Mondiali di calcio, Argentina: Messi guida i convocati mentre Dybala resta fuori dall’elenco preliminare

Lionel Messi

Lionel Messi

Lionel Scaloni accelera la marcia di avvicinamento al Mondiale 2026 e consegna una prima fotografia dell’Argentina che difenderà il titolo conquistato in Qatar. La lista dei 55 preconvocati contiene conferme, ritorni e alcune esclusioni pesanti. C’è Lionel Messi, riferimento tecnico e simbolico della Selección. Non figura invece Paulo Dybala, appena rientrato con la Roma dopo il lungo stop seguito all’operazione al ginocchio.

L’elenco diffuso dal commissario tecnico argentino rappresenta una base di lavoro destinata a essere ridotta quasi della metà nelle prossime settimane. Una selezione ampia, costruita per monitorare stato fisico, continuità e rendimento dei giocatori impegnati nei diversi campionati europei e sudamericani. L’obiettivo è definire un gruppo competitivo capace di mantenere l’identità tattica che ha portato l’Albiceleste al successo mondiale.

La presenza italiana

La Serie A occupa uno spazio rilevante nella lista preliminare. Sono sei i giocatori provenienti dal campionato italiano inseriti tra i preconvocati. Lautaro Martinez resta uno dei punti fermi offensivi dopo le stagioni da protagonista con l’Inter. Accanto a lui figurano Nico Paz e Maximo Perrone del Como, Matias Soulé della Roma, Santiago Castro del Bologna e Mateo Pellegrino del Parma.

Una presenza numericamente significativa che conferma il peso crescente della Serie A nel sistema di osservazione della federazione argentina. Il caso più evidente è quello di Nico Paz, protagonista di una stagione di forte crescita e ormai considerato una delle opzioni offensive più interessanti del nuovo corso albiceleste. Anche Soulé continua a mantenere credito presso lo staff tecnico nonostante un’annata segnata da alti e bassi.

L’assenza di Dybala assume invece un valore soprattutto fisico. Scaloni ha scelto la prudenza dopo il lungo percorso di recupero affrontato dall’attaccante della Roma. Il ritorno in campo non è bastato per garantirgli spazio nella lista preliminare, segnale di come le condizioni atletiche restino un elemento decisivo nelle valutazioni del ct argentino.

Equilibrio tra esperienza e giovani

La struttura della lista conferma la volontà di conservare l’ossatura della nazionale campione del mondo. In difesa restano riferimenti consolidati come Cristian Romero, Nicolas Otamendi, Lisandro Martinez e Nahuel Molina. A centrocampo trovano spazio Rodrigo De Paul, Enzo Fernandez, Alexis Mac Allister ed Exequiel Palacios, interpreti centrali del sistema costruito da Scaloni negli ultimi anni.

Accanto ai veterani emergono però diversi profili giovani. Franco Mastantuono, Claudio Echeverri e Gianluca Prestianni rappresentano il segmento più futuribile della selezione. Giocatori tecnici, offensivi, cresciuti dentro un calcio argentino sempre più orientato alla valorizzazione rapida dei talenti. La loro presenza nella lista allargata indica la volontà del ct di allargare progressivamente il ricambio generazionale senza alterare gli equilibri del gruppo storico.

Messi resta il centro simbolico del progetto. La sua presenza tra i preconvocati non era in discussione, ma continua a rappresentare il riferimento tecnico e carismatico attorno al quale ruota l’intera nazionale. A quasi vent’anni dall’esordio internazionale, il numero dieci continua a occupare il ruolo di guida dentro e fuori dal campo.

Verso la selezione definitiva

Nelle prossime settimane Scaloni procederà con i tagli necessari per arrivare alla lista definitiva. Molti dei nomi presenti nell’elenco preliminare difficilmente troveranno spazio nella convocazione finale, ma la scelta di ampliare il gruppo risponde all’esigenza di mantenere alta la competitività interna e monitorare eventuali alternative.

L’Argentina si presenta al nuovo Mondiale con un’eredità pesante. Difendere il titolo conquistato in Qatar significa affrontare aspettative elevate e un contesto tecnico profondamente mutato. Scaloni, però, sembra intenzionato a proseguire lungo la linea della continuità, affidandosi all’esperienza dei leader storici e all’inserimento graduale delle nuove generazioni.