Meningite in Inghilterra, giovani in fila per vaccini: la generazione non immunizzata paga il prezzo più alto
Il meningococco B ha colpito il cuore studentesco della contea del Kent, causando due decessi e tredici ricoveri: le autorità sanitarie del governo Starmer hanno avviato test preventivi su decine di migliaia di persone mentre si teme che le vacanze di Pasqua possano disperdere il contagio in tutto il paese.
La macchina dell’emergenza sanitaria britannica gira a pieno regime nel Kent. Due giovani sono morti, undici sono ricoverati in condizioni serie, e le autorità sanitarie della Uk Health Security Agency hanno già contattato oltre trentamila persone nella contea per test preventivi. Il ministro della Salute del governo laburista Wes Streeting ha parlato ai Comuni di una situazione “senza precedenti”, identificando nel batterio meningococco B la causa del focolaio che ha colpito soprattutto la fascia studentesca di Canterbury e dintorni.
Le vittime sono uno studente di ventun anni dell’università del Kent e un diciottenne all’ultimo anno di una scuola secondaria di Faversham. Tra i tredici ricoverati, le condizioni di alcuni destano preoccupazione. L’università ha sospeso buona parte delle attività, e lunghe file di studenti si sono formate davanti ai punti di distribuzione precauzionale di antibiotici e mascherine.
Il Club Chemistry e la catena dei contagi
Le indagini epidemiologiche hanno individuato nel Club Chemistry, discoteca di Canterbury, uno dei principali luoghi di trasmissione. Il locale è stato chiuso non appena sono emersi i primi casi. Secondo la Bbc, diversi degli studenti successivamente ricoverati si trovavano nell’esercizio nelle stesse ore. La conferma che il contagio avvenga attraverso contatti ravvicinati e prolungati — o gesti di intimità, come ha precisato alla Bbc la responsabile dell’agenzia sanitaria Gayatri Amirthalingam — rende gli ambienti affollati i principali vettori del batterio.
La trasmissione attraverso le goccioline di saliva non risparmia nemmeno i gesti quotidiani più banali. Il tabloid Mirror ha raccontato il caso di Keeleigh Goodwin, ventidue anni, ricoverata d’urgenza dopo aver condiviso una sigaretta elettronica. Sua madre ha confermato che la giovane è fuori pericolo. L’episodio ha contribuito ad alimentare l’allarme tra la popolazione studentesca e le loro famiglie.
La generazione senza vaccino
La campagna vaccinale annunciata dal ministro Streeting si rivolge specificamente agli studenti dell’università del Kent. Si tratta di giovani che, al momento dell’introduzione della profilassi contro il meningococco B nel Sistema sanitario nazionale britannico — avvenuta nel 2015 — erano già oltre l’età target, fissata per neonati e bambini piccoli. Questa fascia generazionale è rimasta esposta, e il focolaio in corso ne ha rivelato la vulnerabilità.
La meningite batterica è un’infiammazione acuta delle meningi, le membrane che avvolgono cervello e midollo spinale. Più rara della variante virale, la forma batterica è significativamente più grave: può essere fatale e lasciare danni permanenti. Il meningococco B è uno dei ceppi più diffusi in Europa tra adolescenti e giovani adulti.
Il caso francese e il rischio Pasqua
Uno degli scenari che preoccupa maggiormente le autorità sanitarie è la dispersione geografica del focolaio. Streeting ha confermato che un caso di contagio è già stato accertato in Francia, in una persona che frequenta l’ateneo del Kent. Il timore è che, con l’avvicinarsi delle vacanze pasquali, gli studenti fuori sede che rientrano nelle proprie città possano portare il batterio ben oltre i confini della contea.
La Uk Health Security Agency ha respinto le accuse di sottovalutazione iniziale: i primi casi sono stati rilevati sabato, e l’allerta è stata diramata la domenica. L’agenzia sottolinea la rapidità della risposta, inclusa la mobilitazione del tracciamento su larga scala. Il governo Starmer, dal canto suo, ha invitato la popolazione a non cedere ad “inutile preoccupazione o ansia”, precisando che il rischio generale per la popolazione resta “basso.”
L’appello non ha sortito l’effetto sperato. In tutta la Gran Bretagna si è registrata un’impennata delle richieste di vaccinazione, con code nelle farmacie anche al di fuori del Kent. Il parallelo con i tempi del Covid è tornato nelle conversazioni di molti, pur in assenza di qualsiasi comparabilità di scala. La paura, come spesso accade, corre più veloce della trasmissione del batterio.
