti e Dario Salvatori, Franco Nero. E Antonio, spettatore comune, che la seguiva nelle trasmissioni e guidava la claque: il pubblico vero, quello che non finisce sulle pagine dei giornali.

La cerimonia si è chiusa con “Il cielo” di Renato Zero, la seconda canzone scelta per accompagnare l’ultimo saluto. Poi il feretro è uscito tra un nuovo applauso, e Piazza del Popolo ha ripreso il suo ritmo.