L’anticiclone riporta condizioni stabili sull’Italia dopo giorni incerti, offrendo una parentesi dal carattere tardo primaverile. Domenica 3 maggio si presenta con cieli in prevalenza sereni e temperature in rialzo, diffuse tra 22 e 25 gradi sulle pianure del Nord e lungo i settori tirrenici del Centro. Una configurazione che favorisce le attività all’aperto, ma destinata a esaurirsi rapidamente.
Prime avvisaglie di instabilità
Nel corso della seconda parte della giornata la protezione dell’alta pressione inizierà a indebolirsi. Le prime infiltrazioni di aria instabile si manifesteranno con un aumento della nuvolosità sui settori occidentali, segnale di un cambio di fase imminente. Il passaggio dalla stabilità a condizioni più dinamiche si inserisce in un contesto climatico mutato, dove la primavera mostra caratteristiche sempre meno regolari.
Il ruolo del Mediterraneo caldo
Il mutamento è legato all’aumento delle temperature dei mari, alimentato dalla crescita della concentrazione di anidride carbonica di origine antropica. Rispetto al passato, il Mediterraneo accumula calore in anticipo e con maggiore intensità, trasformandosi in un serbatoio energetico. Questo surplus termico altera la risposta atmosferica alle perturbazioni, amplificando gli effetti delle precipitazioni.
Fenomeni più intensi e concentrati
Non cambia soltanto la frequenza delle piogge, ma soprattutto la loro intensità. L’aria più calda trattiene quantità maggiori di umidità, circa il 7% in più per ogni grado di aumento termico. Quando una perturbazione innesca il rilascio di energia, i fenomeni risultano più violenti: temporali autorigeneranti, supercelle, grandinate. Eventi che negli ultimi anni si sono moltiplicati anche sul territorio italiano.
Arriva la perturbazione atlantica
Il peggioramento prenderà forma già da lunedì 4 maggio. Una vasta struttura depressionaria atlantica si avvicinerà alla penisola, portando le prime precipitazioni su Sardegna e Nord-Ovest, con coinvolgimento più localizzato delle coste toscane. Sarà l’inizio di una fase più ampia di maltempo.
Il picco tra martedì e mercoledì
La fase più intensa è attesa tra martedì 5 e mercoledì 6 maggio. Le regioni settentrionali — dalla Liguria al Friuli — e i versanti tirrenici di Toscana e Lazio risultano le aree più esposte. Sono previste piogge battenti, temporali e grandinate, con accumuli localmente fino a 150 millimetri in poche ore. Quantità che equivalgono alla media mensile, concentrate in intervalli temporali ridotti. Una dinamica coerente con un sistema atmosferico sempre più energico e instabile.