Rocchi indagato per frode sportiva, la Lega Serie A invita alla prudenza e al garantismo

Ezio Simonelli

Ezio Simonelli

Gianluca Rocchi, designatore arbitrale della Serie A, e Andrea Gervasoni, supervisore Var, sono iscritti nel registro degli indagati della Procura di Milano con l’accusa di frode sportiva in concorso. Entrambi hanno scelto l’autosospensione nelle ore successive alla notifica dell’avviso di garanzia. La notizia ha scatenato un’ondata di commenti e analisi sui principali organi di informazione, innescando la reazione del presidente della Lega Calcio Serie A, Ezio Simonelli, che con una nota ufficiale ha rivendicato il diritto alla presunzione di innocenza e ha messo in guardia contro quella che ha definito una “vera e propria gogna mediatica”.

Il richiamo al garantismo istituzionale

Simonelli ha costruito la sua dichiarazione attorno a un principio preciso: le accuse degli inquirenti vanno trattate come tali, non come condanne. “A valle di quanto letto su tutti i media vorrei ricordare che, come in qualsiasi altra situazione, si tratta di accuse degli inquirenti e che è dovere di tutti ritenerle come tali in una normale dialettica democratica”, ha affermato il presidente. Il richiamo è esplicito: la pressione dell’informazione non può anticipare né sostituire il giudizio della magistratura. Nessuno, sostiene Simonelli, conosce i dettagli dell’indagine, e proprio per questo “giudizi affrettati o conclusioni di qualsiasi genere sono fuori posto, nell’attesa doverosa che le indagini compiano il loro percorso per stabilire la verità”.

Il ragionamento del presidente della Lega non si limita alla difesa dei singoli individui coinvolti. Il bersaglio dichiarato è la narrazione mediatica che, secondo Simonelli, rischia di produrre “enormi danni reputazionali al sistema Serie A, e a tutto l’intero movimento calcistico italiano”. Una preoccupazione che travalica l’episodio contingente e investe la credibilità strutturale del campionato di massima serie.

Il ruolo degli organi sportivi

Simonelli ha ricordato che la vicenda non è sfuggita agli strumenti di controllo interni al sistema sportivo. Sia la Procura Federale sia la Procura del Coni — ha sottolineato — si sono già mosse tempestivamente, esprimendosi su alcuni punti dell’indagine. Gli organi competenti, inoltre, si sarebbero riattivati alla luce di nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare. Il messaggio è chiaro: il calcio italiano non è rimasto inerte, e la giustizia ordinaria non opera nel vuoto.

Questo passaggio della dichiarazione assolve a una funzione precisa: disinnescare l’ipotesi di un sistema che si chiude a riccio davanti all’inchiesta penale. Simonelli non nega la gravità potenziale dei fatti. Ammette anzi che, qualora le responsabilità individuali fossero accertate, “sarà giusto che paghi”. Ma il confine tra responsabilità personale e credibilità complessiva del campionato va tenuto fermo: “giammai è consentito mettere in dubbio la credibilità del sistema e la regolarità del campionato”.

Trasparenza contro strumentalizzazione

La chiusura della nota presidenziale ha il tono di un avvertimento rivolto a più destinatari contemporaneamente. “Abbiamo il dovere di garantire che il sistema calcio assicuri trasparenza e parità di trattamento”, ha scritto Simonelli, aggiungendo un monito esplicito contro le “strumentalizzazioni che generano solo disinformazione”. L’uso del termine strumentalizzazione — nel lessico istituzionale calcistico raramente neutro — segnala che la Lega percepisce nell’amplificazione mediatica dell’inchiesta qualcosa di più di un semplice esercizio di cronaca.

La posizione assunta da Simonelli si inserisce in un quadro più ampio di tensione tra la giustizia ordinaria e quella sportiva, tra i tempi dell’inchiesta penale e quelli dell’opinione pubblica. L’autosospensione di Rocchi e Gervasoni rappresenta un segnale di discontinuità operativa, ma non equivale a un’ammissione. Il campionato continua, gli arbitraggi proseguono, e la Lega ha tutto l’interesse a che il dibattito pubblico non eroda quella fiducia nella regolarità delle gare che resta il fondamento commerciale e sportivo dell’intero sistema.